12/05/15

Rockers in Fm: Vogliamo la Radio!

Utile guida. I tanti musicisti che conducono programmi Radio in Fm o sul satellite.(Alias)

Era già tutto scritto in We Want the Airwaves, il pezzo dell'81 dei Ramones: «Vogliamo la radio, vogliamo la radio, baby, se il rock vuole rimanere vivo/Dove ce l'hai il fegato, la voglia di sopravvivere/E proprio non vuoi tenerlo vivo il rock'n'roll, Sig. Programmatore/Ma io ho il mio martello/E spaccherò la radio». Detto fatto. Da a llora una teoria di musicisti ha invaso l'etere, sostituendosi ai conduttori, occupando quel golfo mistico che sta tra il prendere il rosso (quando premi il bottone e si accende la caratteristica scritta «on air») e il mondo oltre quel rosso: la radio di casa, la radio sul telefono,sull'mp3, sul computer, sulla tv.
Le ragioni che muovono gli artisti sono molteplici: da un lato l'impossibilità di relazionarsi a network sempre più appiattiti su logiche e suoni dominanti, in seconda battuta la volontà di rappresentarsi anche oltre le proprie produzioni. Inoltre: se non mi «passi», sarò io a passarmi da solo. La nascita delle radio on-line e satellitari (a pagamento) ha poi dato il via a un esercito di rocker/dj sempre più agguerriti. Il caso più eclatante fu Bob Dylan con il suo Theme Time Radio Hour, programma durato ben cento puntate e imperniato intorno alla collezione personale dell'artista,ai suoi ricordi, a jingle d’epoca, a storie di baseball, di guerra e gatti. Con la voce di Tom Waits che leggeva i messaggi degli ascoltatori. Il programma continua ad aggirarsi per il satellite  
(http://www.siriusxm.com/deeptracks).

Già nel 1978 Elvis Costello metteva in guardia sui rischi di commercializzazione e omogeneizzazione indotti da programmatori troppo accondiscendenti nei confronti di case discografiche e studi di registrazioni. «O chiudi la bocca o non vai in onda», recitava un verso del singolo Radio Radio. Lo sa bene Little Steven, chitarrista della E Street Band di Springsteen che dal 2002 conduce Underground Garage, show settimanale di due ore in onda negli Usa in Fm e sul satellite nel mondo (su Sirius XM, piattaforma satellitare con oltre 17milioni di abbonati).
Mette quello che gli passa perla testa e vive bene. L'ultima puntata ascoltata da chi scrive raccontava la storia della British Invasion. A oggi Little Steven ha registrato oltre 450 puntate e tra gli ospiti vanno annoverati: Brian Wilson, Ray Davies, Ig-gy Pop, Ringo Starr, Keith Richards.

Info:http://undergroundgarage.com/member_area/membership_free.htm. In Italia il programma va in onda su Radio Città Futura, con buoni riscontri.

Anche Ronnie Wood (Jeff Beck Group, Faces e Rolling Stones) non si risparmia. Dallo scorso aprile Absolute Radio, stazione indipendente britannica, ospita tutti i giorni (ad eccezione della domenica) il Ronnie Wood Show (a Londra su 105.8 Fm). All'interno, chiacchiere e rock. La grande vendetta arriva però da Steve Jones, chitarrista dei Sex Pistols, mai trasmesso in radio ai tempi del punk e oggi al cuore della «radiofonia d'artista». Il suo Jonesy’s Jukebox (Jonesy è il soprannome che gli affibbiò Johnny Rotten) è al cuore di Los Angeles e contribuì a rendere famosa Indie 103.1. Quando la stazione optò per una programmazione solo latin, Jones fu fatto fuori. Ora è tornato - sempre a L.A. (dove vive) - su Kroq e non perdona. Grande ironia e buona selezione musicale, molto vicina alle attenzioni indie di Bbc Radio1 (http://kroq.radio.com/shows/steve-jones-jonesys-jukebox/).


Del resto proprio il punk mise il dito sulla piaga della radio commerciale. Con i Clash che in Capital Radio (1977) fecero a pezzi quella che al tempo doveva essere la radio di tutti e che mai si accostava al punk. Lo slogan «in sintonia con Londra», nel pezzo divenne «in sintonia con niente». Memorabile anche il pezzo degli Stiff Little Fingers, You Can't Say Crap on the Radio (1979),ovvero «non puoi dire cagata» alla radio, però loro sì - sottolineava la canzone - che «le possono trasmettere le cagate». Il pezzo raccontava lo shock di un conduttore quando sentì Burns - il cantante - dire in diretta «crap». Oggi il termine è roba da educande. Stesso risentimento nei confronti della radio anche in Payola Blues, pezzo di Neil Young dall'album Everybody's Rockin'. All’interno l'artista fa riferimento ai tempi in cui per essere trasmessi bisognava corrompere (economicamente) il conduttore. Il riferimento è ovviamente a Alan Freed, grande promotore del rock'n'roll negli anni Cinquanta. Nel pezzo Young è perentorio: «I never hear my record on the radio». Sulla stessa linea anche The Last Dj (2002) di Tom Petty in cui il rocker lamentava la fine delle radio locali sempre più ostaggio di programmi registrati e preconfezionati forniti loro dai grandi network. Tom Petty non si è perso d'animo e dal 2005 conduce Tom Petty's Buried Treasure su Sirius XM. Dopo una lunga pausa, dal 31 marzo sarà di nuovo in onda con una programmazione classic che include dagli Who a Otis Redding (http://www.tompetty.com/news/title/enter-for-a-chance-to-meet-tom-petty-as-part-of-siriusxms-ultimate-buried-treasure-contest). E se Nikki Sixx (bassista dei Motley Crue) racconta su Sixx Sense (http://www.sixxsense.com/main.html) un profluvio di aneddoti glam (spesso vissuti in prima persona) innaffiati da metal e hard rock, Chuck D dei Public Enemy la mette giù seria tra ritmi black e questioni non solo afro-americane. Già noto per aver condotto Unfiltered su Air America Radio oggi è il protagonista del settimanale Andyoudon'tstop!, su Wbai 99.5 Fm in onda a New York e on line (http://www.wbai.org/). Chuck D, Nelly, Ice Cube, sono solo alcuni rapper che hanno avuto accesso al mezzo radiofonico. Anni fa non era nemmeno pensabile. Non a caso in Apocalypse 91… The Enemy Strikes Black, storico quarto disco dei Public Enemy, campeggiava How to Kill a radio Consultant. Lì Chuck D chiedeva la testa del programnnatore di turno perché - come in tante altre radio - tralasciava l’hip hop privilegiando l’R&B più sciatto e da classifica. «Fammi sentire il rap, voglio gli X Clan», recitava un verso. Come si cambia: oggi il rap è ovunque. Tra i rocker che hanno scelto la radio c’è anche Alice Cooper che nel suo Nights with Alice Cooper,in onda su oltre 100 radio negli Usa, trasmette Ozzy Osbourne, Meat Loaf,punk, psichedelia. Lo si ascolta su http://nightswithalicecooper.com/Listen-To-Alice-Now-/3699069. Ma è soprattutto Bbc 6 - il canale on-line musicale della Bbc - che negli anni ha accolto il maggior numero di musicisti-conduttori: Tom Robinson, Jarvis Cocker (Pulp), Don Letts, Guy Garvey (Elbow), Huey Morgan (Fun Lovin'Criminals) hanno tutti un loro show musicale. È in questi spazi che si rappresenta al meglio un artista, che si evidenziano influenze e riverenze ar-tistiche. Impossibile resistere alle laconiche presentazioni di Cocker o alle intuizioni/scoperte sonore di Robinson. Così come risulta irresistibile la ginnastica verbale di Henry Rollins quando da Kcrw, la radio pubblica di Los Angeles, infila un pezzo punk dopo l’altro o improvvisamente si arresta e riparte con quella lingua affilatissima (http://www.kcrw.com/music/programs/hr). E se anni fa nel pezzo Turn off the Radio Ice Cube lamentava - anticipando di un anno How to Kill a Radio Consultant - che in giro ci fosse poca musica nera a cui relazionarsi («Te ne freghi dell’amore/Vuoi sentire un giovane nigga al microfono che impazzisce»), lo stesso facevano quattro anni prima gli Smiths. In Panic (’86) si dice: «La musica che viene trasmessa di continuo non racconta nulla della mia vita».Il riferimento era al giorno in cui subito dopo aver dato conto del disastro di Chernobyl, un conduttore era passato a un pezzo fin troppo esuberante dei Wham!. Da qui l’ira di Morrissey e Johnny Marr. Che i grandi network puntino da sempre a una marmellata di idee e suoni, è un dato di fatto; la rete o i programmi specializzati in tal senso vengono in aiuto. Ma non sempre: secondo Springsteen, il satellite sarebbe solo un’ulteriore arma di omogenizzazione. Più persone, cioè, ascoltano le stesse cose. È questo il succo di Radio Nowhere, il suo singolo dall’album Magic (2007). Può essere, ma qualche speranza c’è. Almeno finché il country rocker comunista Steve Earle continuerà a proporre il suo Hardcore Troubadour Radio (http://www.siriusxm.com/outlawcountry), oppure Lou Reed si divertirà a intrecciare jazz e electro rock in New York Shuffle (http://www.siriusxm.com/theloft). Proprio come si faceva, «quando i dj suonavano quello che gli pareva» (Reed).


