Federico Mauro , da Avellino. Fotografo, Multimedia Designer e Art Director. Come web designer ha realizzato realizzazione Video, Fotografie e Progetti Multimediali e alcuni cortometraggi premiati in diverse rassegne nazionali. Ha elegantemente progettato una serie di accessori, icone culturali come una collezione di occhiali, poi le scarpe più riconoscibili della cultura pop, cappelli di personaggi famosi, immagini iconiche di lame, che vanno dalle mani di forbici di Edward alla spada più famosa del cinema, Ecxalibur, fino al coltello di Norman Bates di Pshyco. Ora, una serie di illustrazioni delle chitarre più famose, che hanno contribuito a produrre alcuni dei più grandi riff del rock 'n' roll.
@ Mr. Burroughs, what is the future of rock? The sculpture
@ Fascism is the enemy,wherever it appears (P.K.Dick)
@ Blogwalking Underground Sproloqui
@Libri Musica Ozio Ciber-Cultura Visioni Freedown
@ Cut-Up Site
30/09/14
26/09/14
Marianne Faithfull, senza divieti
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| London ged Photo |
Che sono anglofilo, credo che sia abbastanza chiaro. Lo sono da adolescente ma sinceramente da data imprecisata. Saranno stati in maggioranza i 45 giri inglesi che capitavano nei pacchi che mia madre comprava e mi portava per il mio giradischi verde, pieni di Beatles e Rolling Stones; forse le serie televisive come Doctor Who con il mitico Tom Baker, ancora oggi un cult, o la classe e l' ironia di Attenti a quei due con Roger Moore e Tony Curtis, (azione, divertimento, glamour, macchine e belle donne) e su tutti però, Spazio 1999, che ha cambiato la percezione della sci-fi in televisione. E ancora, è inglese Utopia, la serie che sto seguendo in questo periodo, uno dei prodotti più interessanti che si siano mai visti e uno dei più strani in assoluto, laddove strano fa rima soprattutto con disturbante. (Di questa serie parleremo in un altro post). Sarà perchè sono di natura riservato, e questio è uno degli aspetti associati al tipo di cultura britannica.
Comunque lo sto scrivendo, giuro. Il post della mia piccola vacanza di fine estate a Londra. Una città meravigliosa e che amo e per il momento la mia testimonianza e la mia dichiarazione d'amore nei suoi confronti la esprimo attraverso il nuovo album di Marianne Faithfull. Si, perchè si intitola proprio così, “Give my love to London” ed è stato scritto con la collaborazione di N. Cave, Anna Calvi, Roger Waters, Pat Leonard, Tom McRae e Steve Earle. Nella band cha ha registrato l'album troviamo Adrian Utley dei Portishead alla chitarra, Ed Harcourt alle tastiere, insieme a Warren Ellis e Jim Sclavunos dei Bad Seeds di Cave.
Marianne Faithfull è una delle migliori amiche di INTERZONE, e non poteva essere altrimenti.
William Burroughs era uno dei suoi migliori amici. E Marianne ha recitato in The Black Rider, l'opera teatrale tratta da un testo di Burroughs, con musica e liriche di Tom Waits e la regia di Robert Wilson. Interpretava il ruolo di Peg Leg, il diavolo.
Un pò di storia
Il Pasto nudo, divorato con avidità da adolescente, è il libro che le ha segnato la vita. Negli anni della maturità, tuttavia, Marianne ha ammesso di averlo totalmente frainteso in quella prima lettura, esattamente come l'ho frainteso io. Oggi lo defnisce <<un testo evangelico contro le droghe>> e se le chiedi un consiglio letterario, ti risponde: <<Quando non sai che fare, leggi Shakespeare>>.
Letteratura e esperienze estreme sono nel suo destino. La madre, Eva, discendeva da un’antica famiglia aristocratica, i Sacher-Masoch. Durante la guerra fu stuprata dai soldati russi. Incinta, aborti. Un suo prozio, il barone Leopold, è l’autore del romanzo Venere in pelliccia (1870), da lui deriva il termine "masochismo".
Il padre, il maggiore Glynn Faithfull, lavorava per i servizi segreti britannici. Il nonno patemo era un sessuologo: inventò la Macchina della frigidità che nelle sue intenzioni avrebbe sbloccato Penergia libidica primordiale e curato i mali del rnondo. Marianne si è dimostrata all’altezza del backgrolmd familiare: popstar a 17 anni, madre a 18, fidanzata di Mick Jagger a 19, eroinomane a tempo pieno a 30, rldotta a vivere per le strade di Soho e negli squat. Viene iscritta al programma del servizio sanitario nazionale, Marianne ha uno dei dosaggi più alti. Fa un primo tentativo di disintossicazione all'inizio degli anni ‘80 in Inghilterra, ma solo nel 1985 ci riesce alla clinica Hazelden, in Minnesota. Va a vivere per nove anni in un cottage nella campagna irlandese - "una grande esperienza spirituale" - e poi a Dublino.
“Give my love to London”
Oggi Marianne dice di vivere per la musica, anche se le piace molto recitare, sia a teatro che al cinema. Dopo Broken English., il disco molto bello del ritomo nel 1979, ha pubblicato molti album, collaborando sempre con molti di artisti, come P.J.Harvey, Beck, Billy Corgan, Damon Albarn.. Per arrivare a questo splendido “Give my love to London”, che è uscito nei negozi il 29 settembre. 68 anni, in splendida forma, questo è il 20 album in carriera.
25/09/14
For the love of planet Earth
Chissà se in un futuro prossimo, in un mondo non fottuto dai stravolgimenti del clima, le generazioni prossime potranno guardare indietro alle enormi folle che si sono riversate in questi giorni per le strade, soprattutto a New York per la People Climate March. 400,000 persone provenienti da tutto il mondo hanno pacificamente invaso il cuore di Manhattan per far sentire la propria voce dopo due decenni di colpevole inoperosità da parte di politici e di leader mondiali, per protestare contro un futuro condizionato solo dal profitto che non si cura dell'ambiente Non abbiamo potuto partecipare ma le foto, condivise sui social network e in giro per la rete ci fanno sentire partecipi e più vicini a questa grande manifestazione, che certo non cambierà velocemente le cose e in modo radicale, ma almeno dimostra al resto del pianeta che una certa sensibilità e presa di coscienza sia ad un livello ormai di primaria importanza. A dare ancora più visibilità all'evento ci ha pensato Leonardo Di Caprio, con un appassionato intervento all'Onu.
Sono anni che è risaputo, grazie a numerosi sondaggi e indagini, che l'opinione pubblica è preoccupata del cambiamento climatico: è stato ad esempio dimostrato che la maggior parte degli americani appoggerebbe l'approvazione di leggi per la riduzione delle emissioni di gas serra; molti movimenti e attivisti hanno organizzato manifestazioni, anche Occupy aveva un contingente che si focalizzava sulle questioni climatiche.
Grandi paesi come Cina e India sono restii ad un accordo totale sui provvedimenti da adottare, e certo c' è voluto tantissimo tempo per veder emergere un movimento così consistente, considerando che da tempo le no-profit, le compagnie di energia pulita, attivisti, artisti e alcuni leader pubblici hanno cercato in tutti i modi di portare l'attenzione su questa questione cruciale per il futuro del nostro pianeta. Non c'era stata ancora nessuna grande presa di posizione collettiva che unisse le persone solamente sulla questione del cambiamento climatico, (o almeno non con questa affluenza) : la marcia per il clima di Cophenhagen contava 80.000 persone, e per la Forward on Climate March a Washington DC se ne sono riunite oltre 35.000: per la People Climate March oltre 10 volte tanto. Siamo fiduciosi..e non pessimisti, come ci capita spesso di essere.
Sono anni che è risaputo, grazie a numerosi sondaggi e indagini, che l'opinione pubblica è preoccupata del cambiamento climatico: è stato ad esempio dimostrato che la maggior parte degli americani appoggerebbe l'approvazione di leggi per la riduzione delle emissioni di gas serra; molti movimenti e attivisti hanno organizzato manifestazioni, anche Occupy aveva un contingente che si focalizzava sulle questioni climatiche.
