15/08/14

Best 10 surf songs

Estate, tempo di sole e di mare. E per molti, mare e sole sono sinonimi di.. surf. I puristi sostengono che la surf music non ha nulla a che fare con la voce: la surf music è strumentale. Per questo considerano i Beach Boys null'altro che la prima boy band della storia! Si attribuisce la nascita di questo genere a uno degli artisti più anomali della musica moderna, Dick Dale, il quale fu uno dei primi a suonare la chitarra con aggressività, energia, potenza, forza...caratteristiche comuni al mondo delle onde giganti e dei surfers che nella zona di Orange County, bassa California, formavano tribù, con un proprio linguaggio ed un proprio modo di fare. Proprio con i Beach Boys il genere cominciò a svanire, ma la sua influenza fu molto forte negli anni '70 e '80, nel sound del punk (Ramones) e della New Wave.

Questa la mia personalissima playlist surf..

THE CHANTAYS: “Pipeline”
Toni perfetti. Pipeline, insieme a Walk don't run dei Ventures e Johnny B Good di Chuck Berry, probabilmente ha ispirato più chitarristi in erba rispetto a qualsiasi altra canzone della storia del rock. Il nome, Chantays descrive la posizione perfetta che un surfista dovrebbe avere quando cavalca un'onda. Basso dominante e chitarra ritmica, per una canzone che è la definizione del surf rock.



THE TRASHMEN: “Surfin’ Bird”
Un brano scherzoso. E l'invenzione del surf-punk. I Trashmen vennero citati in giudizio dai Rivingtons, che avevano scritto due hit, Papa-Oom-Mow-Mow” e“The Bird’s the Word” e accusarono i rivali di aver creato Surfin' Bird unendo parti delle loro due canzoni. Surfin Bird arrivò al n°4 in classifica nonostante si fosse in piena epoca di Beatlemania. Anche se l'immagine di un uccello surf è indelebilmente piantato nei nostri cervelli, il mondo ornitologico deve ancora identificare a quale specie di uccelli appartiene quello dei Trashmen!



LINK WRAY: "Jack The Ripper"
Non è Jack The Ripper' la canzone con cui la maggior parte delle persone ha familiarità con Wray. Questo è solo un grande strumentale con i classici toni del surf, ma a me piace molto.

DICK DALE & The DEL-TONES: "Miserlou"
Se vi siete mai chiesti com'è guidare con un chiodo piantato nella testa, questa melodia ve ne darà un'idea generale. Dick Dale ha iniziato a Newport Beach, California, e i riff di chitarra provenienti dal suo amplificatore Fender riuscirono presto a riempire le onde radio del sud della California, con un nuovo suono frenetico che venne poi etichettato come musica surf. Nota negli ultimi quaranta anni come la "regina dei Surf Guitars," Miserlou è stata recentemente utilizzata nella colonna sonora del capolavoro di Quentin Tarantino, Pulp Fiction. (Leo Fender progettò il famoso doppio amplificatore Fender Showman soprattutto dopo aver visto le performance live di Dick Dale al Rendezvous Ballroom diNewport Beach )



DEAD KENNEDYS - "Holiday in Cambodia"
Il lato più oscuro del surf. I Kennedys sono gli alfieri del punk rock californiano, ma lo stile chitarristico di East Bay Ray è estremamente surfy . Holyday in Cambodia mi riporta direttamente a Apocalypse Now, e la scena con Robert Duvall che ordina di fare surf durante un azione di guerra e nel pieno di un bombardamento..



FORGOTTEN REBELS: "Surfin on heroin"
La vita sulla spiaggia non è sempre sole e divertimento: "Sto nuotando in un mare di vomito." Significativa, dura, ma melodia orecchiabile.



THE LIVELY ONES: "Surf Riders"
Questa surf band ha suonato in California e Arizona. 'Surf Rider' stato un successo nel 1963, ripresa anch'essa da Tarantino per il film 'Pulp Fiction'. La canzone fu scritta da Nokie Edwards dei The Ventures.



SURF PUNKS "My Beach"
Surf Punks, band formata nel 1976 a Malibu, dove venivano trasmessi a rotazione sulle principali stazioni radio della zona. Gli spettacoli dal vivo dei Surf Punks, nel periodo di massimo splendore dell'esplosione punk a Los Angeles, erano selvaggi e aggressivi, i testi erano tutti sui surfisti che vivevano sulla spiaggia di Malibu e sui pendolari, che dalla San Fernando Valley arrivavano alle esclusive spiagge pubbliche e private di Malibu Beach. Mai veramente "punk" nel senso tradizionale del termine, i Surf Punks erano sorta di "Beach Boys" del mondo punk, e My Beach è un singolo intelligente sulle "guerre di territorio" tra le onde delle spiagge della California del sud.



Surf Punks rar


JAN E DEAN: "Surf City"
E' stato uno dei loro più grandi successi, questa canzone del 1963, che venne regalata loro da Brian Wilson dei Beach Boys . In una sessione di registrazione, Wilson cantò la linea di apertura, e in seguito il duo aggiunse il resto del testo. Surf City allude a Huntington Beach in California, dove - secondo la canzone - ci sono 'due ragazze per ogni ragazzo' ..



THE CRAMPS: “Naked Girl Falling Down The Stairs”
Stile Ventures, grande acid surf per il grande Lux e la sua Poison Ivy..




10/08/14

CBGB, il film




Come del resto anche per i dischi e i gruppi e gli artisti di cui parliamo, nessuna pretesa, non una recensione classica, ma solo impressioni sparse qua e là, punto di vista personale. Nient'altro.

Un film sul mitico CBGB è non corri a vederlo? Ma certo che si. Dopo anni di documentari e di omaggi non c'era dubbio che un film sul club che ha lanciato le carriere di alcuni tra i più influenti punk rockers di tutti i tempi e sul suo proprietario, nonostante tutto ancora poco noto Hilly Kristal, doveva arrivare. Ed era anche strameritato! Anche se poi si è costretti a masticare amaro. Si dice che la pellicola abbia avuto la benedizione di una metà della famiglia Kristal (co-prodotto dalla figlia Lisa Kristal Burgman) e la condanna dell'altra: note sono le vicende giudiziare sull'eredità di Kristal di cui il marchio CBGB è parte integrante, ma il film sorvola su molte di quelle vicende, come sulla totale assenza dalla storia della moglie di Kristall, proprietaria della licenza per i liquori (e quindi vera proprietaria del club) e dell'altro figlio di Hill e con i suoi "Slam!" "Buzz!", esclamazioni fumettistiche che dovevano impreziosire il film secondo gli autori, lo riducono invece quasi in macchietta, in una caricatura di colore rosa mascherato da storia vera. Quella dell'assenza delle vicende familiari e giudiziarie non è certo l'unica pecca del film.
Uno dei locali di musica più leggendari degli Stati Uniti, se non del mondo, trattato in modo totalmente dilettantesco, con una sceneggiatura debole, i suoi personaggi da clown e soprattutto il suo epilogo mieloso e servile (tutti vivono alla fine felici e contenti).