11/05/15

Rom e Sinti: Il “Patto dell’Invisibilità”

«Noi quest’anno abbiamo chiuso con quaranta milioni di fatturato ma tutti i soldi, gli utili li abbiamo fatti sui zingari, sull’emergenza alloggiativa e sugli immigrati, tutti gli altri settori finiscono a zero. Il traffico di droga rende meno»
(Salvatore Buzzi, presidente del Consorzio di Cooperative Eriches, 2 dicembre 2014, Il Fatto Quotidiano) 
Ma dov'è, dove è finita la solidarietà sociale, umana, civile e culturale? E i principi della Convenzione Internazionale di New York sui diritti dell’infanzia, qualcuno ne ha sentito parlare? Ne è a conoscenza? Questo blog  è schierato, a favore dei diritti civili e contro le discriminazioni razziali, politiche, religiose. E sulle speculazioni ai fini elettorali che alcuni soggetti perpetuano oggi nel nostro paese. Oltre che nel quotidiano, non possiamo fare altro che tentare di dare informazioni, più verosimili e obbiettive possibili, e dare una mano ai nostri lettori, cercando di informarli tenendoci distanti dalla stampa del sistema, omologata e opportunista. Oggi, il livello di odio e ostilità nei confronti dei Rom è altissimo. Quattro quinti della popolazione Rom e Sinti nel nostro paese vive in abitazioni.. "normali", come tutti i cittadini di questa repubblica. Un quinto solo di essa vive ai margini, in condizioni preccarie e della povertà  e al limite del degrado. In questo quinto è alta la percentuale di illegalità. Questo per dire che non c'è nessuna emergenza, nessun allarme di ordine pubblico relativi a questa minoranza: chi va in televisione ad urlare di questo è solo per ignoranza, speculazione, pregiudizio, razzismo, odio. E siamo solidali con chi accoglie questi benpensanti oscurantisti nei propri quartieri oltre che con i fischi e il disprezzo, con frutta e ortaggi di stagione.
Otto milioni di euro, una cifra superiore del 30% rispetto allo scorso anno. È quanto ha speso il Comune di Roma nel 2014 per segregare e violare i diritti umani di 242 famiglie rom nei cosiddetti “centri di raccolta rom”, per una spesa annua a famiglia di circa 33 mila euro.

A un anno dalla pubblicazione del rapporto Campi Nomadi s.p.a., che aveva denunciato l’esistenza a Roma di un “sistema campi nomadi” del valore di oltre 24 milioni di euro, l’Associazione 21 luglio ha presentato in Campidoglio il report Centri di Raccolta s.p.a. che completa il quadro dimostrando la presenza di un “sistema dell’accoglienza per soli rom”, parallelo rispetto all’assistenza alloggiativa prevista per i non rom, che continua a muovere denaro dal pubblico al privato senza che nulla cambi per il benessere della città e dei suoi cittadini, rom e non.


Minor Threat e tutto il meglio dell' hardcore punk da ascoltare e scaricare. Gratis

Sembriamo schiavi del tempo, a rincorrerlo, inseguirlo, sempre a corto di fiato…
La musica è il miglior mezzo per sopportare il tempo. Dice Wystan Hugh Auden, ed infatti ora basta, adesso.
Il tempo si ferma di dissolve, tutto sta accadendo in questo momento… suoni e storie degli ultimi anni a flusso continuo ed in continuo spostamento.
Suoni e storie..

Nel 1981..Regan succede a Jimmy Carter e inaugura l'era reganiana.
Bob Marley si spegne l’11 maggio a Miami
Vengono pubblicati tra gli altri:

Planet Earth – Duran Duran
Damaged - Black Flag
Discipline - King Crimson
Dare – The Human Legue
In the Name of the Father – Bono Vox & Gavin Friday
The Adventures of Grandmaster Flash on the Wheels of Steel - Grandmaster Flash & The Furious Five
My Life In The Bush Of Ghosts - Brian Eno, David Byrne
Alles Ist Gut - D.A.F.

Nightclubbing - Grace Jones
Fire Of Love - The Gun Club
Fleshtones - Roman Gods
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1980/1983, questa è stato il tempo dei Minor Threat, una delle più influenti band americane dell'hardcore punk. Hanno pubblicato un full-length e tre EP.
Quintessenza del genere, hanno forgiato un suono che è divenuto il suono HC per antonomasia. Minor Threat e DOA facevano parte di una piccola onda di nuovi ragazzi e band di Washington, molti delle quali rifiutavano il clichè del sex drugs and r'n'r: droga e alcol venivano menzionate da alcune di queste band nei loro testi, e "Straight Edge" dei Minor Threat fu una delle prime che ha coniato la frase che ancora oggi è in uso per descrivere una vita free da droga e alcol. In seguito, Ian MacKaye dichiarò che assolutamente il brano non era un manifesto di regole "straight edge" da rispettare, bensì si riferiva solo ad un periodo della band e dei suoi amici.