Grandi paesi come Cina e India sono restii ad un accordo totale sui provvedimenti da adottare, e certo c' è voluto tantissimo tempo per veder emergere un movimento così consistente, considerando che da tempo le no-profit, le compagnie di energia pulita, attivisti, artisti e alcuni leader pubblici hanno cercato in tutti i modi di portare l'attenzione su questa questione cruciale per il futuro del nostro pianeta. Non c'era stata ancora nessuna grande presa di posizione collettiva che unisse le persone solamente sulla questione del cambiamento climatico, (o almeno non con questa affluenza) : la marcia per il clima di Cophenhagen contava 80.000 persone, e per la Forward on Climate March a Washington DC se ne sono riunite oltre 35.000: per la People Climate March oltre 10 volte tanto. Siamo fiduciosi..e non pessimisti, come ci capita spesso di essere.
24/09/14
Rock, è un paese per vecchi: Buzzcocks
Il Primavera Sound di Barcellona, megafestival tenutosi il 6, 7 e 8 giugno ha fatto registrare quest’anno la bellezza di circa 200 mila presenze. Quando si tratta di riflettere sulla musica pop dal vivo e sulle tendenze della scena contemporanea, la kermesse spagnola é la cartina di tornasole più attendibile dell'intera Europa continentale. Il comunicato finale degli organizzatori ci informa che.,. l'obiettivo dichiarato di <<offrire uno sguardo esaustivo sul presente, ricostruendo una possibile storia della musica>> è stato raggiunto. Un analisi delle statistiche del festival ci dice che l’età media degli spettatori è stata stimata intorno ai trentatré/trentacinque anni di età. Che significa si giovani, ma giovani adulti, con già con qualche stagione discografica alle spalle, un po’ di memoria storica e più vicini a un riascolto critico che all’eccitazione di andare a scoprire nuovi gruppi. E infatti, artisti attempati (da Julian Cope a di Peter Hook, ex luogotenente di New Order e Joy Division) hanno trovato il luogo d'elezione per rispolverare la propria storia. Pubblico attento e rigoroso, lontano dagli schiamazzi adolescienziali..
I Ribelli del Donbass
Una tv norvegese stava girando un reportage sul battaglione Azov, nell’est dell’Ucraina, quando ha scoperto (e filmato) che molti miliziani indossavano un elmetto con l’emblema delle Ss. Il battaglione combatte tra le fila di quell’esercito ucraino che l’Italia sta contribuendo ad armare.L’essenza fascista del battaglione Azov, formato da volontari fascisti e nazisti provenienti da tutta Europa, è ormai nota. Il battaglione Azov ha come simbolo una runa, nota come «l’angelo lupo» («Wolfsangel»). Si tratta di una delle rune più amate durante il Terzo Reich, utilizzata anche come simbolo dal partito nazista ucraino Svoboda, attualmente al governo.
Quì il video della tv tedesca che documenta la paccottaglia nazista del batt. Azov
Questo blog ADERISCE convintamente alla campagna “Solidarietà con la resistenza antifascista in Ucraina”, nata in Gran Bretagna nel giugno scorso.
La campagna ha i seguenti obiettivi, che facciamo nostri e appoggiamo:
* contro l'appoggio dei governi occidentali al governo di estrema destra di Kiev.
* contro la presenza e le esercitazioni Nato in Ucraina
* per l'arresto e il rinvio a giudizio degli assassini di 42 persone all'interno della Casa dei sindicati di Odessa il 2 maggio scorso.
*contro gli attacchi ai diritti democratici e la repressione nei confronti delle organizzazioni di sinistra.
* a sostegno della resistenza antifascista in Ucraina
In Gran Bretagna il Congresso del Tuc, la confederazione dei sindacati britannici, ha recentemente approvato una mozione che si oppone all'utilizzo di truppe britanniche nel conflitto, chiede il cessate il fuoco e sostiene tutti coloro che combattono il fascismo in Ucraina.
Il primo obiettivo in Italia è sviluppare una campagna di informazione e di controinformazione rispetto alle menzogne dei mass media mainstream.
22/09/14
Dead Inside: Nessuno sano di mente dovrebbe leggerlo.
Alla fine, molte delle cose che preferisco dei film di zombie sono proprio.. le cose, i dettagli che sono cambiati nella vita di tutti i giorni nel mondo: la natura non più rigogliosa, l'erba morta, le case fatiscenti con le finestre rotte, i pali del telefono rovesciati, colonne di auto abbandonate, con le portiere aperte e senza le ruote, i supermercati saccheggiati, e altri segni di lotta e di disperazione che creano un ambiente affascinante e raccapricciante.
Dead Inside Do Not Enter: Notes from the Zombie Apocalypse è composto interamente di lettere, appunti scritti a mano, pagine strappate di diari scritti durante la pandemia zombie, note trovate su scatole di fiammiferi, su tovaglioli di fugaci colazioni, su fotografie bruciacchiate, volantini pubblicitari, liste della spesa, mappe stradali, pezzi di cartone, involucri di gomma. Alcune note sono scritte con penna e matita, altre con il rossetto, pastelli, e con.. il sangue.
Intenzionalmente, per un realismo forse eccessivo, vi sono errori grammaticali e di ortografia, ma naturalmente i sopravvissuti avevano problemi più pressanti che badare alla qualità della loro scrittura.
I messaggi raccontano la storia della nascita della pandemia, dal tentativo scherzoso di ricondurre tutto a una "brutta influenza," all'escalation di panico e confusione, e infine, la triste accettazione della nuova realtà che i sopravvissuti ora sono costretti a vivere.
Nell'introduzione di Dead Inside, apprendiamo che questi appunti erano stati trovati in un zaino Dora Explorer. La prima nota presentata nel libro è stata scritta da un uomo che ha ucciso il proprietario dello zaino, che poi risulta essere una ragazza di 10 anni attaccata da uno zombie (ma non si era ancora trasformata..). L'uomo scrive che " aperto il suo zaino, ho trovato tutte questi appunti, note e lettere. Questa roba è velenosa. Nessuno sano di mente dovrebbe leggerla. Perchè leggerla è come guardare il sole: accecante! "
Questo libro quindi non ha zombie divertenti. In effetti possiamo dire che non è nemmeno un libro sugli zombie. Riguarda la gente che il disastro si è lasciata alle spalle. Dagli appunti scarabocchiati e dalle foto spiegazzate emergono storie di gente comune che ci parlano di un apocalisse personale, un mix di orrore e umorismo. Sono toccanti, strazianti, e incredibilmente tristi. Dead Inside è originale, tragico, avvincente, e inaspettato... Una collezione di reperti provenienti dall' apocalisse, le ultime parole del dimenticato. Ed è potente, rispetto alla valanga di libri, film e serial su un eventuale invasione di zombie che ultimamente ci sommerge e che alla fine un pò..ci annoia.
Dead Inside Do Not Enter: Notes from the Zombie Apocalypse è composto interamente di lettere, appunti scritti a mano, pagine strappate di diari scritti durante la pandemia zombie, note trovate su scatole di fiammiferi, su tovaglioli di fugaci colazioni, su fotografie bruciacchiate, volantini pubblicitari, liste della spesa, mappe stradali, pezzi di cartone, involucri di gomma. Alcune note sono scritte con penna e matita, altre con il rossetto, pastelli, e con.. il sangue.
Intenzionalmente, per un realismo forse eccessivo, vi sono errori grammaticali e di ortografia, ma naturalmente i sopravvissuti avevano problemi più pressanti che badare alla qualità della loro scrittura.
I messaggi raccontano la storia della nascita della pandemia, dal tentativo scherzoso di ricondurre tutto a una "brutta influenza," all'escalation di panico e confusione, e infine, la triste accettazione della nuova realtà che i sopravvissuti ora sono costretti a vivere.