La grafica è davvero imbarazzante: brutta sul serio


CBGB è più che altro la storia personale di Hilly Kristal, un Alan Rickman che tutti riconosceranno per essere stato uno dei protagonisti in Harry Potter (io non ne so niente, non sono un fan del maghetto..ma di Alan sì..) , e il suo ruolo piuttosto accidentale, nel dare l'impressione che il suo cane avesse l'abitudine di usare il club come il proprio bagno personale.
Da quello che mi risulta è verità che Kristal  era un dandy estremamente generoso, tirava fuori dai guai amici, tossici dalla prigione, offrendogli pure un lavoro, pagava di tasca sua i tour delle band in cui credeva. Ma il film eccede e lo trasforma in uno zerbino incapace, con una totale mancanza di ego che porta a chiederci come abbia fatto per tutto quel tempo a gestire uno dei club più famosi al mondo. Tant'è.
Dovrebbe restare la musica a consolarci, e almeno in parte, quella c'è e rimane.
Al CBGB si sono esibiti gruppi come Bad Brains, Living Colour, Fishbone, The Dead Kennedys, ma colpisce il fatto che in tutto il film non vi è traccia di nessuno, dico nessun gruppo o artista di colore. Strano.
E se ci farete caso, sui muri del club ci sono appiccicati manifesti e volantini di band che, nel 1973 anno di apertura, nemmeno si dovevano formare! Solo David Byrne dei Talking Heads risulta somigliante e credibile, e la storia dei Dead Boys, i preferiti da Kristall che gli fece da manager per un breve periodo. Il resto risulta macchiettistico, e irritante quando si cerca di definire il brusco carattere di Johnny Ramone ( Rock 'N' Roll High School è nettamente superiore nel mettere in mostra il sublime talento di Johnny, Joey, Dee Dee e Tommy / Marky), la pazzia di Iggy Pop, la sfrontatezza di Blondie. Lou Reed biondo ossigenato è ridicolo. I Television si salvano, anche grazie alle canzoni inserite ma per il resto gli altri sono tutti imitatori, per niente credibili né come anticonformisti nè come musicisti. Il personaggio più simpatico risulta Merv, amico e socio di Hill, interpretato da Donal Logue, il Re Horik di Vickings!
E credo sia anche esagerato il modo in cui la Bowery, (mitica strada del CBGB) e in generale il centro di New York viene descritto: sembra di stare nella Beirut della guerra civile, e tossici, sporcizia e squallore ovunque. Certo negli anni '70 New York era diversa da quella yuppie e mercificata che è poi diventata, ma dai.. Ripeto: sulla colonna sonora originale, tanto di cappello.

Sono convinto che nessuno pellicola sarà in grado di catturare la magia iniziale che fu dei Ramones, Talking Heads, Blondie, Television, Iggy Pop, The Dead Boys, o Richard Hell e i Voidoids, ma almeno Alex Cox nel suo significativo capolavoro Sid & Nancy aveva due attori straordinari (Gary Oldman e Chloe Webb) per superare inesattezze e le libertà fittizie nel raccontare la storia dei Sex Pistols e l'esplosione del punk nel Regno Unito e convincerci che erano in realtà Sid Vicious e Nancy Spungen, così come Val Kilmer ha potuto scimmiottare Jim Morrison in The Doors con autenticità vitale.
In definitiva.. CBGB è l'espressione e la rappresentazione più terribile del movimento punk  anni '70 a New York. Da vedere per ..dovere e per passione.









Tour Virtuale CBGB



07/08/14

Il randagio: Willy DeVille

<<Quando lo vidi nel 1981 per un’intervista al Chelsea Hotel di New York, oltre alla soggezione provai vera paura. Aveva aperto la porta Toots (sua moglie, ndr), una tipa a piedi scalzi con un trucco pesantissimo e un turbante di capelli tipo Ronettes, labbra rossissime e denti d’oro su tutta l’arcata. Uno shock. Lui era seduto su una poltrona magro, vestito di nero, con un ciuffo di capelli alto e sporgente, gli orecchini e qualche dente da 22 carati. Aveva un magnetismo e un carisma straordinario, le sue movenze lente intimidivano, la sua voce bassa, profonda, rotta solo da qualche rancida risata mi ipnotizzava. Aveva qualcosa di principesco. Si vedeva che era 'fatto’ ma era lo stesso magnifico e signorile. Sembrava un moschettiere cresciuto in una improbabile Corte di Salvador Dali. Era pericoloso, si intuiva al volo. Ad un certo punto Willy si era alzato, aveva impugnato un bastone intarsiato col manico d’avorio, ne aveva sfilato una parte mostrandomi la sottile spada interna, con la quale, con una mossa repentina, aveva mimato il 'tocco'. Questo è il coup de grace - aveva detto – è l’esecuzione con cui la mala mette a tacere i delatori. Voi che siete italiani dovreste saperlo bene>>.
Love and Emotion-Una storia di Willy DeVille (Pacini editore) di Mauro Zambellini

E Coup de Grace è anche il titolo di un album di Willy Deville, sangue indiano, irlandese e basco. Appassionato di musica black e di blues. La gavetta la fa in locali malfamati, tra gay e sadomaso con i Billy De Sade and The Marquis, poi diventa una delle attrazioni di club nascenti come il Cbgb, e il Max Kansas City con gente come Ramones, Blondie, Television, Lou Reed, Talking Hrads, i grandi Dead Boys. Cabrerta eccellente opera prima, poi Return to Magenta.. rock ibrido, macchiato da mille contaminazioni,  punk assieme alle influenze latine. DeVille se ne va a Paiigi, dove compone Le Chat Bleu. Un grande disco, intenso, swing e cajun, suoni latin e influenze della canzone francese. In America Le Chat Blue non se lo filò nessuno, in Europa è considerato un capolavoro. Come siamo lontani, a volte, col nuovo mondo.

Willy DeVille ci ha lasciato il 6 agosto di cinque anni fa, ucciso da un tumore al pancreas, dopo anni di abusi, alcol e tutti i tipi di droga possibili e immaginabili. Negli States la notizia passò quasi inosservata: non lo avevano mai amato, troppo eccentrico, sempre fuori posto, un tipo assolutamente pazzo, un cane randagio, con la seconda moglie, Lola, che si suicida mentre lui è incosciente, strafatto di ero.  <<Ho problemi con la band, coi manager e con me stesso..>>.  Noi i randagi..li adoriamo. Metà pirata e metà vampiro, in Europa, oltre ad essere molto amato, è assunto a ruolo di vero mito..che noi qui oggi intendiamo omaggiare. 


Live






06/08/14

Noam Chomsky: 10 regole del controllo sociale

Era l'ossessione di William Burroughs. Qui  Noam Chomsky  ci illustra le 10 regole  del controllo sociale moderno, di cui l'elemento principale è la strategia della distrazione che consiste nel distogliere l'attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche.