Durante tutto un decennio, (1980s) che incorporava la presidenza Reagan e l'emergere di Washington DC come capitale dell'omicidio nella nazione, il punk underground divenne un focolaio incendiario di attivismo giovanile. Il 1980 vide la nascita della Dischord Records, sotto la guida di Ian MacKaye e Jeff Nelson proprio dei Minor Threat, e di band come Beefeater, Fire Party, Soulside, Rites of Spring e Fugazi. La scena hardcore maturava intorno a gruppi di azione di comunità come la Positive Force, che sosteneva che il punk rock doveva agire in modo diretto contro l'ingiustizia sociale. La scena precoce non era esente da critiche, ed fu a volte derisa dai critici musicali come Robert Christgau che, secondo il fondatore di Positive Force, Mark Anderson, nella sua storia seminale del DC punk, Dance of Days, additò i gruppi di giovani punks aggressivi emergenti in modo dispregiativo come "muscleheads". Come risposta e contrappunto, secondo Anderson, il movimento rispose con Flex Your Head, una raccolta, forse la più completa di punk band di DC pubblicata dalla Dischord Records nel 1982 eristampata nel 1993

Fieramente indipendenti, estremamente originali, Minor Threat hanno contribuito a creare lo stereotipo della band hardcore. A differenza di molte delle band, una volta identificati come una "leggenda", e dopo varie vicissitudini, MacKaye sciolse la band. Non volendo la lode costante voleva esserer solo uno dei tanti della scena. Dopo la loro scomparsa tutte le canzoni di Minor Threat sono stati raccolti su un Complete Discography in modo che i nuovi fan potessero facilmente acquisire familiarità con la musica del gruppo.
I suoi componenti hanno continuato a fare musica in band di culto come Big Black, Fugazi, Bad Religion, Tool.

Album
1983 - Out of Step

EP
1981 - Minor Threat
1981 - In My Eyes
1985 - Salad Days
In Download:
1990 - Complete Discography (best)




Complete Discography
A tanti piace affermare che sono stati i primi a sentir parlare di una band attualmente popolare. A tanti piace affermare che erano parte di una scena ormai popolare quando invece ne erano solo nelle ai margini. A tanti piace vantarsi di quanto fosero "cool" . Ian MacKaye ha con una sola mano inventato una cultura, contribuito a sviluppare notevolmente il suono di un genere musicale, contribuito a sviluppare uno delle più rispettabili etichette discografiche, e, infine, in ogni banda in cui ha militato è stata considerata come originale ed essenziale
Canzoni dei Minor Threat come "Straight Edge" e "Look Back and Laugh" sono diventati dei classici della scena punk, e rivisitare ogni singola traccia di questo album è inutile , perché mentre possono sembrare tutte simili , i suoi 40 minuti hanno cambiato la vita a moltissime persone: Minor Threat, come molte grandi band , è una esperienza non solo musicale.

The Complete Discography è l'album più riconoscibile del genere hardcore. I membri dei Minor Threat sentivano ogni riff di chitarra, ogni stacco di batteria, ogni verso urlato, come fosse parte di loro e questo è ciò che rende questo album un classico. Forse la band è stata solo fortunata, trovandosi nel posto giusto al momento giusto. Ma, come ha dimostrato con i Fugazi, MacKaye, ha uno stile e talento musicale unico.. di quelli che cambiano la vita.


Quì la loro performance al CBGB: la qualità è quella che è, ma è ancora un documento affascinante, tribale, devastante e comunque suona meglio di quanto sembra. Questo è quello che succedeva ai live dei Minor Threat e in genere ai concerti hardcore punk. Un anno dopo, i Minor Threat non sarebbero più stati.

"Non ho eroi, non ricordo i Beatles, non mi piacciono gli Stones, basta solo avere giorni felici.."

IMPERDIBILI
Steven Blush, autore di American Hardcore: Una storia tribale, ha caricato 911 brani sul web, i gruppi preferiti ma in patrica il meglio del punk hardcore: si può ascoltare e scaricare tutto gratuitamente, finchè dura. Potete ritrovare Flipper, Minor Threat, Bad Brains, Minutemen, Husker Du, Dicks, Butthole Surfers, Cro-Mags e molto altro

24 Hours of Hardcore compiled by Steven Blush




08/05/15

Le canzoni che ci piacciono si piantano nel cervello

New Yorker
Perché i motivetti fastidiosi si piantano nel cervello?

La canzone che non se ne va
Capita quasi a tutti di non riuscire a togliersi una canzone dalla testa: sono gli earworms, le melodie che s’insinuano nella coscienza e suonano a ripetizione. In uno studio recente su centinaia di persone, l’équipe di Ira Hyman Jr. della Western Washington university ha cercato di capire cos’è che rende una canzone invadente. Volontari ignari sono stati esposti a canzoni pop mentre eseguivano dei compiti.
Una ricerca precedente dimostrava che si riesce a ricordare il primo verso di una canzone che ci piace, ma ci si inceppa dopo il ritornello. A quel punto la canzone è incompleta – un conflitto senza soluzione – e questo è uno dei modi in cui si trasforma in un pensiero invadente, spiega Hyman. In genere le canzoni interferiscono durante compiti troppo difficili, distraendo la mente, o troppo facili, predisponendola a pensieri ripetitivi. Mah..

Il trucco per sbarazzarsi di un motivetto irritante, sostiene sempre Hyman, è trovare occupazioni interessanti che richiedano le componenti uditiva e verbale della memoria di lavoro, come leggere un buon libro o guardare un bel programma in tv.
Sono più spesso le canzoni che ci piacciono, e non quelle fastidiose, a diventare pensieri invadenti. Quindi , niente trucchi, il rimedio migliore è quello di ascoltarli spesso..
 
 

Combination of Two (Photography)

La combinazione di due crea una terza esperienza, che è estremamente gratificante...







TELETRASPORTO: 1967 - ROCKING TUNE





FAMILY STORY

M & F



R'N'R STORY

Feeling It



MOD STORY

P. Weller P. / Townshend



HARD ROCK STORY




PUNK STORY

S. Vicious / V. Westwood



REGGAE STORY

Aswad



RAP STORY

Flavor Flav & Chuck D: Public Enemy



SKA STORY 

Terry Hall / Jerry Dammers



MEETING LEGEND

Jello Biafra / F. Zappa



MY GENERATION

R. Daltrey / P. Townshed / K. Moon



THE END STORY

Me &..



07/05/15

I dischi della vergogna: Cheap Trick live at Budokan

Iniziamo oggi una nuova rubrica, anche se per la verità è l'unica rubrica esistente su questo blog. I Dischi della Vergogna, quei dischi che abbiamo acquistato e dei quali appunto ci vergognamo, che abbiamo comprato di nascosto, ascoltato di nascosto e relegato nei meandri più bui delle nostre collezioni, tra quelli del fratello ( o sorella) maggiore, o che alla fine stremati, abbiamo regalato ad un nuovo amico, così, per sugellare la nuova amicizia in musica. Andremo anche indietro di parecchio nel tempo, quando non c'era la tecnologia: i dischi si scoprivano per altre strade, col passa parola principalmente. Sfido chiunque chi non aveva in gruppo il super esperto, quello che sapeva tutto, che leggeva e si informava, e magari aveva il fratello maggiore che era appena tornato da Londra o da Berlino con le ultime novità. A volte si attraversava tutta la città per raggiungere un amico che aveva la fortuna di possedere un album agognato, e di corsa, per arrivare ad uno orario accettabile e avere il tempo di registrarlo su cassetta! C'erano poi i grandi negozi in città con il commesso di fiducia e quelli della grande distribuzione per posta, come la Nannucci, a cui personalmente ho dato buona parte del mio patrimonio di adolescente. La stampa, e le radio, quelle libere ma anche RadioRai: Stereo Notte è stato davvero un programma cult dove ho scoperto una gran quantità di musica. E che musica! Però così si correvano molti rischi di prendere le cosidette.. sole: ti fidavi dell'amico, della recensione sulla rivista specializzata, ascoltavi il singolo per radio: compravi il 33 giri e ti mordevi le mani per i soldi spesi e perchè avevi scelto dalla lista dei probabili acquisti quello sbagliato. Oggi iniziamo con i Cheap Trick e il loro live, At Budokan.