Nell'introduzione di Dead Inside, apprendiamo che questi appunti erano stati trovati in un zaino Dora Explorer. La prima nota presentata nel libro è stata scritta da un uomo che ha ucciso il proprietario dello zaino, che poi risulta essere una ragazza di 10 anni attaccata da uno zombie (ma non si era ancora trasformata..). L'uomo scrive che " aperto il suo zaino, ho trovato tutte questi appunti, note e lettere. Questa roba è velenosa. Nessuno sano di mente dovrebbe leggerla. Perchè leggerla è come guardare il sole: accecante! "
Questo libro quindi non ha zombie divertenti. In effetti possiamo dire che non è nemmeno un libro sugli zombie. Riguarda la gente che il disastro si è lasciata alle spalle. Dagli appunti scarabocchiati e dalle foto spiegazzate emergono storie di gente comune che ci parlano di un apocalisse personale, un mix di orrore e umorismo. Sono toccanti, strazianti, e incredibilmente tristi. Dead Inside è originale, tragico, avvincente, e inaspettato... Una collezione di reperti provenienti dall' apocalisse, le ultime parole del dimenticato. Ed è potente, rispetto alla valanga di libri, film e serial su un eventuale invasione di zombie che ultimamente ci sommerge e che alla fine un pò..ci annoia.
In attesa del ritorno di The Walking Dead, una delle best serie di questo blog, Dead Inside Do Not Enter: Notes from the Zombie Apocalypse è un regalo fantastico per ogni fan di zombie, meravigliosamente agghiacciante.
Il libro (in rete sui torrent..) arriva a conclusione dell'esperienza di LostZombies, il sito costruito su piattaforma Ning, lanciato il 1° maggio 2008 da Ryan Leach, Skot Leach e Rob Oshima, con l'obbiettibo di girare un film/documentario con il contributo degli utenti, ognuno dei quali aveva un profilo con materiale video, audio, immagini, resoconti scritti, da cui creare il primo esempio di documentario zombie community generated.
Il 22 marzo 2014, il progetto è stato abbandonando con la chiusura del sito.
Il libro (in rete sui torrent..) arriva a conclusione dell'esperienza di LostZombies, il sito costruito su piattaforma Ning, lanciato il 1° maggio 2008 da Ryan Leach, Skot Leach e Rob Oshima, con l'obbiettibo di girare un film/documentario con il contributo degli utenti, ognuno dei quali aveva un profilo con materiale video, audio, immagini, resoconti scritti, da cui creare il primo esempio di documentario zombie community generated.
Il 22 marzo 2014, il progetto è stato abbandonando con la chiusura del sito.
19/09/14
Wattstack: Questa sera..Radical - Chic!
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| Felicia-Leonard Bernstein-Donald-Cox-NYC-1970 |
I recenti eventi di Ferguson, il quartiere della città di St. Louis in Missouri, Stati Uniti, dove la polizia locale ha ucciso Michael Brown, un ragazzo nero di 18 anni, portano alla mente altre importanti risposte della comunità artista nera. Nel 1972 si tenne ai Coliseum di Los Angeles lo storico Wattstack, evento passato alla storia come la Black Woodstock: era il 20 agosto e sette anni dalle drammatiche rivolte di Watts, il quartiere ghetto di Los Angeles. Il concerto fu organizzato dalla Stax, etichetta black fondata da due impresari bianchi nota per aver privileggiato band interetniche (Booker T. & the M.G.‘s) e aver lavorato su un suono più soul (Rufus Thomas, Otis Redding) e radicale (Isaac Hayes) rispetto, ad esempio, a quello "black pop" lanciato dalla Motown. Le caratteristiche della label si strutturarono ulteriormente sotto la direzione di Al Bell a cui si deve il lancio di nomi come The Stapies Singers o Isaac Hayes che insieme ad Albert King, Rufus e Carla Thomas e il rev. Jesse Jackson parteciparono
al festival. L’idea fu proprio di Bell che puntava ad attirare l'attenzione sul locale Watts Summer Festival e a "creare, motivare e instillare un senso di orgoglio nei cittadini della comunita di Watts". Parteciparono oltre 100mila persone con bighetti a un euro ciascuno: tutti, ricchi e poveri, dovevano esserci. Un anno dopo usci l’altrettanto storico documentario girato da Mel Stuart con irresistibili interviste (anche a Richard Pryor) tra le canzoni. Il film, considerato troppo di parte, politico e nero, non ebbe ampia distribuzione. Imperdibile.
F.A.
Ma da dove arriva questo modo di dire, questo che ormai era (ed è) quasi un marchio, una definizione usata con e per disprezzo? Me lo sono sempre chiesto e ora arriva il bel articolo di A. Colombo sul Manifesto a chiarirci le idee e a raccontare la genesi di Radical - Chic, il famoso articolo pubblicato da Tom Wolfe sul New York Magazine nel giugno 1970 e ora riproposto in un libro da Castelvecchi, una delle case editrici più apprezzate da queste parti..
17/09/14
La Storia del Rock 'n' Roll in dieci canzoni
Sepensate che La Storia del Rock 'n' Roll in dieci canzoni, il nuovo libro di Greil Marcus possa essere uno scherzo, allora sbagliate, perchè anche se è una pratica abbastanza sfruttata per conquistare lettori apparentemente in modo facile, Marcus è completamente serio. Una playlist, anomala, strana, incomprensibile se se ne prende alla lettera il titolo, che io non potrei mai compilare: dovrebbero legarmi ad un palo per non cambiarla, modificarla, aggiornarla, correggerla ogni quarto d'ora. E infatti, tutti a darmi/gli addosso: ma non si può, quasi mezzo secolo di musica ridotta a dieci canzoni. Pretestuosi, presuntuosi, e un pò arroganti. E poi, un titolo più accurato dovrebbe essere Una storia di 237 canzoni in dieci canzoni, almeno per il numero approssimativo di tracce che compaiono nell'indice del libro. Ma la parte "Rock 'n' Roll" è indiscutibile - il critico veterano, uno dei miei preferiti, spende le prime sei pagine con una lista delle nuove entrate nella Rock and Roll Hall of Fame di quest'anno. E poi, davvero c'è che cosa significa per Marcus, 69 anni, il "rock 'n' roll", come è stato inteso e praticato, attraverso l'arrivo del punk alla fine dei '70, e come i suoi primi esponenti e le loro canzoni continuano a risuonare nella cultura contemporanea come spettri a volte benevoli.
La Storia del Rock 'n' Roll in dieci canzoni non è poi tanto ambizioso quanto Lipstick Traces, (Tracce di rossetto, una storia segreta del 20° secolo) classico e bellissimo del 1989, in pratica le origini del punk dal Dada al Situazionismo, e i fermenti culturali dell'Europa degli anni Venti e Trenta, o La Repubblica Invisibile, del 1997, dove Marcus ricostruisce magnificamente un periodo storico forse fondamentale nella storia musicale (e letteraria) americana, mentre Dylan rileggeva a suo modo la tradizione musicale del suo paese. Come tutti i suoi lavori, l'ultim libro non è per tutti. Non vi troverete i Beatles o i Rolling, e niente di ciò che ci si aspetterebbe di trovare in una lista del genere. Dieci canzoni – registrate tra il 1956 e il 2008 – che, a suo parere, riassumono la storia e l’essenza del rock, che hanno poi influenzato gente come lo stesso Dylan fino alla compianta Amy Winehouse, e la dimostrazione di quello che il Rock'n'Roll riesce a fare all'esecutore come anche all'ascoltatore. “The History of Rock ‘n’ Roll in Ten Songs” è uscito il 2 settembre e può risultare un pò strano che una canzone come Trasmission dei Joy Division possa avere una connessione con All I Could Do Was Cry di Etta James, scritta nel 1960, ma non c'è una diversa sensibilità quando si tratta di rock 'n' roll, o qualsiasi altra forma di musica, come non c'è una divisione tra americani e britannici, europei, sudamericani e asiatici: "le canzoni viaggiano e la gente le tiene in vita, in modi del tutto iimprevedibili."
Secondo Greil Marcus, "questo è semplicemente un gruppo di brani, ognuno dei quali a mio modo potrebbe contenere l'intera nozione di ciò che è il rock 'n' roll".
Di seguito l'interessante playlist, da cui mi sono accorto che sì, qualcosa mi ero perso..