Chomsky ha eleborato e sintetizzato questo utile prontuario che ci spiega le dieci fondamentali tecniche che utilizza il potere, su scala mondiale, per dominarci, condizionarci e farci accettare, in nome di un presunto “nobile fine”, le decisioni e le leggi più aberranti e vessatorie. Chomsky ci ha visto giusto: avviene proprio sulla base di queste dieci “strategie” la progressiva realizzazione ed attuazione di quel Nuovo Ordine Mondiale, che, lungi dalle solite tesi complottistiche,  sta schiacciando le identità dei popoli e degli stati e che sta annientando e annichilendo tutte le nostre libertà e conquiste civili faticosamente raggiunte in millenni di civiltà.

1-La strategia della distrazione
L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione che consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza.
Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).

Dick Wagner, l'amore è nell'aria

1974 - Rock'n'Roll Animal
Riuscivo (e riesco) a fischiare per intero tutti, o quasi, gli "assolo" di Rock'n'Roll Animal e di Live di Lou Reed. Vi sembra facile? Vi sembra poco? E poi, un fenomeno ispiegabile: la cavalcata elettrica finale di Heroin, mi provoca un nodo alla gola, un buco allo stomaco, il magone: e a stento riesco a trattenere le..lacrime. Mi commuove. Lo sò, siamo in piena psicologia, forse psichiatria. Ma sul serio, se qualcuno ha qualcosa da dire in proposito, sarò ben lieto: si faccia avanti! Tutto questo, avrete ben capito, fa si che debbo ascoltare i dischi di cui sopra in assoluta..solitudine. E sta a dimostrare quanto la musica sia oramai una questione assolutamente privata, personale, intima.

Fu quello forse il periodo più triste e allucinato di tutta la vita artistica di Lou Reed. Tornato in pianta stabile nella sua New York, era in preda alle crisi più terribili a causa dell’eroina che lo dominava totalmente. Non riusciva più ad esistere come artista, non faceva concerti ne tournée ma era pur sempre vincolato da contratti coi discografici che volevano sfruttare assolutamente il successo di  Walk On The Wild Side. Da un felice concerto tenuto all’Accademia della Musica di New York venne tratto questo live antologico nel quale si mettono in luce due chitarristi, Steve Hunter e Dick Wagner, i quali contribuirono notevolmente a far risaltare un suono duro e aggressivo, lucido e violento che conquisterà molto credito fra i fans del rock. Brani come Sweet Jane, Rock’n’Roll e Heroin tornarono a far brillare di nuovo il ricordo dei Velvet Underground, ma S. Hunter e ancor di più Dick Wagner li resero quasi..immortali, come i due Live che sono tra i più belli in assoluto nella storia del R'n'R.

Al fallimento di “Sally Can’t Dance" la casa discografica rispose poi con la pubblicazione di ulteriori registrazioni effettuate all`Accademia di New York: in pratica la seconda parte ideale del live dell'anno precedente immortalato in R'n'R Animal. Nessun cambiamento ovviamente per il risultato, un altro successo centrato in pieno,  Lou Reed Live, con la famosa copertina di Lou fasciato nel chiodo e il berretto fotografata dal "nostro" Oliviero Toscani,  in barba alla realtà di Lou, ormai sull’orlo del baratro. 
In quel tour Dick Wagner e Steve Hunter portarono Lou Reed in una direzione totalmente diversa. E Lou parlava male di Rock and Roll Animal e di Lou Reed live. Ricordava quel periodo come uno dei peggiori.

Lui, che era stato il poeta di New York, che ha cantato le contraddizioni di una città mai tenera, e che viveva sulla sua pelle tutte le contraddizioni - povertà, droga, disoccupazione. I suoi comportamenti in quel periodo erano strambi come anche l‘intensità del suo umore che cambiava in continuazione: a volte veloce a laconico, come il suo modo di parlare.E comunque restava curioso, a volte sospettoso, lettore vorace, un esploratore sonico. E’ stato il poeta newyorkese di una generazione.

In ogni luogo in cui suonavano, la stampa parlava male di Lou e magnificava invece due grandi chitarristi, Hunter e Wagner. Ascoltare l'Intro di Sweet Jane e capirete il perchè. Lou odiava quella situazione. Non voleva che la band suonasse per il pubblico e che lo show fosse divertente, perché pensava che il gruppo rubasse il suo show. Ma non era così. Loro volevano solo suonare. E divertirsi.! "Abbiamo fatto un grande lavoro insieme e sono molto orgoglioso. Suonare la chitarra con Steve Hunter nella band di Lou Reed è stato uno dei momenti salienti della mia carriera".

Oltre che essere stato il chitarrista di Alice Cooper, ha prestato il suo virtuosismo a gente come Rod Stewart, Tina Turner, Etta James, Guns N'Roses, Meat Loaf, Lita Ford, Carmen McRae, Tori Amos, Nils Lofgren. Dick Wagner era un chitarrista stellare ma io lo ricordo con Lou Reed, in Berlin, oltre che nei  due Live di cui si è parlato e che sono ormai leggenda, e nel primo omonimo disco di Peter Gabriel .
Dick, già malato, disse nel 2013, "L'amore è nell'aria. Respirate profondamente... "

Dick Wagner, Oelwein, 14 dicembre 1942 – Phoenix, 30 luglio 2014

Dick Wagner (guitar) Steve Hunter (guitar) Prakash John (bass) Pentti Glan (drums) Ray Colcord (keyboards)








04/08/14

Underworld, non solo Born Slippy

Mica lo sapevo. E neanche immaginavo, quando, adolescente, canticchiavo il motivetto new romantic Doot Doot..che Karl Hyde e Rick Smith, dopo aver chiuso il capitolo Freur ( titolari di quel hit e degli album Freut ,1983 e Get Us Out Of Here, 1985 ) avrebbero iniziato l'avventura Underworld, in cui Rock and roll, dance elettronica e i testi (con parole.. parlate) hanno trovato un punto magico di intersezione.