06/05/15

Blindfold Boxing! Roma, 1949

Non sbirciate! Benvenuti nel meraviglioso mondo della BLINDFOLD boxe, a Roma nel 1950, più spettacolare dell'incontro del secolo, Pacquiao vs. Mayweather!!

Antenati di Daredevil? Il normale andamento della nostra giornata in ufficio? Hanno come sottofondo la musica dei Black Flack o dei Circle Jerks? Stanno imitando quello che facevamo da piccoli con nostro fratello? L'anticipazione del nostro governo attuale? Come in un pub alle due del mattino? Un nuovo metodo per evitare un occhio nero? Di sicuro, più spettacolare dell'incontro del secolo, Pacquiao vs. Mayweather!!






05/05/15

The Thin White Sketchbook: Bowie in 96 disegni

C'è un Bowie per ogni stagione. Bowie a Natale, uno ad Halloween, un Bowie, anche a Pasqua. Molto più di questo, ci può essere un David Bowie.. per noi tutti, i fan di Bowie. E soprattutto per quella moltitudine di artisti influenzati dalla sua carriera camaleontica. Una quantità enorme di artisti, in questo caso dei "migliori disegnatori di fumetti del mondo" ci danno 96 immagini di Bowie principalmente tradotte in ciò che Bowie si definisce , una rock star mutaforma / attore / alieno.

Una galleria sul web di ritratti raccolta da Sean T. Collins, "fumettista, scrittore e critico, e naturalmente, grande fan di Bowie." Il titolo è The Thin White Sketchbook, che allude a uno solo della miriade di personaggi rappresentati nella collezione di 96 disegni. Che comprende lavori di Michel Gondry, Kate Beaton, creatrice del sito web comic Hark, una leggenda del fumetto metropolitano come Charles Burns, dei fratelli Jaime e Gilbert Hernandez, e moltissimi altri. La tavola che introduce il post (sopra) è di Tunde Adebimpe, vocalist dei TV on the Radio, la band che collaborato e coverizzato brani dello stesso Bowie.


P. Pope


Conor Stechschulte


M. Gondry


Ted May


C. Burns


Adrian Tomine


Brian L. O'Malley


J. Porcellino


B. Chippendale






La notte scorre, nera e silenziosa: Morfina - M. Bulgakov

"Sono davvero tanto a pezzi?" 
Michail Bulgakov. Impressioni, allucinazioni, paure, umiliazioni di un giovane medico morfinomane, fresco di laurea e responsabile del reparto malattie infettive e veneree dell'ospedale di una piccola cittadina. Inizialmente destinato a riviste mediche è scritto in forma di diario: la realtà della sua condizione di dipendenza è descritta nei suoi aspetti più stralunati, patetici, disgustosi, a volte brutali, ma anche con una raffinata ironia e sarcasmo, nonostante un’identica esperienza, conclusa positivamente diversamente dal racconto, che interessò lo stesso Bulgakov. Il libro è affascinante perchè investe un dilemma che può riguardare: l’ambiguità che spesso ci attanaglia, tra il desiderio di aiutare gli altri, impegnarsi per migliorae le cose, per cambiarle e la voglia di fuggire, il desiderio di solitudine di fronte alle responsabilità, il senso di ineguatezza e sfiducia nel prossimo..

"Caro collega!
Scusatemi se vi scrivo su questo foglietto. Non ho carta sottomano. Mi sono ammalato gravemente e d'un brutto male. Non c’è nessuno che mi aiuti ed io stesso non voglio cercare aiuto da nessuno all'infuori di voi...
In nome della nostra amicizia negli anni dell'università, vi prego di venire al più presto. Almeno per un giorno, almeno per un’ora. E se mi direte che non ho speranza, vi crederò. Ma forse posso ancora salvarmi. Forse brilla ancora una speranza in me. Non riferite a nessuno, ve ne prego..

Dott. Poljakov"
Disteso nel mio letto, pensavo: 'Che cosa avrà? Un attacco di tifo, di polmonite?’ No, niente di questo genere. Altrimenti avrebbe scritto semplicemente: “Ho la polmonite".
E invece la lettera è confusa e anche un pochino falsa..
<Mi sono ammalato gravemente..e d'un brutto male.>
Ma di cosa? Sifilide? Sì, dev'essere senz'altro sifilide. E' in preda al terrore..si nasconde..ha paura...
Toc toc..Bum, bum..bum...Bussavano alla porta, il viso dell'infermiera mi fissava nell'oscurità, e vidi che era pallido, con gli occhi diladati, sconvolti.
Cosa c’è? Chi hanno portato?
“Il dottore si è sparato.”
Po-lja-kov? Non è possibile! Poljakov?!..
(...) Poljakov all'improvviso mosse la bocca, di sbieco..
“Il quaderno è per voi”.. continuò Poljakov con voce roca e ancora più flebile. Poi aprì gli occhi e li alzo verso il triste soffitto della sala che svaniva nel buio. Le sue pupille scure furono come illuminate da una luce dall'interno e il bianco degli occhi si fece trasparente, azzurrognolo. Gli occhi rimasero fissi in alto, poi si annebbiarono e persero quella fugace bellezza.
Il dottor Poljakov era morto.

Sul tavolo, davanti ai miei occhi arrossati dalla lettura, ci sono una busta aperta e un foglietto. C’è scritto:
“Caro compagno!
Non vi aspetterò. Non penso più di curarmi. Non ho speranze. E non voglio nemmeno più soffrire. Ho tentato abbastanza. Metto in guardia gli altri: siate cauti con i bianchi cristalli solubili in venticinque parti di acqua. Io mi sono affidato troppo a loro e loro mi hanno distrutto. Vi regalo il mio diario. Mi siete sempre sembrato un uomo desideroso di sapere e appassionato ai documenti umani. Se v’interessa, leggete la storia della mia malattia. Addio
Vostro S. Poljakov”

(...) “Non posso non innalzare una lode a chi ha estratto per primo la morfina dai fiori di papavero. Un autentico benefattore dell'umanità. I dolori sono cessati sette minuti dopo l'iniezione. Interessante: i dolori arrivano a grandi ondate, senza nessuna pausa, tanto che mi mancava il respiro e mi pareva che mi avessero ficcato un gancio infuocato nella pancia e me lo rigirassero dentro..Dopo l'iniezione, per la prima volta dagli ultimi mesi, ho dormito bene, profondamente, senza più pensare a colei che mi ha ingannato”..

(...) “Il primo minuto: una sensazione come di sfioramento al collo. Questa sensazione si fa più calda e si estende. Al secondo minuto un’onda fredda investe improvvisamente l'addome, e subito dopo comincia una straordinaria chiarezza di pensiero e un impeto di attività. Assolutamente tutte le sensazioni sgradevoli scompaiono. E' il punto più alto di manifestazione della forza spirituale dell'uomo. E se non fossi corrotto dalla mia formazione di medico, direi che normalmente un uomo è in condizione di lavorare solo dopo un’iniezione di morfina. E in effetti: quanto poco vale un uomo se la minima nevralgia può distruggerlo completamente!”