Transmission, Joy Division
Transmission, pubblicata nel 1980: questo pezzo, dice Marcus, «è un esempio di come una canzone possa cominciare in un modo apparentemente controllato, ordinato, e poi spingersi in un punto in cui non immaginavi potesse finire, o potesse risolversi». «È davvero una delle più impressionanti performance in cui mi sia mai imbattuto, in tutti i diversi modi in cui l’hanno suonata i Joy Division e Ian Curtis [leader della band, morto suicida a 23 anni]», conclude Marcus, che riconosce di aver riscoperto molta della musica dei Joy Division dopo aver visto il film Control sulla storia di Ian Curtis, diretto dal noto fotografo e regista Anton Corbijn nel 2007.( The Other Rock History, a interview G. Marcus )
Shake Some Action, The Flamin’ Groovies
I Flamin’ Groovies – «un nome talmente stupido che è imbarazzante pronunciarlo ad alta voce», racconta Marcus – sono stati un gruppo rock di San Francisco fondato nel 1965 (si sciolsero nel 1990, dopo aver più volte variato la formazione iniziale). Shake Some Action, la loro canzone più celebre, fu registrata nel 1976.
All I Could Do Was Cry, Etta James
Questa canzone fu registrata nel 1960 da Etta James, e inserita nella colonna sonora del bel film Cadillac Records, del 2008, storia della Chess Records con una strepitosa Beyoncé nel nel ruolo di Etta.. «Moltissimo del rock e del pop riguarda questi piccoli brevi momenti in cui un artista è in grado di metterci dentro praticamente tutto quello che ha, che sa e che prova», ( Marcus )
Crying, Hoping, Waiting, Buddy Holly
Crying, Hoping, Waiting del 1958, una canzone più volte coverizzata, dai Beatles a Cat Power. Buddy Holly aveva qualcosa di completamente diverso rispetto ad altre grandi prime star del rock ‘n’ roll, come Chuck Berry, Elvis Presley, Little Richard, Bo Diddley, venne fuori come uno ordinario, una specie di nerd […] e non ha mai perso quell’aria, quel “potrei essere uno chiunque, potrei essere te, tu potresti essere me”». Buddy Holly ha avuto un enorme influenza su tutto il rock'n'roll, dagli inizi fino ai nostri giorni.
Money Changes Everything, brano del 1978 registrato dai Brains. Praticamente sconosciuto fino alla sua rivisitazione da parte di Cyndi Lauper nel 1983. È una struggente canzone d’amore, spiega Marcus, in cui un ragazzo viene mollato dalla sua fidanzata: “ma ci eravamo giurati eterno amore”, e lei – salendo sulla macchina di un altro tipo – risponde “sì, ma quando ce lo giurammo c’era una cosa a cui non pensavamo, e questa cosa sono i soldi”.
Money (That’s What I Want), Barrett Strong
Barrett Strong è un cantante americano R&B più noto come autore (scrisse i testi di molte canzoni dei Temptations, per esempio). Money (That’s What I Want) fu registrata nel 1960 e fu uno dei primo successi della Motown Records. Money (That’s What I Want) è una canzone che parla di soldi, semplicemente, vanta numerose cover, dai Beatles ai Rolling Stones, ai Kingsmen, ma la migliore, secondo me rimane questa dei Flying Lizard del 1978..
Guitar Drag, Christian Marclay
Guitar Drag è un video prodotto dall’artista e compositore statunitense Christian Marclay, e riprende il suono di una chitarra elettrica trascinata di notte sull’asfalto di una strada di San Antonio, in Texas, da una macchina a cui la chitarra è legata tramite una corda. Marcus racconta che si tratta di un riferimento di Marclay al delitto di James Byrd Jr., un ragazzo afroamericano che fu ucciso nel 1998, proprio in Texas, da un gruppo razzista del KKK, che ne trascinò a lungo il corpo dopo averlo legato a un fuoristrada. Parlando del video, Marcus dice: «è quasi inguardabile, diventa doloroso. Anche se non conosci il riferimento, guardarlo è come guardare qualcuno che viene torturato». A livello sonoro, Lou Reed fece lo stesso esperimento nell'"inascoltabile" Metal Machine Music nel 1975 , doppio vinile interamente compilato con distorsioni e..servendosi del feedback e del feedback soltanto, per affermare, si dice, la sua autonomia e indipendenza dalla casa discografica.
To Know Him Is to Love Him, The Teddy Bears
Il primo Phil Spector, del 1958, e suonata dal solo gruppo vocale Teddy Bears, un gruppo formato insieme a due suoi compagni di scuole superiori, che durò soltanto un paio di anni. Beatles e Nancy Sinatra tra i suoi rifacimenti, mentre quella più apprezzata dall'autore è quella di Amy Winehouse, nel 2007: in quella parte che fa “to know, know, know him”, dice Marcus, è come se Amy Winehouse «abbia ascoltato qualcosa che forse nessuno aveva mai ascoltato prima».
This Magic Moment, The Drifters
Del 1961, fu scritta da Ben E. King, che poi arrivò alla fama con la grandiosa Stand By Me, Una delle migliori cover è quella dei Misfits nel 2003.
In The Still Of The Nite, The Five Satins
I Five Satins sono un gruppo di soli cantanti formato nel 1954 e ancora in giro. In The Stille Of The Nite è la loro canzone più famosa. La registrarono nel 1956 ma raggiunse il successo quando venne inclusa nella colonna sonora di Dirty Dancing, un famoso film del 1987, ma noi preferiamo l'originale, perla inserita nella colonna sonora di American Graffiti.
16/09/14
D'Annunzio? Carta da culo!
<"Tropico del cancro" è sgradevolmente volgare, "Anna Karenina" è una specie di mega Harmony>. La critica ai tempi di Internet. La democrazia di Internet è innegabile: ognuno ha il diritto (che però non vuol dire dovere) di dire la sua. E' esattamente partendo da questo che nasce "Lo stroncatore", un blog che Repubblica definice s"emplicemente geniale che raccoglie, rastrellando nei social, tra migliaia di commenti letterari le recensioni limite o semplicemente le più assurde."
La raccolta ha fatto emergere in modo chiaro alcuni problemi legati alla scrittura, alla lettura, a Internet, alla libertà di espressione e così via.
Abbiamo selezionato alcune di queste recensioni, alcune sagaci e pungenti, la maggior parte talmente assurde e strampalate, al limite del delirio, da risultare appunto geniali e divertenti.. Alla fine, la domanda resta: siamo sicuri che tutti debbano apprezzare Guerra e pace?
"Credono di essere loro a gettare un libro nel camino ma è il libro che si fa gettare nel camino dal lettore pur di abbandonarlo. “Questo lettore è noioso, debole, impreparato: lo lascio”. Non sarebbe male se i libri stroncati potessero stroncare gli stroncatori."
Se fosse stato scritto bene…
Toc toc, erotismo? Non so che dire. La storia sarebbe interessante, se fosse stato scritto bene. E’ evidente che ha fatto scalpore per l’argomento e per l’epoca, ma quanto a scene erotiche, trama e stile questo romanzo lascia davvero a desiderare.
V. Nobokov - Lolita
(!!!!)
Sembra un libro scritto da un matto No, proprio no, questo libro non mi è piaciuto assolutamente. Non so neanche dire quale fosse la trama. Tutto so quello che so è che il dottor Felix Hoenikker ha speso gran parte della sua vita costruendo questa bomba atomica che tutti vogliono e per i primi due capitoli dorme, mangia o fa qualsiasi cosa tranne costruire la bomba che può distruggere il mondo, poi tutti gli altri capitoli cambiano i punti di vista a ogni capitolo. Sembra un libro scritto da un matto. Ogni capitolo era a caso. Tipo che un capitolo parlava di una cosa e il capitolo successivo di un’altra non correlata o connessa a quella di prima in nessun modo. È molto variabile e incostante. Davvero non lo consiglio affatto. Non merita neanche una stella.