Dopo la fine degli anni '80 l'acid-house con le sue rivelazioni avevano trasformato tanti gruppi UK synth-pop e gli Underworld furono i capostipite di quel genere di musica dance che sembrava costretto negli spazi minuscoli dei club o nel turbinio di feste o al massimo, nel flusso di un paio di cuffie nelle nostre stanze solitarie. Nel 1992, dopo una lunga marcia attraverso l'industria della musica con scarso successo stavano per imballare baracca e strumenti, ma l' incontro con l'allora 18enne Darren Emerson ha aperto loro l'idea che suoni, ritmi e testi non necessariamente dovevano essere in forma tradizionale di canzone.
Le più recenti tecnologie musicali (dell'epoca..), new wave, rock, dub, trance, techno, influenze ambient, dance vengono combinati in ritmi ipnotici in cui la voce assume un elemento fondamentale, quasi una stramberia per i gruppo techno/dance: nascono gli Underworld. Avete notato che dance, techno e house
non hanno molto spazio su questo blog, ma la loro capacità di creare un' atmosfera da rock band, la loro direzione musicale sempre diversa e sempre piena di contaminazioni li ha trasformati nell'unica band dance capace di farmi ballare: e chi mi conosce, capirà la grandezza di questo risultato.. Sò che gli Underworld hanno raggiunto il successo planetario con 'Born Slippy' (1995), inserita nella colonna sonora di Trainspotting. La vera innovazione, la loro eccentricità intenzionale diversa da tutti gli altri è stata quella di
non rifiutare tutte le cose che erano Rock'n'Roll classico, come aveva fatto il punk e il post punk. Miles Davis diceva: "Ascoltate altre persone, altre cose, ma poi.. dimenticate.." Ricorda Smith. "Quello che non abbiamo mai fatto.. è stato dimenticare"..Un balzo in avanti, incredibilmente eccitanti, mi sono ritrovato negli anni con questa musica così piacevole e mi chiedevo: "come sono finito quì, come sono arrivato?". Forse ero arrivato solo alla conclusione che il rock non poteva cambiare il mondo e allora tanto valeva..rilassarsi e che il solo potere che può avere la musica è quello di creare una cultura underground di opposizione. Ovviemente tutta la musica è politica, sia quella pop con valori conservatori e sia quella che piace a noi, quella piena di contradizioni, che ti lascia dubbi e innesca dei processi di pensiero.

Non ho avuto la fortuna di vederli, ma da spezzoni di video e documentari ho capito perchè la band (che nel frattempo è diventato un collettivo che spazia nel mondo della produzione di spot televisivi, delle colonne sonore, documentari, installazioni, musica e sound design, pubblicazioni e architettura..) ha guadagnato un enorme reputazione con gli emozionanti live act che portano in giro per il mondo: una autentica locomotiva techno/rock.. Ho raccolto in un unico file 7 album, che dobrebbero dare l'idea di quelli che sono stati e che sono gli Underworld e che racchiudono in definitiva tutta la storia del gruppo, più  Underworld and Atomic Hooligan, raccolta di  5 remix di  titoli  famosi.
Buon ascolto..

Dubnobasswithmyheadman (1994)
Second Toughest in the Infants (1996)
Beaucoup Fish (1999)
Everything Everything
A Hundred Days Off (2002)
Oblivion with Bells (2007)
Barking (2010)
Underworld and atomic hooligan


UNDERWORLD






03/08/14

Wanted: 5000 euro

Facciamo nostro l'appello della Lav per individuare e punire gli assassini di cani e lupi nella provincia di Grosseto:
Lupo ucciso, LAV: ricompensa di 5.000 euro a chi fornirà notizie utili alla condanna dei responsabili

Mettiamo a disposizione una ricompensa di 5.000 € per chi fornirà informazioni utili ad identificare i responsabili della morte del lupo ucciso  a Semproniano (Grosseto), e di qualunque altro dei lupi e canidi uccisi con lacci, fucilate e bastonate da marzo 2013 ad oggi in provincia di Grosseto.


31/07/14

Massive Attack, 98 intellettuali e premi Nobel, Mohammed Suliman, J. Barden: per Gaza

Da sempre impegnati in battaglie politiche e sociali, I Massive Attack, molto amati da Interzone,  non sono tipi da farsi intimidire e portano nel tour europeo la solidarietà al popolo palestinese, utilizzando il loro scenario high tech per inviare messaggi e informazioni alle platee dei loro set sempre gremiti. Israele continua a bombardare e massacrare civili inermi, continua a distruggere interi quartieri con case, ospedali, scuole, continua impunemente con i suoi assassini mirati, ad arrestare giovani e ragazzi, persino palestinesi/israeliani che si permettono di criticare su i social la politica di sterminio, nonostante le proteste, i moniti, le risoluzioni dell'Onu, le manifestazioni in tutto il mondo. E Robert Del Naja e soci non hanno paura di mostrare il loro sostegno alla causa della Palestina, peraltro perorata da lunga data : un megaschermo alle spalle della band si illumina con la scritta  "Gaza è stata occupata e soggetta a restrizioni dal 1948." E i messaggi si susseguono durante tutto lo show, con l'aggiornamento del numero di vite perse, mentre Del Naja ha sostenuto nelle conferenze stampa il ruolo dei musicisti nell' informare il pubblico e prendere posizione pubblicamente, cosa che grandi nomi del circo del rock non hanno fatto, Rolling Stones su tutti, che, anzi, hanno anche inserito Tel Aviv nel loro tour estivo. Robert ha anche confermato l'appoggio suo e della band al boicottaggio culturale di Israele in quanto "unica possibilità che hanno per mantenere la giusta pressione sulla questione."
"Il boicottaggio non è un atto di aggressione nei confronti del popolo israeliano, ma nei confronti del governo e delle sue politiche. E' giusto ricordarlo, perché è molto facile essere accusati di essere antisemiti, ma tutti sanno che non è di questo che si tratta". Sulla loro pagina Facebook, che conta 2.8 milioni di fans è stato aperto un forum di discussione e.. "non abbiamo intenzione di cancellare nulla o moderare, ma piuttosto incoraggiare il dibattito in maniera aperta e democratica.
I Massive Attack, in questo passaggio del loro tour, aprono sempre i loro concerti con  'Battlebox' e le immagini del video del brano..