(...) <Stato di agitazione, di angoscia e inquietudine, irritabilità, labilità della memoria, talvolta allucinazioni e un certo grado di oscuramento della coscienza..>
Ho davanti agli occhi questo libro che descrive gli effetti dell'astinenza da morfina. Dio mio, che parole sbiadite, formali, insignificanti! Stato di angoscia!..
Non ‘uno stato di angoscia’, ma una morte lenta colpisce il morfinomane se lo private della morfina anche soltanto per un’ora o due. L'aria è irrespirabile, non si riesce più a inghiottirla..e in tutto il corpo non c’è una sola cellula che non si strugga dal desiderio..In unaparola,l'uomo non esiste più. E' spento. A muoversi, a soffrire, a desiderare, è un cadavere. Che non vuole niente, non pensa a niente, all'infuori della morfina. La morte per sete è una morte beata, celestiale, al confronto dell'astinenza da morfina. E' cosi che gemono e si divincolano gli eretici sul rogo, quando le prime lingue di fuoco lambiscono loro le gambe..

(...) Stupidaggini. Questi appunti sono pieni di stupidaggini. Non è cosi tremendo. Prima o poi smetterò!.. Ma adesso voglio dormire, dormire..
(...) Il morfinomane possiede un’unica gioia che nessuno gli può sottrarre: la possibilità di trascorrere la vita in assoluta solitudine. E la solitudine significa pensieri importanti, pieni di significato, significa contemplazione, pace, saggezza..
Odio la gente quando sono in astinenza. Mi fa paura. Quando mi prende l'euforia amo tutti, ma preferisco comunque la solitudine.. Non sono andato. Non posso separarmi dal mio idolo di cristallo solubile. Morirei durante la terapia. E mi passa sempre più spesso per la testa che non mi serve nessuna cura”.
La notte scorre, nera e silenziosa. Ho vomito. Brutto segno (...)

04/05/15

Duro, essenziale modernismo: Magazine

Il suo vero nome è Howard Trafford e veniva da Leeds, ma grazie alla sua abilità con le parole e alle sue risposte si era costruito quest’adorazione intorno. Era Howard Devoto<<Il più importante personaggio vivente>>: aveva fondato i Buzzcocks con Pete Shelley, pubblicato un solo Ep, il leggendario Spiral Scratch nel 1977 abbandonando poi il gruppo per fondare i Magazine. Universitario, intellettuale, trovava ormai il punk.. esteticamente brutto. In quel periodo i musicisti se ne andavano in giro con i libri che gli spuntavano dalle tasche, nei testi post punk emergevano i grandi dilemmi e le contradizioni della natura umana, conflitti e ambiguità, tradimenti e claustrofobia, raccontati con grande epica ma senza affermazioni.. roboanti. In questo Devoto si trovava sempre in sintonia col narcisismo ferito degli adolescenti, come solo, forse, Ian Curtis dei Joy Division aveva fatto.

E c’e stato un momento in cui Devoto era davvero sul punto di sfondare, fino allo spettacoloso fiasco della sua performance di Shot By Both Sides  a Top of the Pops.

Si scavò la fossa quel giorno. Aveva una canzone grandiosa, con il riff rock’n’roll definitivo, ed eccolo a TOTP - a quei tempi era cosi raro per un gruppo come i Magazine andare in tv - e lui si convinse di essere cosi avanti agli altri che sarehbe rimasto del tutto immobile. Si era anche fatto mettere del trucco. Aveva obbligato questa normalissima truccatrice della BBC a mettergli un cerone bianco in faccia, ma invece dello scatenato Iggy Pop cui voleva rassomigliare era finito per sembrare piu una specie di Marcel Marceau. Credo che in seguito abba dichiarato di aver fatto la figura di un poveraccio incazzato del Nord. E la settimana dopo il disco usci dalla classifica, e da allora in poi tutte le porte si chiusero. Strozzati nella culla.

Più o meno, cosi ricorda un pò ironicamente la breve epopea dei Magazine Paul Morley, giornalista e fondatore della ZTT Records.

I Magazine  che vediamo qui in concerto al Rockpalast di Berlino nel 1980 includono il grande Barry Adamson al basso, (uno dei pochi musicisti neri del post punk..), Dave Formula alle tastiere, il batterista John Doyle e, naturalmente, il frontman Howard Devoto, mentre il chitarrista originale John McGeoch, le cui linee di chitarra estremamente originali erano state parte importante nel sound della band e che andavano ora a rafforzare i Siouxsie and the Banshees., venne sostituito per tutto il tour da Robin Simon degli Ultravox.
Se amate i Magazine come me, allora questo lungo concerto vi farà felici. Guardare il grande Howard Devoto catturato nella sua perfezione giovanile cantare le sue scure e fredde canzoni intrise di alienazione, sarà invece una rivelazione per chi non conosce questo gruppo straordinario. Direttamente dagli '80. 
 



Feed The Enemy
Give Me Everything
Stuck
I'm A Party
A Song Under The Floorboards
The Great Beautician In The Sky
Permafrost
The Light Pours Out Of Me
Model Worker
Parade
Thank You (Falettinme Be Mice Elf Agin)
Because You're Frightened
I Love You You Big Dummy


Cosa ci faccio su questo pianeta? What we do in the shadows

"Dark è facile,  Divertire è difficile" 

E' davvero incomparabile la sodisfazione che si prova a scoprire un film per conto proprio, senza il polverone sollevato da campagne di marketing per portare noi poveri spettatori nelle sale. Ed è vero la massima con cui apriamo questo post: solo che in questo caso e fortunatamente, questo 'mockumentary' riesce ad essere e a fare entrambe le cose: infatti, è un film darkeggiante e anche la migliore commedia dell'anno. Abbiamo già detto che il soggetto sono.. i vampiri? Nessun significato profondo o rilevanza sociale, ma solo un benvenuto diversivo, da questi tempi travagliati, un divertimento superbamente frivolo.

What we do in the shadows, è un affascinante curiosità dalla Nuova Zelanda, una pellicola "rock", come un buffo riff di chitarra, su di un gruppo di mitiche sanguisughe, una scalcinata congrega di vampiri che condive una casa a Wellington, litigando su chi deve spazzare per terra e sul fatto che i piatti, sporchi non di cibo ma di sangue, devono essere lavati più di una volta ogni cinque anni.

Guardare questo film è un esperienza imbarazzante: mi sono ritrovato a ridacchiare da solo per tutta la durata, scegliendo subito quale tra i simpatici vampironi era a me più congeniale. Viago, che fa da guida sia a noi spettatori e sia a una troupe cinematografica a cui, nello schema del mockumentary, è stato concesso l'accesso speciale per filmare una società segreta di vampiri sempre a Wellington e la sua festa, The Unholy Masquerade. Viago è un padrone di casa affabile, dandy tollerante (anche troppo!), e romantico. Ma è anche un sorvegliante che insiste sulla pulizia e sull'ordine. Vladislav ha 862 anni e, secondo Viago, è un bravo ragazzo, solo "un pò pervertito", donnaiolo frustrato il cui viso, l'acconciatura dei capelli e il cappotto di pelliccia lo fanno apparire come un rocker. Deacon è troppo freddo per questo mondo o per qualsiasi altro e, a 183 anni, è il ragazzo del gruppo, insensibile e cattivo. Poi c'è l'implacabilmente ostile Petyr, lontano cugino di Max Schreck in "Nosferatu", che alla veneranda età di 8.000 anni, non ama la socialità, e non può essere disturbato per ripulire i resti umani che infestano il suo angolo nella casa, esente com'è dalle faccende domestiche.