Kurt Vonnegut – Ghiaccio 9
Kurt Vonnegut – Ghiaccio 9
12/09/14
Mauro Rostagno, e la playlist di Maddalena
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| Mauro e Maddalena |
Mauro Rostagno,
figlio del grande nord e uomo del profondo sud, incantatore di folle, giornalista, sociologo, arancione, terapeuta, rivoluzionario, tra i fondatori di Lotta Continua. Un misterioso e mortale agguato sulla stradina sterrata che porta alla comunità Saman, centro di accoglienza e recupero per tossicodipendenti da lui fondata e gestita. Gli amici ambigui, come Francesco Cardella e i bilanci ormai miliardari della comunità, i servizi segreti e i foschi scenari di traffici internazionali di armi e droga.. Affascina Mauro perché coraggioso, di quelli, di quei pochi che hanno scelto di combattere davvero la mafia, sul territorio, accusando e raccontando fatti, facendo nomi e cognomi. La figura di Mauro Rostagno è affascinante perché quell’uomo dalla folta barba nera, gli occhi allegri, l’aria un po’ buffa, era un.. irregolare, imprevedibile: operaio, rivoluzionario, capopopolo, e infedele alle idee, all’ideologie, agli stili di vita condivisi, non violento, che aveva più volte ribaltato la propria vita eppure coerente fino alla morte..
08/09/14
De - Evolution is Real
AUGUST 17, 1980 - PLANET EARTH - THE UNITED STATES OF AMERICA
DE - EVOLUTION IS REAL !
We love @devo, so thanks to Mark Mothersbaugh’s @mutatomuzika for making this for us! #devo
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It was a dark time, the American President, Ronald Regan, a former actor in motion pictures ent. presided over the land his oil - rich federation and fundamentalist christian supporter sought to return the population to past time, and practices that defied logic and would heap sorrow upon the masses. But on this night in 1980 a revolutionary band of self - proclaimed "Spudboys" who made strange new sound and sang strange new words would make their presence known in a city by the water. The five young men had traveled thousands of miles from an industrial wasteland known as Akron, Ohio their collective place of birth. They had struggled against all odds to survive in a culture driven by fear and prevail in a ruthless business powered by sharks. They called themselves DEVO for they belivied that DE - EVOLUTION, not Evolution, was the guiding force of humankind's future. On this night in 1980 DEVO had no idea that history would prove their cautionary visionto be so frighteningly correct. Now, 25 years later, the reign of president Regan seems in retrospect like a ray of sunshine compared to the present day rule of Emperor "W" and his fellow fundamentalist enemies around the world.
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07/09/14
Anni '80: 10 (e più) clamorose sviste di Rolling Stone Mag
Quelli di Rolling Stone, Dio li benedica, hanno ri-pubblicato la lista dei “The 100 Greatest Albums of the 1980s” , i 100 album migliori degli anni '80. La lista - originariamente pubblicata nel 1989 - ci è parsa un pò strana e, occasionalmente, sconcertante. Per cominciare, è sormontata da London Calling dei Clash, che è innegabilmente un capolavoro, ma è stato anche innegabilmente pubblicato nel 1979 ! Tant'è. Ora, noi sappiamo meglio di chiunque altro che le liste sono sempre soggettive, e soggette inevitabilmente a lamentele, (è davvero bello per una volta, potersi lamentare delle liste di qualcun altro!), e certamente, stiamo valutando questa lista con il beneficio dei 25 anni trascorsi, cioè..col senno di poi. Ma anche così, secondo noi, ci sono alcune omissioni evidenti ..
06/09/14
L'orrore. Cuore di tenebra illustrated
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| Sean McSorley |
La storia di un ossessione, assurda, inspiegabile. Un testo enigmatico, che non si smetterà mai di interprertarE, un viaggio nel mistero che non spiega nulla ma che tramanda un segreto. Quello che personalmente potrei dire a proposito di Cuore di Tenebra è il senso di disagio che mi lega alla sua lettura. E alla sua.."rilettura". Un libro che inesorabilmente turba. Il materiale narratto è inquietante, come la cinica e delirante avventura colonizzatrice, incubo della coscienza (buona) occidentale che va in pezzi, si frantuma quando entra in contatto con l'Altro. Cuore di tenebra turba perchè ci mette a contatto con il male, con lorrore della "verità", che spesso non siamo in grado di tollerare, un orrore e una verità che Kurtz, "un uomo davvero notevole", genio divenuto animale e Dio, incarna in modo perfetto..
La grande novella di Conrad sulle atrocità coloniali ha ispirato letteratura, cinema, musica e ora immagini e illustrazioni potenti. E' stato indetto un concorso, gestito e organizzato dalla Folio Society e dalla House of Illustration , per illustrare questo che è una delle opere più travolgenti di tutti i tempi, (e uno dei miei preferiti in assoluto..) a cui partecipano artisti e illustratori provenienti da tutta Europa. Le foto vincitrici saranno pubblicate in una nuova edizione della Folio Society entro la fine dell'anno. Un'occhiata alla galleria con alcuni dei lavori che parteciperanno a questa iniziativa..
La grande novella di Conrad sulle atrocità coloniali ha ispirato letteratura, cinema, musica e ora immagini e illustrazioni potenti. E' stato indetto un concorso, gestito e organizzato dalla Folio Society e dalla House of Illustration , per illustrare questo che è una delle opere più travolgenti di tutti i tempi, (e uno dei miei preferiti in assoluto..) a cui partecipano artisti e illustratori provenienti da tutta Europa. Le foto vincitrici saranno pubblicate in una nuova edizione della Folio Society entro la fine dell'anno. Un'occhiata alla galleria con alcuni dei lavori che parteciperanno a questa iniziativa..
05/09/14
L’economia della condivisione e quella del debito: gli idioti utili della Silicon Valley
Evgeny Morozov, 30.8.2014
Le Monde Diplomatique.
L’economia della condivisione più che un’alternativa ai colossi della Rete è la forma più innovativa dell’industria basata sull’acquisizione e vendita dei dati personali. Una parola d’ordine populista che trova un alleato negli studiosi che denunciano i pericoli allo sviluppo cognitivo rappresentati dalla tecnologia.
Nel bagno connesso, lo spazzolino da denti interattivo lanciato quest’anno dalla società Oral-B (filiale del gruppo Procter&Gamble) è una star: interagisce senza fili con il nostro cellulare mentre, sullo schermo, un’applicazione segue secondo per secondo le fasi della pulizia dei denti e indica gli angoli della cavità orale che meriterebbero maggiore attenzione. Abbiamo strofinato con sufficiente vigore, passato il filo interdentale, raschiato la lingua, risciacquato il tutto?
Ma c’è di meglio.
Come spiega con fierezza il sito che gli è dedicato, lo spazzolinoconnesso trasforma il gesto di spazzolare i denti in un insieme di dati che si possono rendere in forma di grafico o comunicare ai professionisti del settore. Che sarà di questi dati, è ancora oggetto di dibattito: ne manterremo l’uso esclusivo? O saranno catturati dai dentisti professionisti e perfino venduti a compagnie di assicurazione? Si aggiungeranno alla montagnadi informazioni già disponibili nel granaio di Facebook e Google? L’improvvisa presa di coscienza che i dati personali registrati dal più banale degli elettrodomestici dallo spazzolino elettrico al frigorifero potrebbero trasformarsi in oro ha sollevato critiche alla logica portata avanti dai mastodonti della Silicon Valley.
Queste imprese raccolgono su grande scala le tracce lasciate dagli internauti sui siti che frequentano, le sistemano e le rivendono a inserzionisti o ad altre società. Così guadagnano miliardi di dollari, mentre i fruitori noi ottengono solamente alcuni servizi gratuiti. Da questa constatazione nasce una critica bizzarra, dai connotati populisti: contestiamo questi monopoli, si sostiene, e sostituiamoli con una moltitudine di piccoli imprenditori. Ognuno di noi, insomma, potrebbe costituire il proprio portafoglio di dati e trarre vantaggi dalla sua commercializzazione,vendendo ad esempio i dati sulla spazzolatura dei denti a un produttore di dentifrici e il proprio genoma a un laboratorio farmaceutico, o rivelando la propria ubicazione in cambio di uno sconto al ristorante all’angolo.Voci autorevoli, come quella del saggista e imprenditore JaronLanier o del ricercatore e informatico Alex Sandy Pentland, decantano questo nuovo modello.