29/07/14

Malik Farrakhan, l'incredibile storia del capo della sicurezza dei Public Enemy

di U.NET
Down with the kings! Down with the kings! Così rappa Chuck D, leader storico dei Public Enemy. Cammina lentamente rimando liriche di fuoco che sembrano perforare l’obiettivo delle telecamere. Rima dopo rima, l’MC rivendica con orgoglio la storia e le esperienze di vita di Tony King, icona afro-americana. Nel suo incedere sicuro, percorre tutta la lunghezza di un graffito superando alcuni writer, impegnati nel terminarlo. Il suoi passi si fermano solo quando si incontra il capo della sicurezza della sua crew. Alle loro spalle, il logo dei Public Enemy in tutta la sua potenza simbolica e, evocativo, in primo piano, il pugno chiuso di Chuck D e l’imponenza fisica di Malik Farrakhan sfumano nel finale della canzone e del video. La location, un muro di sostegno di un cavalcavia, bombardato con pezzi coloratissimi, e il gruppo rimandano subito all’immaginario statunitense, ma i giovani tutt’attorno e l’idioma parlato dipingono un’altra realtà… non siamo a NYC bensì a Bologna e i writer in questione sono Rusty, Ciufs e DeeMo, nomi storici della scena locale; dietro alle macchine da ripresa ci sono i ragazzi di Undervilla, giovane casa di produzione. A seguire il tutto Reda Zine, artista multidisciplinare di origini marocchine e regista del documentario The Long Road to The Hall of Fame sulla vita di Tony King aka Malik Farrakhan.
Le vicende Tony King, divenuto Malik Farrakhan dopo esser entrato nella Nation Of Islam (NOI), ripercorrono fasi fondamentali dell’esperienza dei neri in America: egli fu uno dei primi atleti neri della NFL negli anni Sessanta, modello e attore di successo negli anni Settanta, militante della NOI e, infine, capo della sicurezza dei Public Enemy. “La sua vita attraversa cinquant’anni di storia afro-americana. Capii subito d’avere una storia incredibile da raccontare, l’uomo che avevo di fronte sembrava aver vissuto diverse vite parallele”, racconta Reda Zine. E, tornando alla nascita del progetto ricorda “Nel 2008 lavoravo per una radio locale bolognese e scrivevo per un rivista marocchina. Con tali credenziali chiesi un’intervista con Chuck D. Malik mi venne indicato come riferimento, gli scrissi e ci accordammo. Per una serie di ritardi l’intervista pomeridiana fu spostata alla sera, dopo il concerto, e così mi ritrovai nel backstage a parlare a lungo con lui. Quella conversazione iniziale mi affascinò poiché compresi immediatamente l’importanza storica del personaggio che avevo di fronte e, dopo ricerche e conversazioni ulteriori, ne compresi anche l’eccezionalità. Nelle settimane successive, le informazione che raccoglievo altro non fecero che confermare l’impressione iniziale, così decisi di buttarmi in questa avventura”.

28/07/14

Da Tour Manager dei Led Zeppelin alla galera in Italia per terrorismo: Richard Cole

Cole, a sinistra
Ci si imbatte in storie davvero incredibili. Storie a volte bizzarre che solo nel rock'n'roll possono, o meglio potevano, accadere. Perchè oggi è cosi tutto moscio, ordinario, noioso. E' tutto ordinato dai soldi, dal business. Questa ad esempio è la storia di Richard Cole,  tour manager di gruppi come Led Zeppelin, Who, Jeff Beck, Black Sabbath e altri, e di come si ritrovò in cella nel nostro paese dopo essere stato scambiato per un terrorista invischiato nella strage di Bologna nel 1980.. Ne ho fatto un riassunto, cercando di focalizzare la storia sulla personalità di Cole e sugli eventi più importanti che lo portarono in quel periodo sulle vette più alte del rock degli anni '70. Buona lettura..

di John Liam Policastro
Sono di fronte a un benzinaio della Tesco a Notting Hill, e sto aspettando Richard Cole, il leggendario tour manager dei Led Zeppelin e degli Who (...) Si presenta alle sei spaccate, con la puntualità che solo un tour manager può avere. Cole è cresciuto nella Londra del dopoguerra e, come molti altri in quel periodo, si è innamorato del rock 'n' roll che negli anni Cinquanta si espandeva lentamente oltre l'Atlantico.
Nel 1961, a 15 anni, ha lasciato la scuola e ha iniziato a lavorare come operaio nella zona nord di Londra, e a frequentare la scena mod di quella zona. "Siamo stati i primi e siamo stati i migliori. Io e i miei amici eravamo i veri mod," mi ha detto Cole a cena, quando sono finalmente riuscito a farlo mettere a sedere.
Nel 1963, al culmine della British Invasion, Cole si è avvicinato alla scena musicale locale che orbitava intorno al Marquee, un famoso nightclub, e alla vita notturna che passava da un bar chiamato lo Ship. È qui che ha avuto la sua prima importante intuizione: "Non si beccava figa a fare l'operaio."
Una notte, osservando i membri di un gruppo della zona mettere via gli strumenti dopo un concerto, ha deciso di chieder loro se stessero cercando un manager.

"Li ho pressati fino alla morte," mi racconta Cole, "e mi sono inventato di conoscere perfettamente l'ambiente. Ma la cosa più importante è che avevo la patente—il mio compito principale quel giorno è stato quello di portare in giro il gruppo e gli strumenti."


Gallery: Fotografia e Fotografi Rock

Serge Gainsbourg, Sly and Robbie
Fotografi di fama mondiale alle prese con il rock'n'roll. Così alcune delle immagini più affascinanti e emblematiche di musica e musicisti, fotografati nel corso degli ultimi cinquanta anni, hanno contribuito alla creazione di una vera e raffinata forma d'arte. Ma i fotografi non avevano idea di cosa stessero creando o di quello che sarebbero diventate negli anni le loro le immagini. Si tratta, alla fine, di uno scatto che crea e ferma un momento senza tempo della nostra vita. .. La musica si vede, e le fotografie suonano, e tutto sembra così naturale..



Eddie Sung si è re-inventato: nella prima metà della sua vita impiegato in una grande multinazionale, poi fotografo di rock con la sua folta barba. Eddie dice che voleva semplicemente esplorare le frontiere della sua vena artistica, che in continuazione si faceva sentire e lo richiamava. La sua coraggiosa decisione ha visto risultati rapidi - primo, secondo e terzo premio nel 2006 del Lucie Awards per la categoria Musica. Le sue immagini rupestri ora abbelliscono le pareti di Hard Rock Caffè in tutto il mondo, siti web, nonché copertine e inserti dei principali giornali e riviste di fotografia. Vive nella soleggiata Singapore con la moglie e due figli.
www.eddie-sung.com.


Elton John

Cbgb



Il pluripremiato lavoro di Lynn Goldsmith è stato pubblicato su Newsweek, Time, Rolling Stone, Interview, Sports Illustrated, e molte altre riviste, nonché su decine di libri a lei dedicati. Ha prodotto centinaia di innovative copertine per gli album di Patti Smith (Easter) , Frank Zappa ( Sheik Yerbouti ) e molti altri. Ha anche scritto canzoni con artisti come Sting, Steve Winwood, e Todd Rundgren.
Nel 1970 è stata amministratrice per la Joshua Television, In Concert dell' ABC, e uno dei primi direttori della promozione cinematografica per gli artisti musicali. Ha vinto numerosi premi per la produzione di video musicali, e come fotografa d'arte, i suoi lavori sono presenti in numerosi musei e gallerie. Lynn ritiene che la sua arte debba servire a rompere i limitati modelli di pensiero attuali..


Zappa

Ramones



Chris Stein ha iniziato a fotografare nel 1968. Durante i suoi ultimi anni presso la School of Visual Arts di New York è entrato nella scena rock. Nel 1973 incontra Debbie Harry, e insieme fondarono i Blondie. Come membro della band Chris ebbe la fortuna di conoscere e fotografare molti pionieri della scena punk e della new wave. Le sue foto hanno aiutato Debbie a diventare un' icona internazionale non solo della scena musicale.