Potrei andare avanti, perchè è uno spasso anche solo raccontarlo, come l' applicazione sugli smartphone per vampiri, che avverte dei crocifissi che si trovano nelle vicinanze. Ma mi fermo. Ci sono tanti motivi per vedere What we do in the shadows, uno dei quali è sicuramente il suo valore come antidoto alla noia e al conformismo dei film e delle serie stile "Twilight". What we do in the shadows, ha virtù medicali che molti film con grandi budget e di grandi dimensioni non hanno: energia instancabile, inventiva divertente, senso del ridicolo sostenuto. Gag a raffica e sapientemente dosate, è un irrefrenabile affascinante B-movie concettualmente intelligente e mirabilmente girato. Abbellito con una recitazione comica nuova e originale e esaltante fin dalla prima scena. Un omaggio contorto (di Deacon) alle fragilità dell'essere umano, e a differenza degli altri vampi film, un atto di accusa, di come non sia  facile essere un vampiro (e un diverso) nel mondo moderno.
Presentato a gennaio al Sundance Film Festival, co-scritto e co-diretto da Jemaine Clement e Taika Waititi, lo consiglio a tutti, ma soprattutto a tuti quelli che, almeno per una volta, si sono chiesti: chi-sono-io-e-cosa-ci-faccio-su-questo-pianeta....

What we do in the shadows





02/05/15

Prodotto da: Producer, Beatmaker, Trackmaster. Best

Avere una ferrea conoscenza musicale, canalizzare idee ed energie in un’intenzione creativa ben precisa, coordinare e pianificare le sessioni in studio, piazzare i microfoni per catturare al meglio i suoni, consigliare e scegliere a volte gli strumenti, la responsabilità degli arrangiamenti, ottimizzare il tempo ed il budget a disposizione. I produttori sono la parte integrante del processo di registrazione, spesso trascurata. Sono le figure che spesso fanno si che le idee si animano. Qui la lista dei "nostri" migliori produttori. Scelti in base alla musica che appunto hanno prodotto e che più ci piace: non deve meravigliare quindi se non troverete gente come Quincy Jones, Brian Wilson, Trent Reznor, considerati dei grandi. Senz'offesa..


Sam Phillips
Rock'n'roll sarebbe arrivato comunque, anche senza Sam Phillips, ma non sarebbe probabilmente stato lo stesso. Partendo dalla galassia blues, ha fondato la Sun Records e ha messo le mani nelle carriere iniziali di Carl Perkins, Jerry Lee Lewis e Johnny Cash. In realtà, era Howlin 'Wolf il suo preferito, e che Phillips considerava la sua più grande scoperta. Il secondo? Elvis Presley, a cui notoriamente scoraggiò la pubblicazione di una ballata,  cambiando così il corso della storia.

Produced: Elvis Presley, Howlin' Wolf, Johnny Cash


George Martin
Che cos'è che rende veramente grande un produttore, al di là della capacità di mettere su nastro e con successo le idee di una band? Se è quello di innovare sempre con nuove idee, (come gli accordi di 'Yesterday'), o creare gli arrangiamenti e fornire la strumentazione,  o tradurre le idee vaghe di un artista e la speranza di canticchiare una melodia tangibile su uno strumento adeguato (come ha fatto con 'Penny Lane' e il suo piccolo solodi tromba), o esplorare nuove tecniche di studio, nuove attrezzature, le firme e le dinamiche del tempo  e creare nuovi suoni magistrali,  o semplicemente per essere dietro a non meno di 30 Number Ones solo nel  Regno Unito, se un buon produttore è tutto questo, allora è difficile trovare argomenti contro Sir George Henry Martin , il quinto Beatle, e forse il più grande produttore di tutti i tempi.

Produced: The Beatles, Cilla Black, The Mahavishnu Orchestra, James Bond Live And Let Die soundtrack, Jeff Beck, Gerry and the Pacemaker, Wings, Ultravox (!), America


Phil Spector
Scrivere, cantare, e produrre hits da classifica prima del suo 20° compleanno, Phil Spector ha dato via tutto questo in brutto modo, e questo è esattamente come Phil Spector si annunciò al mondo con i The Teddy Bears  e la canzone ''
‘To Know Him Is To Love Him’."  Il suo curriculum va da The Ronettes ai The Beatles di '' Let It Be ", fino a Tina Turner di ' River Deep Mountain High ', ma la sua vera eredità è ovviamente il suo Wall of Sound, (muro di suono)", tecnica pioneristica che aveva come concetto " un approccio wagneriano al rock 'n' roll ",  approccio sonoro devastante che ha poi influenzato tutto il resto, da Springsteen agli ultimi shoegazers. E 'proprio questo tipo di approccio creativo che eleva un produttore dal manovratore di manopole ad un membro chiave di un gruppo, anche se questo gruppo si chiamava.. Beatles.Non ci soffermiamo quì sull'eccentricità e il comportamento reclusivo e ossessivo di Spector, culminato nella condanna a 19 anni di carcere per omicidio di secondo grado, perchè come Martin, merita un 'post' di assoluto rispetto su questo blog.

Produced: The Ronettes, The Crystals, John Lennon, The Righteous Brothers, The Beatles, Ramones


Todd Rundgren
Quattro parole: 'Bat Out Of Hell'. C'è un motivo per cui il primo album di Meat Loaf è stato in classifica per quasi 500 settimane e risiede nell'opera di Rundgren.  Il suo modo di produrre è stato impiegato da tutta una serie di artisti negli anni '70,  facendo di lui il go-to-guy del decennio. Sorprendentemente, ha anche avuto il tempo per una carriera solista di successo ed è stato un pioniere dei video musicali e sullo sviluppo della musica  su Internet ... Anche a Tod sarà a breve dedicato un 'post' a parte.

Produced: Meat Loaf, New York Dolls, XTC, Patti Smith, Cheap Trick, Grand Funk Railroad


T Bone Burnett
Multi vincitore di Grammy Award, Burnett ha lavorato dietro le quinte per svariati tipi di musicisti, da Elvis Costello agli Spinal Tap (e ha anche suonato la chitarra per Bob Dylan ). Ha alternato l'attività di di produttore a quella di musicista e cantautore, poi a partire dal 1992 ha deciso di dedicarsi totalmente alla produzione e alle colonne sonore, dove risiede la sua vera genialità: da Il grande Lebowski a Fratello dove sei dei Coen, a Walk The Line (su J. Cash) e Ritorno a Cold Mountain.

Produced: Elton John, Elvis Costello, Counting Crows, Robert Plant, K.D. Lang, Natalie Merchant..



Chris Thomas
Ci vuole davvero genio per lavorare su fronti come quello del prog e del punk, ma Chris Thomas aveva il tocco di Mida. Non solo ha mixxato 'Dark Side Of The Moon' (e prodotto diversi e importanti album dei Roxy Music tra cui 'For Your Pleasure', Country Life, Siren ed il live Viva!.), ma nel 1976, viene chiamato da Malcolm McLaren per produrre l'album d'esordio dei Sex Pistols.  La profonda differenza fra la musica che aveva prodotto sino ad allora e quella dei Sex Pistols gli attirò delle critiche, tanto che sulle note di copertina, il suo nome come produttore viene affiancato a quello di Bill Price. A tutto tondo, versatile davvero, come si evince dalla lista dei gruppi sotto.