Ci viene promesso un mondo nel quale la protezione della vita privata sarebbe comunque garantita: se si considerano i dati come una proprietà privata, allora un solido arsenale giuridico e tecnologie adeguate possono assicurare che nessun soggetto terzo li trafughi. Al tempo stesso si fa balenare ai nostri occhi anche un futuro di prosperità. Grazie a quale miracolo? Quello dell’internet degli oggetti, cioè la proliferazione di apparecchi grazie ai quali i nostri più piccoli atti e gesti saranno censiti, analizzati e…monetizzati.Da qualche parte c’è qualcuno disposto a pagare per conoscere il motivo che cantiamo sotto la doccia. Se non si è ancora manifestato, è solo perché nel nostro bagno non ci sono microfoni collegati a internet.
31/08/14
Guerolito, Terremoto tempo
Guerolito, "Piccolo Guero".. Stranamente il progetto di re mixare Guero fu messo in cantiere ancor prima (due mesi) del rilascio ufficiale del disco, un album assai frainteso e travisato alla sua uscita ma che invece a me piace molto. Guero è più scuro, più denso, e la versione infinitamente più affascinante di Odelay, del tutto diverso da quella continuità musicale che si aspettavano i fan e la critica, e prezioso nella definizione di Beck come songwriting. Un segno di consapevole ripensamento, secondo alcuni, e in effetti in Guerolito alcune canzoni segnano un netto miglioramento rispetto agli originali, mentre almeno tre bani cadono piatti, deboli.
Guerolito mi piace perchè riassume le identità musicali multiple di un innovatore multi - tasker come Beck, è un disco per dell'era spaziale, un lavoro mutevole che risuona in epoche passate e future, un remix track-by-track, un assortimento scaltro di remixer e riassemblaggi anche da ballare. Un album di remix, e questa tipologia di progetti, si sa, vanno presi sempre con le dovute pinze. Quì gli anni ’80 ancora impazzano, trasferendo i concetti originali del materiale di origine in nuovi contesti (alcuni interessanti, altri solo marginalmente di successo), Guerolito offre canzoni ormai conosciute a nuovi punti di vista, come "Clap Hands" ad esempio, ripresa da Beck con i Dust Brothers, (uno dei tre brani qui originariamente disponibili in edizione deluxe di Guero), un groove tempestoso e ansimante, come una sostanza illegale che vale la pena concedersi, El-P supera le più rosee aspettative su "Scarecrow", Ad Rock, un terzo dei Beastie Boys, lavora su "Black Tambourine", mentre non poteva mancare in "Go It Alone", ripresa come Wish Coin dai Diplo, l'innesto del groove di Twist and Crawl dei leggendari Beat (o Beat English dopo che Dave Wakeling si trasferì definitivamente in California..). Mentre agli Air, il duo elettronico francese è affidato il compito di rileggere "Missing" (rinominata Heaven Hammer) con profonda e meravigliosa..tristezza come pure Broken Drum dei Boards of Canada. Scarecrow di El-P è infine la dimostrazione di come un remix può superare nettamente l'originale. Guerolito (che vanta inoltre l'inclusione di arte fresca grazie alla copertura surrealista dell' illustratore Marcel Dzama nelle copertine) forse non è il posto migliore per rivalutare e / o apprezzare i punti più fini di Guero, ma pensatelo come un addendum, perchè non manca di stupire, emette lampi, è un vero elettro-delirio.
Guerolito mi piace perchè riassume le identità musicali multiple di un innovatore multi - tasker come Beck, è un disco per dell'era spaziale, un lavoro mutevole che risuona in epoche passate e future, un remix track-by-track, un assortimento scaltro di remixer e riassemblaggi anche da ballare. Un album di remix, e questa tipologia di progetti, si sa, vanno presi sempre con le dovute pinze. Quì gli anni ’80 ancora impazzano, trasferendo i concetti originali del materiale di origine in nuovi contesti (alcuni interessanti, altri solo marginalmente di successo), Guerolito offre canzoni ormai conosciute a nuovi punti di vista, come "Clap Hands" ad esempio, ripresa da Beck con i Dust Brothers, (uno dei tre brani qui originariamente disponibili in edizione deluxe di Guero), un groove tempestoso e ansimante, come una sostanza illegale che vale la pena concedersi, El-P supera le più rosee aspettative su "Scarecrow", Ad Rock, un terzo dei Beastie Boys, lavora su "Black Tambourine", mentre non poteva mancare in "Go It Alone", ripresa come Wish Coin dai Diplo, l'innesto del groove di Twist and Crawl dei leggendari Beat (o Beat English dopo che Dave Wakeling si trasferì definitivamente in California..). Mentre agli Air, il duo elettronico francese è affidato il compito di rileggere "Missing" (rinominata Heaven Hammer) con profonda e meravigliosa..tristezza come pure Broken Drum dei Boards of Canada. Scarecrow di El-P è infine la dimostrazione di come un remix può superare nettamente l'originale. Guerolito (che vanta inoltre l'inclusione di arte fresca grazie alla copertura surrealista dell' illustratore Marcel Dzama nelle copertine) forse non è il posto migliore per rivalutare e / o apprezzare i punti più fini di Guero, ma pensatelo come un addendum, perchè non manca di stupire, emette lampi, è un vero elettro-delirio.
Guero
29/08/14
Il governo del futuro
Ai bambini degli anni '80 furono presentati due futuri possibili per un nuovo governo, nel libro "Il mondo di domani: scuola, lavoro e gioco". E' molto probabile che quel fanatico di Casaleggio e il suo comico di riferimento abbiamo letto questo libro, impossessandosi in linee generali di alcuni concetti in esso contenuti. Ma siamo lontani mille miglia dalle intenzioni di chi aveva approntato questi scenari dalle sceneggiate pseudo fasciste dei grillini. Il primo di questi possibili futuri è una distopia da incubo in cui i governi sono in grado di monitorare ogni mossa dei loro cittadini attraverso i computer, così da limitare fortemente le libertà in tutto il mondo. Il secondo possibile futuro è un'utopia quasi irrraggiungibile, in cui una forma di democrazia diretta, sempre attraverso l'uso di elaboratori elettronici e videofonini è possibile, consentendo ai cittadini di essere fortemente e direttamente impegnati nel processo politico.
Sembrerebbe che quelli di noi che vivono nel "futuro", abbiano liquidato entrambe queste due possibilità. I governi di tutto il mondo stanno certamente usando la tecnologia per spiare i propri cittadini - anche se vorremmo scommettere che Visa, Apple e Google sappiano più su di noi rispetto alle strutture che ci governano. (E se perdessimo la scommessa, anche se questo fosse vero, i governi possono ovviamente ottenere tutto da queste società semplicemente chiedendo loro tutti i dati che vogliono..) Ma l'evoluzione di strumenti come Twitter e YouTube hanno anche fornito al cittadino medio di organizzarsi più semplicemente rispetto alla politica e al sapere.
Molti sostengono che "Democrazia" non è sinonimo di "libertà". E 'semplicemente la tirannia della maggioranza e di un meccanismo di forza che permette al 51% della popolazione di dettare al 49% (della popolazione) come vivere la propria vita.
Noi pensiamo che potremmo tornare a metà del 1800, quando Thoreau scrisse:
- "Il governo migliore è quello che governa meno"; Da questa affermazione siamo poi arrivati al fatto che.. - "Il governo migliore è quello che non governa affatto".
- "Il governo migliore è quello che governa meno"; Da questa affermazione siamo poi arrivati al fatto che.. - "Il governo migliore è quello che non governa affatto".
Quando gli uomini saranno preparati per questo, quando le persone saranno abbastanza intelligenti per vivere come Thoreau ha suggerito, di cuore accetteremo il motto..
Qualunque siano le vostre sensazioni sul ruolo della tecnologia nei governi, penso che siamo tutti d'accordo su una verità politica lapalissiana: ho ragione io e tutti gli altri sono degli idioti..