Devo

Richard Hell


Neal Preston era, ed è tuttora, è uno dei pochi fortunati ammessi ai tour di molte superstar, con la possibilità di poter catturare e pubblicare l'intera esperienza su pellicola. La sua opera si snoda per quasi 4 decenni, e le sue fotografie documentano molti dei momenti più importanti della scena musicale rock.
Ha lavorato a stretto contatto con Led Zeppelin, The Who, Bruce Springsteen, Queen, David Bowie, Fleetwood Mac, Madonna, e innumerevoli altre star.
Sebbene Preston è conosciuto negli ambienti del rock come il fotografo ufficiale dei tour americani dei Led Zeppelin, ha seguito in Russia Billy Joel, in Europa e Giappone Bruce Springsteen, in Cina gli Wham! , in Sud Africa Whitney Houston, e in Sud America i Queen. Preston è stato uno dei fotografi ufficiali del "Live Aid" al Wembley Stadium di Londra e il fotografo del leggendario "Conspiracy of Hope" tour, un viaggio intorno al mondo di cinque settimane con Springsteen e la E-Street Band, Sting, Peter Gabriel e Tracy Chapman. Ha inoltre diretto diversi progetti musicali, tra cui un video live di Stevie Nicks e un documentario su Alice Cooper. L'abilità di Preston di catturare performance dal vivo si estende anche allo sport: ha fotografato in sei Olimpiadi, le World Series, la NBA e i campionati mondiali di calcio. Innumerevoli le sue copertine e servizi per riviste come Rolling Stone, People, Time, Newsweek; ha prodotto spettacoli televisivi, lungometraggi, documentari e copertine di CD e DVD.



Jimmy Page

Police




Bob Gruen è uno dei fotografi più noti e rispettati nel Rock and Roll. Da Muddy Waters ai Rolling Stones; da Elvis a Madonna; da Bob Dylan a Bob Marley; da John Lennon a Johnny Rotten, ha catturato la scena musicale per oltre 40 anni in fotografie che hanno ottenuto riconoscimenti importanti in tutto il mondo. Poco dopo che John Lennon si trasferì a New York nel 1971, Gruen divenne fotografo personale e amico della coppia John e Yoko, documentando momenti privati​​ e della loro vita artistica. Nel 1974 ha creato l' immagine iconica di John  che indossa una t-shirt con la scritta New York City e quella in piedi di fronte alla Statua della Libertà, mentre fa il segno della pace - che sono diventate due delle più popolari immagini di Lennon.
Bob Gruen ha lavorato con importanti gruppi rock come i Led Zeppelin, The Who, David Bowie, Tina Turner, Elton John, Aerosmith, Kiss e Alice Cooper. Nel 1989, ha documentato il viaggio epico in Russia del "Moscow Music Peace Festival", con Ozzy Osbourne, Motley Crue e Bon Jovi. Ha girato a lungo con i gruppi punk allora emergenti e band della new wave, tra cui il New York Dolls, Sex Pistols, Clash, Ramones, Patti Smith Group e Blondie..
Questo lavoro riflette un impegno profondo e di lunga data, che gli ha permesso di instaurare amicizia personale con moltissimi artisti. La sua ricchezza di esperienze personali e di memorie inquietanti lo impone come uno dei testimoni più rilevanti della cultura rock giovanile.



New York Dools


Clash




Fotografa e scrittrice nata in Texas, Stephanie Chernikowski si trasferisce a New York nel 1975, dove la nascente scena musicale punk gli offre l'ispirazione per le sue prime fotografie. Il suo lavoro è apparso in numerosi libri e periodici, tra cui il Village Voice, Rolling Stone e il New York Times, e in mostre fotografiche negli Stati Uniti e in Europa. Attualmente vive a Manhattan con i felini, suoi alter-ego, Cowboy e Ecate Rrose.


Burroughs

Cramps



Lawrence Watson è nato a Hammersmith, Londra, nel 1963. Nel 1979, abbandona la scuola all'età di 16 anni e inizia un periodo di apprendistato in una camera oscura in Old Street. Si è poi laureato in fotografia alla London Weekend Television,  mentre la sera e nei fine settimana,  lavorava per il New Musical Express. Nei primi anni 80, Lawrence fu incaricato di documentare l'emergente scena hip-hop di New York  e di fotografare artisti leggendari di quell'epoca, tra cui Run DMC, Eric B, Rakim, e Public Enemy. L'interesse di Lawrence per la musica lo ha portato a lavorare con gruppi e musicisti leggendari come Paul Weller, Morrissey, Oasis, Pulp, Snoop Dogg, Orbital, Isaac Hayes, Ian Brown, Grace Jones, New Order e molti altri.

Tricky

Paul Weller



     

25/07/14

10 ( Best ) canzoni per pigre notti d'estate

Amoreggiare sotto il sole non è il caso. Per chi ancora lavora, e costretto su strade bollenti che all'orizzonte prendono fuoco, se non si esce non si aspetta altro che trascorrere pigre serate afose seduti in veranda, disincantati, con il gatto che fa le fusa e cerca di tirarti giù con la sua solita tattica giocosa, perchè troppo caldo per dormire pure per lui, con libri e birra alla mano e l'immancabile stereo per poter ascoltare le nostre playlist adeguadamente preparate. E mettersi in viaggio nell'universo. Senza pensare al lavoro, agli errori commessi, alle situazioni strane in cui amiamo andare a ficcarci, lasciandosi tutto alle spalle e un unico pensiero dedicato al mondo: dimenticatemi. Perchè credetemi, la questione è che la solitudine non è affatto male, a volte..
Enjoy


The Surf Punks , Tijuana Weekend
Come non iniziare con i Surf Punks? Sole, mare, spiaggie libere, ragazze.. l'epica dell'estate! La maggior parte delle loro canzoni erano a tema: The Wave, My Beach, Party Bomb, Shark Attack..mentre i loro live,  nel periodo d'oro dell'esplosione punk a Los Angeles, erano pazzi, selvaggi e divertenti. Surfisti che fanno i pendolari delle spiaggie, esperienze di gruppo, guerre di territorio sulle spiagge della California e tra  onde altissime. Per finire, mettersi in macchina e raggiungere l'agognata Tijuana, per l'ennesimo  e ultimo party: prima di ascoltare, procuratevi la birra!






EDDIE VEDDER, HARD SUN
Hard Sun è una cover di un brano di Indio, alias Gordon Peterson, inserita da Eddie Vedder (Pearl Jam) nella colonna sonora del bel film di bad boy Sean Penn,   Into the Wild - Nelle terre selvagge. Una bella ballata folk elettrica per aprire questa playlist, anche se ispira più un viaggio sotto un sole pesante, che una bella serata in giardino a non far niente e cazzeggiare con gli amici. Ma tant'è, è veramente  hard il sole in questo fine luglio apatico, svogliato..e noi ricordiamo le parole di Fernando Pessoa: "Viaggiare? Per viaggiare, basta esistere".