Produced: The Sex Pistols, The Beatles, Pink Floyd, Roxy Music, Elton John, INXS.
Pete Townshend, Procol Harum, Pulp, The Pretenders

 Toni Visconti
Produttore discografico statunitense,  Tony si è anche saltuariamente esibito come musicista o cantante. Fin dai tardi anni sessanta ha lavorato con numerosi artisti di primo piano, quali i Moody Blues, i T. Rex, Mary Hopkin, i Thin Lizzy, Ralph McTell..  e, più di recente, Morrissey. La sua collaborazione più duratura e importante è quella con David Bowie (ha fatto parte dei primi The Spiders from Mars): Visconti ha prodotto, e di quando in quando si è esibito, in modo discontinuo, in molti degli album di Bowie, da Space Oddity del 1969 fino a The Next Day del 2013. Anche la produzione di Stage, raccontata in un post qui su Interzone ne fa uno dei dischi live più bello in assoluto.

Producer:  Sparks, i Gentle Giant, i Boomtown Rats, Hazel O'Connor, Adam Ant, The Stranglers, Richard Barone, i Manic Street Preachers, Kristeen Young


Nigel Godrich
Il sesto membro dei Radiohead è stata la forza chiave trainante dietro la continua evoluzione del sound della band a partire dalla metà degli anni novanta. Mentre John Leckie può rivendicare il merito per il loro primo lavoro, lui ha progettato 'The Bends' e co-prodotto una delle loro tracce più belle, 'Black Star' e da allora è un loro inseparabile amico e complice.
Produced: Radiohead, Beck, Travis, Paul McCartney, AIR, Natalie Imbruglia, The Sundays, U2, Gianna Nannini, Siouxsie and the Banshees, Warpaint e R.E.M



Lee Scratch Perry
Perry è stato un pioniere nel senso più pieno di questo termine. Uno dei primi 'adoptors' di Reggae, cominciò  a innovare proprio all'inizio della sua carriera. Produttore, discografico, musicista e cantante giamaicano, campionò un bambino che piange in ‘People Funny Boy’', continuando poi a spingere il mixer al limite delle sue potenzialità nel Black Ark Studio (che incendierà nel 79, rilasciando questa sconclusionata dichiarazione: "Volevano mangiarmi! Erano troppo neri e troppo terrificanti, anche se sono nero, dovevo distruggerli per salvare la mia mente!!)  dove Perry iniziò ad avvalersi del giovane tecnico King Tubby e del suo apporto, in termini di innovazione, alle sue produzioni, che iniziaronono a creare quelle sonorità e quelle alchimie che poi verranno da tutti nominate col nuovo nome di Dub: Rhythm Shower (Upsetter, 1973) e soprattutto Blackboard Jungle Dub (Upsetter, 1974), uno dei primi veri album dub ad essere pubblicati. Un maestro della produzione, un alchimista di atmosfere sparse e minimali.

Produced: Bob Marley & The Wailers, The Heptons, The Congos, Max Romeo


Butch Vig
'Nevermind' suno dei più grandi dischi del rock? Chi lo pensa deve senza dubbio ringraziare Butch Vig. Batterista nei Garbage aveva iniziato come produttore per piccole band locali prevalentemente punk rock,  per essere poi la forza trainante di molti dei migliori album grunge e non solo dei primi anni novanta, tra cui Gish e Siamese Dream degli The Smashing Pumpkins '' e Dirty dei Sonic Youth. Ma il riconoscimento non è stato per il grandioso album dei Nirvana, bensì per 21st Century Breakdown dei Green Day, con cui ha vinto un Grammy Award nella categoria Miglior Album Rock.

Producer: Nirvana, Garbage, Sonic Youth, Green Days, L7, Muse, Foo Fighters,


Brian Eno
Le produzioni di Brian Eno si riferiscono come quelle di un "architetto di giardini sonici" piuttosto che come semplice produttore, e certo questa affermazione non è pretenziosa. Il musicista in precedenza conosciuto come il tastierista dei Roxy Music ha lasciato la musica pop, e i territori periferici del suono, creando mirabilie, dal gingle dell'avvio di Windows per Microsoft all'epica degli U2, così come la retorica dei Coldplay.Considerato il creatore della musica ambientale, è stato precursore di altri generi come la new wave, world music e new age. Meriterebbe non un post, ma forse un intero blog.

Producer: Coldplay, Nico, David Lynch, Depeche Mode, Devo,ti Robert Fripp, Robert Wyatt, David Bowie, Talking Heads, Kevin Ayers, John Cale, Laurie Anderson, U2, Television, Ultravox, Primal Scream....


Rick Rubin
Uno dei maggiori punti di forza di Rick Rubin come produttore, a parte il suo know-how tecnico e la sua capacità con un mixer, è quella di lavorare con chiunque e convincere a dare sempre il meglio, a prescindere dal genere. I suoi sette Grammy vinti (e le numerose nomination) in tutti i tipi di musica, dal rap al metal, al country. Iniziò nel 1984, producendo un EP degli allora sconosciuti Beastie Boys, Rock Hard, caratterizzato dall'unione di rock ed hip hop: in breve tempo fu il fautore di questo genere che portò al successo, grazie agli stessi Beastie Boys e a Run DMC. Licensed to Ill  è l'album per eccellenza di questo genere musicale. Run DMC, Slayer, Metallica, e un numero impressionante di musicisti hanno un grave debito con il barbuto producer.

Producer: Black Sabbath, Red Hot Chili Peppers, Beastie Boys, Run DMC, Johnny Cash, AC / DC, Rage Against The Machine, Aerosmith


Nile Rodgers
'Il suo CV, a partire dagli anni '80, si può leggere come quello di chi è era in cima in quel decennio. Aver resuscitato la disco con gli Chic colpisce ('Le Freak', il sorprendentemente 'I Want Your Love' e 'Good Times')  proseguendo poi come produttore, chitarrista, compositore, arrangiatore per una serie francamente imbarazzante di ricchezze musicali. Diana Ross di '' Upside Down ',  David Bowie di ' China Girl 'e Madonna di' Like A Virgin 'sono solo tre delle più grandi; INXS, The B-52, Duran Duran, Grace Jones, Cyndi Lauper, Mick Jagger e innumerevoli altri hanno beneficiato dalle sue abili mani. Dopo aver combattuto il cancro sta ancora cantando a squarciagola dal vivo e ultimamente ha lavorato a un progetto con Daft Punk, che è stato come al solito un enorme successo. Una vera leggenda.

Produced: Chic, Madonna, David Bowie, Diana Ross, Sister Sledge


Daniel Lanois
Rolling Stone, una volta ha definito  Lanois il più importante produttore degli anni '80, mentre Brian Eno otteneva il credito maggiore, la sedia accanto a lui era occupata proprio da Lanois in numerose occasioni, anche durante la realizzazione di 'The Joshua Tree' degli U2. Ha lavorato con la sua magia a diversi album per Bono, così come per Bob Dylan, Peter Gabriel e Willie Nelson, inducendo un modello sonoro unico, grazie anche al suo talento eclettico: oltre ad essere un produttore discografico, Lanois è un cantante , suona diversi strumenti musicali tra cui la chitarra e la batteria.