IL GOVERNO ELETTRONICO
Alcune persone temono che saranno i computer a governare la nostra vita nel futuro. Molti credono che le informazioni relative alle nostre vite verranno memorizzate e che i funzionari del governo saranno in grado di scoprire qualsiasi cosa di chiunque in qualsiasi momento. E 'possibile che questo accadrà, e che alcuni governi utilizzeranno i computer per limitare la libertà delle persone. Tuttavia, è altrettanto possibile che faranno si che i governi siano più aperti, e permetteranno alle persone di influire sulle decisioni politiche dei propri governanti.
In un futuro in cui in ogni casa ci sarà un sistema informatico, tutti potranno partecipare al governo. La gente potrà esprimere le proprie opinioni che sarranno visibili agli altri su canali di comunicazione speciali che collegheranno ogni casa. Queste persone sarenno probabilmente rappresenti da un partito politico, un sindacato, un organizzazione e così via. Ma quando arriverà il momento di prendere una decisione su una qualsiasi questione, tutti saranno in grado di votare attraverso i loro computer. Un computer centrale elaborerebbe immediatamente il risultato.
Questo tipo di governo è una possibilità che i computer potrebbero portare. Si potrebbe organizzare su qualsiasi scala - dai consigli di villaggio fino al governo mondiale. In realtà, è più probabile che accada in piccoli comunità, in quanto sarebbe difficile raggiungere efficaci decisioni nazionali e internazionali, se milioni di persone dovrebbero essere sempre interpellate per approvare ogni minima decisione. Tuttavia, i computer consentiranno di far partecipare il popolo su questioni veramente importanti, e non delegare il futuro a una piccola cerchia di potenti e di politici.
Il computer potrebbe anche influenzare il modo in cui i politici lavoreranno. Potranno discutere le questioni che interessano gli elettori che rappresentano attraverso reti di comunicazione pubbliche che sostituiranno le assemblee di governo. In questo modo i rappresentanti politici potranno esercitare il proprio mandato tra i propri elettori, di conoscerli e ascoltare in modo più diretto il loro parere.
Smash the Fascism: 99 Posse e Verona
99 POSSE: DICHIARAZIONI SULL’ANNULLAMENTO DEL CONCERTO ALL’VRBAN ECOFESTIVAL DEL 4 SETTEMBRE A VERONA
Questo il farneticante comunicato dell’VRBAN ECOFESTIVAL con cui si annuncia l'annullamento del concerto dei 99 Posse, a seguito delle minacce di gruppi di estrema destra, collusi e contigui alla giunta leghista del sindaco Tosi.
L’Organizzazione dell’VRBAN ECOFESTIVAL di Verona, a seguito delle dichiarazioni che hanno alimentato il clima di tensione degli scorsi giorni, ha deciso di annullare il concerto dei 99 Posse previsto per giovedì 4 settembre ai Bastioni Via Città di Nimes, Verona. Dichiarano ufficialmente di ritenere che “non ci siano sufficienti condizioni di sicurezza per il pubblico e per gli operatori coinvolti nella manifestazione per garantire lo spettacolo in questione.”
Inoltre, ribadiscono che “essendo una manifestazione che parla di sostenibilità e non di politica, la polemica generata, che rischierebbe di strumentalizzare l’evento, è diventata per noi insostenibile. VRBAN bandisce la strumentalizzazione. L’Organizzazione sceglie quindi di rinunciare all’artista 99 Posse, selezionato per i temi importanti di sostenibilità sociale che tratta con la propria musica, per salvaguardare gli intenti e le finalità dell’interno progetto che dura, come detto più volte, da nove anni.”
Quindi, i 99 POSSE si pronunciano sulla questione con le seguenti dichiarazioni ufficiali:
Questo il farneticante comunicato dell’VRBAN ECOFESTIVAL con cui si annuncia l'annullamento del concerto dei 99 Posse, a seguito delle minacce di gruppi di estrema destra, collusi e contigui alla giunta leghista del sindaco Tosi.
L’Organizzazione dell’VRBAN ECOFESTIVAL di Verona, a seguito delle dichiarazioni che hanno alimentato il clima di tensione degli scorsi giorni, ha deciso di annullare il concerto dei 99 Posse previsto per giovedì 4 settembre ai Bastioni Via Città di Nimes, Verona. Dichiarano ufficialmente di ritenere che “non ci siano sufficienti condizioni di sicurezza per il pubblico e per gli operatori coinvolti nella manifestazione per garantire lo spettacolo in questione.”
Inoltre, ribadiscono che “essendo una manifestazione che parla di sostenibilità e non di politica, la polemica generata, che rischierebbe di strumentalizzare l’evento, è diventata per noi insostenibile. VRBAN bandisce la strumentalizzazione. L’Organizzazione sceglie quindi di rinunciare all’artista 99 Posse, selezionato per i temi importanti di sostenibilità sociale che tratta con la propria musica, per salvaguardare gli intenti e le finalità dell’interno progetto che dura, come detto più volte, da nove anni.”
Quindi, i 99 POSSE si pronunciano sulla questione con le seguenti dichiarazioni ufficiali:
“Noi non sapevamo che, dalla data della nostra unica e lontana esibizione negli anni Novanta, Verona non fosse più in Italia. Non sapevamo che, in quella città, le organizzazioni neofasciste potessero ottenere l’annullamento di un concerto regolarmente contrattualizzato, perché la band che avrebbe dovuto esibirsi è dichiaratamente antifascista. Noi, illusi, eravamo rimasti alla Costituzione della Repubblica Italiana. Sì, esatto, quella nata dalla Resistenza e proprio dal ripudio del fascismo che garantisce a ogni cittadino il diritto di espressione. Evidentemente a Verona, in virtù della sua fuoriuscita dall’Italia della quale nessuno era a conoscenza, queste regole che sono alla base della nostra pur imperfetta democrazia non valgono più, sono state rovesciate. E così, basta minacciare il ricorso squadrista alla piazza, perché gli organizzatori del Vrban Eco Festival annullino unilateralmente il concerto, ritendendo che non ci siano condizioni di sicurezza sufficienti per il pubblico e gli operatori. Mentre il sindaco leghista Flavio Tosi fa professione di liberalità fumosa, mediatica e cerchiobottista, l’opposizione in consiglio comunale sostanzialmente tace, e la pubblica sicurezza che solitamente affolla i nostri concerti, con una presenza né invocata né gradita, stavolta si gira dall’altra parte, come spesso accade quando si tratta di estrema destra.Ad aprire le danze contro il nostro concerto è Andrea Miglioranzi, ex militante del Veneto Fronte Skinheads eletto con la Lista Tosi, che, in questa bizzarra enclave dove la Liberazione sembra non essere mai arrivata, è addirittura il presidente della municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti di Verona, l’Amia. Miglioranzi ritira la sponsorizzazione all’evento, di cui ci teniamo a precisare che non eravamo informati, perché i nostri testi inciterebbero alla violenza, nonostante che nei nostri ormai duemila concerti non si sia verificato mai il benché minimo incidente. Immemore, evidentemente, del suo glorioso passato fra il 1994 e il 2006 con la nazi-rock band Gesta Bellica, della quale basta un paio di strofe dell’omonima canzone per evidenziarne l’alto contenuto etico a favore della pace e della tolleranza fra i popoli: «Tu, rosso compagno, di negri e immigrati compare degno… Che anche per te, vigliacco senza onore, è giunta l'ora della nostra rabbia!». In linea con tutto il loro repertorio che è un lugubre e insensato atto d’accusa contro ebrei, tossicodipendenti, immigrati e avversari politici.Ma non deve stupire, se a Verona il Comune concede gratuitamente l’Arena per far esibire due gruppi dichiaratamente neonazisti come Sumbu Brothers e 1903.