UNDERWORLD, RIVER OF BASS
Avevo pensato di scegliere non una canzone, ma tutto l'album. Dubnobasswithmyheadman è il terzo album di Underworld, datato 1994, ed è un album..magnifico. Basato sull'idea che tutto è valido, elementi e aree di musica molto diversi tra loro e portati da altre parti. C'è un sacco di taglia e incolla, in particolare con la voce, nulla è fisso, statico. E a distanza di tanti anni sembra ancora il suono del momento, catturando techno melodica, lirismo squilibrato, basso in primo piano e le chitarre... in un ibrido mozzafiato che ha segnato il tempo in cui la cultura del club finalmente diventa maggiorenne. Raffinato, attraente, ondulato, Acid House, Techno e Dub, epico da ascoltare in cuffia mentre dall'amaca si ammira un bel tramonto.. River of Bass  è il brano che condensa tutto quello che c'è nel disco. Bellissimo.




NANCY SINATRA and LEE HAZLEWOOD, SUMMER WINE
Nancy e Lee praticamente definiscono la parola "agrodolce", con la prima che cade sul lato dolce dell'equazione, mentre il secondo copre bene l'amaro. Agrodolce è anche la parola che bene si addice a questa canzone, fino alla ricetta per il perfetto vino estivo: fragole, ciliegie e il bacio di un angelo in primavera. Di Summer oWine, naturalmente, l'affascinante Lana Del Rey ne ha fatto una cover.




BLUR, BEETLEBUM
In realtà "Beetlebum" è una ballata sulla droga, sull' eroina precisamente, che Damon assumeva in coppia con la sua ragazza dell'epoca, la fantastica Justine Frischmann degli Elastica. Il titolo è un riferimento alla frase "Chasing the beetle", cioè inalare il fumo prodotto dall'eroina riscaldata su un pezzo di carta stagnola. La canzone descrive comunque sentimenti complicati, ma cazzo, è qualcosa che è semplicemente perfetto per "laid-back" delle nostre notti estive. Non basta attenersi sempre alla birra, no?




GRANDADDY, COLLETTIVE DREAMWISH OF UPPERCLASS ELEGANCE
Già il ritmo pigro della batteria che accompagna questa canzone, che somiglia a una specie di ronzio di una libellula che ti entra nella testa, davvero cattura perfettamente l'atmosfera che stiamo cercando in questa piccola playlist, e poi, il testo di Jason Lytle, che parla di schivare un viaggio in città per sedersi a bere birra e suonare la chitarra. Un elegante desiderio collettivo e un video più che esplicativo..




KING TUBBY AND AUGUSTUS PABLO
Non si può sbagliare, direttamente alla fonte del dub: Osbourne Ruddock, meglio conosciuto come King Tubby, e meglio conosciuto ancora come l'uomo che fondamentalmente ha inventato il genere nel suo studio  a Kingston nel 1970 . Lascietevi cullare




CLASH, RUDY CAN'T FAIL
In questo splendido rocksteady dei CLASH, Rudy inizia  la prima colazione con la birra, che non è ovviamente una cosa che possiamo consigliare (ma che, per la cronaca e ad essere onesti, abbiamo fatto un pò tutti ai tempi andati.. ) Questa canzone tratta da London Calling è l'esempio più riuscito di suoni  giamaicani inseriti nel punk rock prettamente bianco e inglese.Poi, riascoltare la voce di Joe provoca sempre strane emozioni. Sarebbe da ballare, ma la canticchiamo sdraiati tra un sorso e l'altro..




NICK DRAKE
La musica di Nick Drake è praticamente l'estate inglese personificata - fragile, effimera, che rischia sempre di appannarsi e con la pioggia in agguato in qualsiasi momento, e questa canzone è l'incarnazione del sentimento che ne deriva: "Sabato il sole è arrivato senza preavviso, e nessuno sapeva cosa fare." La risposta, chiaramente, è quello di godere finché dura. (E sperare che la settimana di ferie che mi sono prenotato nella capitale inglese a fine agosto sia perfetta, come quella di Parigi due anni fa: sei gg e neanche una goccia di pioggia! Un miracolo, praticamente. ndr)




BECK, LAZY FLIES
"Lazy Flies" è una delle canzoni più strane di Beck, diversa da qualsiasi altra canzone Beck.
Descrive una situazione decadente, con "mosche pigre in bilico sopra di noi", che portano alla mente appartamenti in rovina e pieni spazzatura, cucine sovraccariche di cose da lavare. Beck ci permette di relazionarci con la nostra immondizia e il nostro disordine, la nostra situazione disastrosa, reale o mentale che sia. E' uno dei suoi talenti, quello di scrivere dei detriti e del degrado, senza renderli troppo deprimenti e inquietante. Molte delle canzoni di Mutation sono intrise di queste tematiche..




ROXY MUSIC, AVALON
"Ora la festa è finita / Sono così stanco / Poi ti vedo venire, Dal nulla.."
E' notte fonda, sono stanco, vado a letto. Dormite bene.





 

Pessimismo digitale: Evgeny Morozov

23cultura morozov 20Contro la favola dell’eden digitale

- B. Vecchi, 23.7.2014 -

Codici aperti 
 Il nuovo saggio di Evgeny Morozov tradotto da Mondadori è un j’accuse contro le tesi di chi vede nella Rete la salvezza dell’umanità. Sotto accusa è l’ideologia del «cyberutopismo» in nome di un indiscusso e indiscutibile principio di realtà. La com­parsa del suo nome tra le pagine di que­sto nuovo e impo­nente sag­gio di Evgeny Moro­zov (Inter­net non sal­verà il mondo, pp. 448, euro 19) sor­prende non poco. Tanto più che viene inse­rito in una pla­tea che va da liber­ta­rio Jason Lanier all’economista libe­rale Frie­drich von Hayek, dal filo­sofo con­ser­va­tore Tho­mas Mol­nar al cri­tico radi­cale Ivan Illich, dalla «moder­ni­sta» Jane Jacobs all’ultra con­ser­va­tore Michael Oake­shott, da Hans Jonas a lui, Jac­ques Ellul, teo­logo, filo­sofo e socio­logo noto per la sua cri­tica alla tecno-scienza. Eppure la pre­senza di Jac­ques Ellul è meno stra­va­gante degli altri nomi, inse­riti nell’eccentrico pan­theon teo­rico di Moro­zov. Ellul, infatti, è stato uno fusti­ga­tore del ruolo svolto dalla tec­no­lo­gia e dalla scienza nelle società con­tem­po­ra­nee, col­lanti di una gab­bia di acciaio che defi­ni­sce il peri­me­tro delle azioni umani, sta­bi­lendo all’interno regole di com­por­ta­mento fun­zio­nali alla logica astratta e ogget­tiva impo­sta dalla scienza. Nel libro di Moro­zov tale impianto teo­rico torna con­ti­nua­mente, sia quando scrive di Inter­net che dei social net­work. Sia però chiaro: Moro­zov non è un apo­ca­lit­tico cri­tico della scienza e della tec­no­lo­gia, né pro­pone una fru­gale e austera decre­scita che ral­lenti lo svi­luppo scien­ti­fico. È un blog­ger che apprezza il potere comu­ni­ca­tivo della Rete e dei social net­work. Al pari di molti sto­rici della tec­no­lo­gia ritiene che le mac­chine siano pro­tesi mec­ca­ni­che degli essere umani. Ma è altret­tanto con­vinto che la Rete, i com­pu­ter, gli smart­phone non sono pro­tesi «stu­pide», ma hanno, in quanto «mac­chine uni­ver­sali» che ripro­du­cono atti­vità cogni­tive, un potere per­for­ma­tivo dei com­por­ta­menti, delle abi­tu­dini indi­vi­duali e col­let­tive. Sulla scia di Ellul, sostiene che siano espres­sioni di un sistema tecno-scientifico che limita le libertà dei sin­goli e ini­bi­sce le pos­si­bi­lità alle società di poter sce­gliere altre vie di svi­luppo da quelle domi­nanti. Que­sto però non fa di Moro­zov un cri­tico del capitalismo.