Produced: U2, Bob Dylan, Peter Gabriel, Neil Young


Stephen Street
Un altro uno di quei ragazzi che hanno contribuito tanto nel lavoro dal vivo che dietro la scrivania, tanto che per molto è stato considerato quasi più un musicista che un produttore: ha suonato in varie band londinesi prima di passare dall'altra parte del banco mixer, nel 1982, prima come assistente e poi come ingegnere del suono, presso gli studi della Island Records, nelle registrazioni di artisti reggae come Black Uhuru, King Sunny Ade e Linton Kwesi Johnson. E' forse però più noto per il suo lavoro con The Smiths, per cui ha in realtà solo intensificato, da ingegnere del suono, il loro canto del cigno, 'Strangeways, Here We Come', colpendo poi con il suo passo creativo con successivi album per Morrissey, seguiti da Blur e poi The Cranberries

Produced: The Smiths, Morrissey, Blur, New Order, Longpigs


Steve Lillywhite
Steve Lillywhite fu quello che portò 'Hong Kong Garden' dei Siouxsie and the Banshees nella top 10 inglese nel 1978: rivoluziò il sound della band post-punk con un approccio più che innovativo, soprattutto nello stabilizzare il suono delle percussioni. Il suo nome è legato all'etichette Island, ha catturato l'eco da stadio per i primi album degli U2 e per il suo sound aggressivo gli saranno affidati i nuovi musicisti della nascente new wave: Simple Minds, Big Country, Toyah, Talking Heads.. Ha curato gli album di Morrissey della meta dei '90 mentre gli ultimi anni lo hanno visto portare le basi  del suo rock solido per il debutto dei Beady Eye ee sul quarto album dei Killers 'Battle Born'.

Produced: Morrissey, The La’s, Kirsty MacColl, U2


Danger Mouse
Produttore compulsivo, Danger Mouse (Brian Burton) ha velocemente cementato la sua reputazione  con 'The Grey Album', il buffo mash-up del 2004  che combina le performance vocali di Jay-Z in The Black Album con quelle strumentali dei Beatles in The White Album Le capacità sonore di Burton furono subito richieste, e il suo suono organico e polveroso attirò Damon Albarn, producendo sia i Gorillaz chei The Good, the Bad & the Queen (2007). Continua conThe Black Keys, Attack & Release e con Modern Guilty di Beck. Burton ha lavorato poi con gli U2 e Daft Punk (non insieme, per fortuna) alla ricerca di maggior gloria.Danger Mouse è stato inoltre considerato uno dei settantacinque personaggi più influenti del ventunesimo secolo dalla rivista maschile statunitense Esquire.

Produced: The Black Keys, Gorillaz, Beck


Jimmy Iovine
Magnate dell'industria musicale, e originario di Ischia, (Napoli) Jimmy Iovine ha iniziato come ingegnere del suono con  Bruce Springsteen e John Lennon prima di sfondare come produttore di Patti Smith su Easter, che contiene Because The Night dello stesso Boss. Eccelleva negli anni '80, nel mercato statunitense con  Tom Petty e Stevie Nicks, supervisionava i Dire Straits  e  produsse Under the Blood Red Sky degli U2  e 'Rattle and Hum'. Capo dell'etichetta hip-hop Interscope con Ted Field, ha messo il becco anche in alcune produzioni cinematografiche, come il film di Eminem 8 Mile. Non finirò mai di ringraziarlo per Once Upon a Time dei Simple Minds - 1985

Produced: U2, Simple Minds, Stevie Nicks


Tom Dowd
Tom Dowd era stato un ingegnere del suono alla Atlantic Records per 25 anni, lavorando alle manopole per artisti come John Coltrane, Charlie Mingus e Ornette Coleman, prima di salire fino ai dischi di Aretha Franklin e Wilson Pickett. Nel 1970 entrò nella sfera rock, plasmando il boogie blues degli  Allman Brothers e collaborando regolarmente con Eric Clapton - per poi metterli tutti insieme in Derek and the Dominos.

Produced Charlie Mingus, Ornette Coleman, The Allman Brothers, Eric Clapton, Rod Stewart


DJ Premiere
Christopher Edward Martin, il mio preferito con Guru (insieme nei Gang Starr) nell'ambito della black music moderna. Per la maggior parte degli anni '90 e oltre, era il più distinto dei Trackmaster, rappresentando autenticamente il suono di New York più  di chiunque altro. Dr Dre avrebbe potuto essere il più grande, ma la padronanza di DJ Premier con i campionamenti di jazz e funk, insieme con i loop feroci e pesantemente graffiati e la sua memoria enciclopedica per le rime hanno fatto si che viene effettivamente ritenuto il più influente DJ del genere, se non altro per l'aver collaborato con praticamente tutti i rapper più importanti e averne lanciati diversi di grande talento. 

Produced: Jay-Z, Kanye West, Limp Bizkit, The Notorious B.I.G., Rakim, Mos Def



Jimmy Miller
Produttore statunitense Jimmy Miller ha avuto un proficuo rapporto nella metà degli anni '60 con Steve Winwood e  guardando indietro, ha lavorato sui dischi dello Spencer Davis Group e  gl'altri progetti di Winwood, dai Traffic ai Blind Faith. Sua la produzione senza pari di 'Let It Bleed' , 'Sticky Fingers', 'Exile on Main Street' dei Rolling Stones e altro ancora. E 'stata questa intima conoscenza del Rock anni '70  che ha portato Miller a dare una mano ai Primal Scream  nel 1991 per Screamadelica '. 'Movin' On Up 'e' Damaged 'erano perfette riproduzioni dell' epoca d'oro di Miller.

Produced; Spencer Davis Group, Rolling Stones, Traffic, Primal Scream



Steve Albini
Hard rock senza compromessi, punk, grunge, il produttore Steve Albini è arrivato con il rumoroso sound  dei Big Black nei primi anni '80 e ha continuato a registrare negli gli ultimi 20 anni con gli Shellac. Ma la sua fama - è legata per il suo lavoro di produzione con i Pixies. e raggiunto lo status di leggenda con 'Surfer Rosa' e con  'In Utero 'dei Nirvana. Lavori importanti poi per PJ Harvey 'secco' e The Wedding Present 'Seamonsters' hanno riaffermato solo il suo infallibile tocco spinoso.
(Per dovere di cronaca, dobbiamo citare lo scabroso equivoco che lo vide profondamente criticato per la decisione di aver dedicato un 45 giri chiamato "Il Duce" a Benito Mussolini, prodotto ed eseguito con i Big Black: il disco raffigurava sulla copertina lo stesso Mussolini e sullo sfondo un Tricolore. Tuttavia il brano, per ammissione del suo stesso autore (che ha anzi ribadito con forza le proprie posizioni progressiste e antifasciste), non è altro che una provocatoria presa in giro del dittatore.

Produced: Pixies, Nirvana, PJ Harvey, Foo Fighters, Fugazi, Godspeed You! Black Emperor,Gogol Bordello, Jesus Lizard, Jon Spencer Blues Explosion, Mogwai, Motorpsycho, Sonic Youth, Slint, The Stooges...


Trevor Horn
Direttamente dai Buggles e per pochisimo nella storica band progressive degli Yes, di cui Horn diviene il cantante (sostituendo Jon Anderson) e Downes (l'altro Buggles) il tastierista (al posto di Rick Wakeman).  Trevor Horn è ricordato per lo più per la produzione di quel magnifico ( e unico) album dei Frankie Goes To Hollywood, ma è stato un grande produttore di una moltidudine di gruppi. Si è affermato con i suoi opulenti sforzi pop nel 1982 con l'album di debutto degli ABC 'The Lexicon Of Love'. Silurato dal movimento new romantics, Horn collaborò con Malcolm McLaren, producendo il  pionieristico e inaspettato successo hip-hop ' RockDuck'. Pop di classe con Grace Jones e Seal, lo ritroviamo a sorpresa come produttore di Belle and Sebastian nell'album  del 2003.Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico!!

Produced: ABC, Frankie Goes To Hollywood, Pet Shop Boys, Propaganda, Tina Turner, Lisa Stansfield, Tom Jones, Paul McCartney, Mike Oldfield, Simple Minds, Marc Almond, Genesis,