Non deve stupire, se a Verona ex squadristi picchiatori fanno carriera politica, se le lauree si festeggiano con la “caccia ai rossi” a mano armata in giro per i locali di Veronetta, se le intimidazioni sono all'ordine del giorno. Come potrebbe stupire, del resto, se lo stesso sindaco Tosi sfila alla testa di un corteo organizzato da gruppi di estrema destra come Forza Nuova (fondato da Roberto Fiore, ex terrorista di Terza Posizione) e quando l’anno dopo alcuni militanti proprio di quella organizzazione politica aggrediscono ed uccidono in pieno centro storico a calci e pugni Nicola Tommasoli, un ragazzo di soli ventinove anni, lo stesso sindaco dichiara ai giornali che «è un caso su un milione, poteva capitare a chiunque»? E va oltre i confini del surreale la decisione del consiglio comunale di Verona di nominare come suo rappresentante per l'Istituto Veronese per la Resistenza lo stesso pacifista di cui sopra, Andrea Miglioranzi, che sull’onda delle polemiche poi si dimette. Un quadro abbastanza inquietante, che in questi giorni si arricchisce di telefonate anonime, ronde, incursioni nei locali alternativi di Verona e minacce esplicite agli antifascisti.Ma è solo una questione politica o c’è dell’altro? Recentemente si sono esibiti a Verona senza problemi gruppi e artisti forse meno espliciti, ma sicuramente inquadrabili a sinistra, cosa rende la 99 Posse diversa da loro? In questi giorni la nostra pagina facebook è presa d’assalto da utenti chiaramente riconducibili alla curva sud veronese. E in questo caso gli insulti sono squisitamente a base di razzismo antimeridionale, con il consueto campionario di «terroni, lavatevi, benvenuti in Italia». Dello stesso tenore, anche molti commenti agli articoli apparsi on line in questi giorni, come se Verona si apprestasse a ospitare una delle sentitissime partite contro il Napoli e non invece il concerto di un gruppo musicale. Ci troviamo quindi di fronte all’ennesimo episodio di bieco antimeridionalismo, di cui si rendono protagoniste le frange estreme e politicamente connotate della tifoseria veronese. Ma noi rifiutiamo questa logica, perché siamo abituati a distinguere amici e nemici sulla base delle convinzioni politiche, non certo per l’accento, la nazionalità o la fede calcistica. Invitiamo perciò i nostri fans a evitare generalizzazioni uguali e contrarie che facciano di un’erba un fascio: in questo caso, sotto accusa sono i fascisti e i razzisti veronesi, non la città di Verona. Un brutto articolo di un pessimo sito nazionalista dice che se i Sumbu Brothers possono suonare all’Arena e i 99 Posse no, questo dipende dal fatto che i primi avrebbero seguito sul territorio, mentre noi non ce l’avremmo. Ebbene, ci duole deluderlo, ma noi stiamo ricevendo da giorni centinaia di messaggi di solidarietà da parte di tanti cittadini veronesi, non solo quelli schierati politicamente a sinistra, ma anche dei sinceri democratici e di chiunque aveva accolto con piacere l’annuncio del nostro concerto. A questa Verona migliore vanno il nostro abbraccio e il nostro ringraziamento, con la promessa e l’auspicio di costruire insieme le condizioni perché la 99 Posse possa esibirsi al più presto nella loro città, nell’ambito di una più vasta e generale iniziativa contro il fascismo e la sua infame logica di violenza e di morte.”
Non siamo proprio dei fan della musica dei 99 Posse, ma da parte nostra..un comunicato che non fa una grinza..
INTERZONE
28/08/14
Il giardino delle delizie
<<Il giardino è uno spazio progettato, di solito all'aperto, riservato alla vista, alla coltivazione botanica e al godimento di piante e altre forme naturali. Il termine deriva da una radice indogermanica: Gart o Hart, con il significato di "cingere, circondare" per definizione storica è quindi una porzione di superficie delimitata. Il fatto che i giardini (soprattutto quelli molto antichi) siano sempre cintati ha determinato una confusione sull'origine del termine, il cui significato è "cingere", non "custodire, sorvegliere, fare la guardia", come a volte (erroneamente) si legge>>.(Wiki)
Il pollice verde? Una roba innata: c'è chi lo possiede e chi no. Nel mio piccolo, riesco a tener bene gerani, felce, un piccolo olivo, basilico, rosmarino, erba gatta (indispensabile, Iggy ne và matto!) , come indispensabile sono le mie piante di Aloe Arborescens.. Poca roba, insomma.
Nell’immaginario collettivo si pensa che alcune persone abbiano sviluppato più di altre la capacità di entrare in relazione con le piante, si dice abbiano il ‘pollice verde’. Non esistono magie, ma semplicemente grande amore, passione e a volte necessità, come nel caso di chi coltiva piante per proprio sostentamento alimentare, che permettono di approfondire la conoscenza del mondo vegetale. Che dire allora di questa signora palestinese, una donna coraggiosa che nel villaggio di Bil'in, vicino alla città di Ramallah, ha piantato fiori in un giardino davvero..speciale: i vasi per contenere terreno e fiori sono stati ricavati dagli involucri dei gas lacrimogeni usati dai soldati israeliani per reprimere i palestinesi che protestano contro l'occupazione della West Bank. Il giardino segna un lembo di terra che i palestinesi sono stati in grado di recuperare due anni fa dopo una dura battaglia legale contro l'odioso e controverso muro di sicurezza di Israele, per un suo ri-percorso che escludesse quel pezzo di terra, legalmente di loro legittima proprietà. I fiori con i loro vasi insoliti sono una potente testimonianza e dichiarazione circa la violenza apparentemente senza fine del conflitto israelo-palestinese.
17/08/14
Che le ferie siano con tutti noi
"In parole povere: a leggere certi libri mi annoio, e quando mi annoio tendo a diventare irritabile. Eliminare la noia dalla mia vita di lettore si è dimostrato sorprendentemente facile." Horbny
Sono in ritardo nella lettura dei classici e non amo tanto rileggere, sovrastato dalla sterminata quantità di libri che dovrei conoscere e che non ho ancora sfogliato.
E allora, non arriverò mai a leggere nemmeno la minima parte di tutti i libri pubblicati: perché perdere tempo con quelli che mi risultano pesanti o noiosi?
"Vi prego, se state leggendo un libro che vi sfinisce, lasciate perdere e leggete qualcos'altro, come quando mettete mano al telecomando se non vi piace un programma televisivo. La vostra incapacità di godervi un romanzo reputatissimo non significa che siate ottusi [...] ricaverete ben poco da un libro che vi fa piangere per la pena di leggerlo. Non ve lo ricorderete e non imparerete niente [...] se non leggete i classici non vi succederà niente di male; e soprattutto, se li leggete non vi succederà niente di straordinario". (sempre Horbny..)
In questa strana, fresca giornata di mezzo agosto, non mi va di leggere, in verità non mi va di far proprio niente, e cerco solo il modo di alleviare lo stress pre – viaggio, ricorrendo a soluzioni decisamente meno estreme come appunto buttarsi su L'uomo senza qualità di Camus. Non voglio pensare a come riempire i 110 cm complessivi del mio bagaglio a mano, distribuiti in 50 cm di altezza, 40 cm di larghezza,
20 di profondità e la non sforatura dei 10 kg di peso.
E allora preferisco sfogliare.. guardare figure: l'opportunità me la fornisce la biblioteca Smithsonian, che, individuate queste immagini da vecchi e pesanti tomi le ha trasformate in modo originale e divertente. In attesa di preparare questo benedetto trolley per Londra, saluto tutti. Che la forza e le ferie siano, presto, con tutti noi .. ENJOY
E allora preferisco sfogliare.. guardare figure: l'opportunità me la fornisce la biblioteca Smithsonian, che, individuate queste immagini da vecchi e pesanti tomi le ha trasformate in modo originale e divertente. In attesa di preparare questo benedetto trolley per Londra, saluto tutti. Che la forza e le ferie siano, presto, con tutti noi .. ENJOY
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| “The Greenland Whale from Whales” by Robert Hamilton (1843) |
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| “Practique de la guerre” (circa 17th century) |
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| “The Teacher of Sparring (1886)” |
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| “Report of the Commissioner of Patents” (1856) |
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| “The Wheel and Cycling Trade Review” (1890) |
The Smithsonian Library
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