23/07/14

Roger Waters: conversazioni per la Palestina

La musica, il ruolo politico degli artisti ed il suo attivismo per la giustizia nel mondo, compresa la Palestina.


Frank Barat*:
Quando hai preso la decisione di rendere così politico il tour di The Wall (che si è concluso a Parigi a settembre 2013)? E perché hai dedicato a Jean-Charles De Menezes il concerto finale?
Roger Waters: il primo spettacolo é stato il 14 Ottobre 2010. Insieme a Sean Evans, avevamo cominciato a lavorare sui contenuti dello show nel 2009. Avevo già deciso di renderlo più ampiamente politico di quanto fosse stato nel 1979/80. Non si poteva trattare solo di questo piccolo ragazzo lamentoso che non amava i suoi insegnanti. Doveva essere più universale.
Ecco perché ho introdotto al suo interno l'opera ‘fallen loved ones’ (cari caduti, ndt) (le scene mostrano immagini di persone che morirono durante le guerre), cercando di universalizzare il senso di dolore e di perdita che tutti noi sentiamo verso i familiari uccisi nel conflitto. Qualunque siano le guerre o le circostanze, essi (nel mondo non occidentale), sentono tanto la morte dei loro cari come noi. Le guerre diventano un simbolo importante a causa di quella separazione tra 'noi e loro', che è fondamentale per tutti i conflitti.
Per quanto riguarda Jean - Charles, eravamo soliti fare Brick II con tre assoli finali e ho deciso che tre assoli erano troppo, era noioso per me. Quindi, seduto in una stanza d'albergo, una sera, pensavo a cosa avrei potuto fare invece di quello. Qualcuno mi aveva recentemente inviato una fotografia di Jean -Charles De Menezes da mettere sulla parete. Ciò era nella mia testa e ho pensato che avrei dovuto cantare la sua storia. Ho scritto quella canzone, l'ho insegnata alla band, e questo è ciò che abbiamo fatto.

FB: Un sacco di artisti direbbero che il mescolare arte e politica é sbagliato. Che il loro obiettivo é solo quello di intrattenere. Cosa vorresti dire a queste persone?
RW: Beh, si dovrebbe dire che é divertente, perché ho appena finito ieri il testo di un nuovo brano che sarà uno dei miei nuovi album. Si tratta di un anziano dell'Irlanda del Nord che, insieme al nipote, parte alla ricerca della risposta alla domanda: "Perché uccidono i bambini ?", perché il bambino é davvero preoccupato . Proprio alla fine di esso, ho deciso di aggiungere qualcosa. Nella canzone, il bambino domanda al nonno: "É vero?" E il nonno risponde: "No, non possiamo terminare su questa nota, dammi un'altra nota". Inizia una nuova canzone e il nonno fa un discorso. Dice: "Viviamo su un minuscolo puntino in mezzo ad un fottuto sacco di niente. Ora, se non sei interessato a tutto questo, se sei uno di quelli che dicono "Roger, amo i Pink Floyd , ma odio la vostra politica del cazzo", se credi che gli artisti dovrebbero essere muti, asessuati, simili a cani che annuiscono e scodinzolano senza meta nella vita, faresti meglio ad andare al bar ora, perché, il tempo continua a scivolare via." Questa é la mia risposta alla tua domanda.

22/07/14

Pazzi per Pets


Sul banco degli imputati c’è un modello di sviluppo totalmente sconsiderato, e globalizzato, che ci sta portando in un vicolo sempre più stretto, soffocante e senza via d’uscita. Su un altro piano c’è invece la ricerca di un modello di vita e sviluppo che sta conducendo una piccola azienda nel cuore di Roma, a ridosso del quartiere Monteverde. E’ evidente che in economia le regole si vanno via via assottigliando, in campo ci sono sempre più i grandi gruppi industriali, le multinazionali, le grandi banche, che ignorano ormai la vita umana delle persone e quella ecologica del pianeta. Sto esagerando? No, se pensiamo che siamo proprio noi a vivere su questo pianeta. E allora ci siamo resi conto che il mercato globale altro non è che una rete, un meccanismo programmato sempre e solo sul profitto, sul denaro e sul suo valore, escludendo senza pietà e a priori il valore umano ed ecologico. La crescita di cui tanto si straparla è intesa su di un mercato consumistico e materiale: bisogna consumare per progredire, non importa il prezzo che dovremo pagare e che stiamo già pagando, si cerca di eliminare le diversità, i bisogni e le possibilità di una vastissima parte del mondo, si distrugge la natura, s’inquinano le risorse. Bisogna quindi (ri)tornare a essere protagonisti del nostro vivere, con una nuova coscienza, etica e civile, per scegliere diversamente e diversamente orientare il nostro agire. L’affannosa ricerca del profitto, del denaro, il cercare a tutti i costi di guadagnare senza sosta, senza pensare a un nuovo modello di vita, senza un’etica sulle persone, sulla natura, sul mondo, inesorabilmente ci fa intravedere nient’altro che la catastrofe.

Pazzi per Pets è nato dopo che una persona ha deciso di reinventarsi sia sul piano lavorativo sia su quello umano, ha dato le dimissioni da una grande multinazionale e ha cercato le giuste motivazioni in un processo di vita e di crescita alla cui base c’è il rispetto per l’altro, per la natura, per gli animali. Un piccolo negozio, fuori da grattacieli impenetrabili, grandi manager, professionisti finanziari e speculatori, uno spazio aperto per incontri e confronti, un’attività il cui fine è sì il guadagno, ma con quel piccolo ma importante valore che si chiama etica di mercato. Non ci sono risposte e verità, ricette o soluzioni, ma solo un timido tentativo di costruire una nuova spiritualità ecologica, per proseguire in un cambiamento radicale, mai esclusivo e dare un nuovo significato alla propria esistenza. Per chi è in zona, se volete, se potete..