31/03/14

Roger Corman

Le voci che da tempo corrono su una biopic ispirata alla vita di Roger Corman firmata da Joe Dante si sono di recente fatte più insistenti, sui social degli appassionati rimbalzano le presunte notizie sul progetto di cui per ora si conosce il titolo (The Man with the Kaleidoscope Eyes) e il soggetto: la storia della produzione di The Trip, il film diretto da Corman nel 1967 su sceneggiatura di Jack Nicholson in cui Peter Fonda, assistito da Bruce Dern e Dennis Hopper si fa di acido sulle colline di Hollywood (due anni dopo Hopper e Fonda avrebbero scritto e diretto il loro, più celebre, <<acid trip>> nel cimitero di New Orleans per Easy Rider). Trip tradotto Serpente di Fuoco dal solito geniale titolatore italiano, era una specie di manuale d’uso per l’Lsd, di cui durante la produzione fecero famosamente uso interpreti e regista, e allo stesso tempo una rappresentazione kitsch dello sballo con allucinazioni grindhouse e sgargianti effetti ottici tipici dell’epoca. Un film sperimentale anche se pur sempre un exploitation-movie sulla controcultura, una vena quest’ultima minata regolarmente da Corman che dieci anni prima aveva ambientato il suo horror Bucket of Blood sullo sfondo della scena Beat e negli anni '50 `realizzato una sfilza di storie su ragazze teenager ribelli. Coi suoi montaggi psichedelici sulla musica degli Electric Flag di Mike Bloomield e Buddy Miles, Trip era tipico di Corman anche per il cast di giovani promesse lanciato e verso carriere divenute altrettanto mitiche. ll decano della <<serie B>> avrebbe negli anni fatto lo stesso per molti altri, soprattutto giovani registi, autori del calibro di Monte Hellman, Francis Ford Coppola, John Landis, Ron Howard e James Cameron e proprio Joe Dante che nei suoi modesti New World Studios di Venice, all’angolo di Rose e Pacific, ebbe, come gli altri, il primo assaggio di regia, e della leggendaria parsimonia del loro produttore. L’accademia trasversale di Corman che ha inciso un solco nella storia del cinema indie americano. Corman é stato uno dei pochi che é riuscito ad operare come guastatore davvero indipendente all’ombra della macchina hollywoodiana, assieme forse a John Cassavetes. Ma Corman ha operato dalla parte opposta dell’avanguardia sperimentale e "scarna" di Cassavetes. Pur essendo stato fra i primi a far conoscere agli Americani, come distributore, Truffaut, Bergman, Fellini, Kurosawa, Schlondorff e Resnais, la cifra e passione di questo ingegnere laureato a Stanford e Oxford, è sempre rimasto il genere <<B>>, col quale é sopravvissuto a molti produttori ben più giovani di lui. Un sedicente artigiano del cinema con all'attivo oltre 300 film divenne celebre per la serie di adattamenti di racconti di Edgar Allan Poe sfornando in seguito un numero impressionante di produzioni a basso costo per la American International Pictures.

Oggi é quasi certamente l’ottantasettenne più distinto di Hollywood, ma non ha certo smesso di lavorare; <<ho quattro film in post-produzione>> ci dice quando lo incontriamo nella hall del Beverly Hilton dove saettano diverse occhiate di riconoscimento al suo indirizzo. <<Anzi ero al montaggio stamattina. Ce ne avrò fino alla line dell'anno. Dopo sto cercando un altro racconto di Poe da adattare. Ne ho fatti sei e avevo detto che non ne avrei fatti più, ma alla fine mi hanno convinto>>.

30/03/14

Cassette

Ricominciamo.. Questo piccolo post non parla di arte bella. La Cultura dell'audiocassetta, creata da musicisti, pirati, delusi dall`amore e diseredati, non è stata la Cultura più elegante del pianeta. Si trattava di arte povera - un lungo e variegato testamento dell’etica della vita di strada tipica del modello fai-da-te della scena punk. Artigiani impegnati in un violento corpo a corpo contro un mostro: la musica prodotta per le masse. Dal punto di vista artistico, questi oggetti mancano della raffinatezza e rifinitura dei prodotti commerciali. Le cassette furono il risultato di un elaborato sistema di produzione e distribuzione mediatica a livello commerciale..

Pensando alle cassette, ricorre soprattutto il dolore per gli amici perduti, i bei tempi andati, e i gesti di intima comunicazione ormai tramontati. Quella tecnologia è scomparsa, insieme ad un pezzo della nostra vita. La cassetta, servitrice dell`umanità, era una specie di roadie definitivo. Bastavano pochi soldi per farla lavorare, non chiedeva mai troppo, si lasciava abusare senza lamentarsi, e non si negava mai. Droghe, troppo o troppo poco denaro, storie d'amore maledette, notti brave - nessuno dl questi inconvenienti ha invaso lo spazio della cassetta. Eppure la cassetta ha avuto lo stesso vita breve. Come una star maledetta. Non certo per colpa sua; il digitale l`ha annichilita all'improvviso, sbucato dal nulla, proveniente da una tecnologia del tutto aliena che con la pacifica cassetta aveva la stessa somiglianza di un guerriero mongolo con un contadino cinese..

1) Ci sono quattro categorie di audiocassette:
Type I Normal Bias, Type II High Bias, Type III Fenic/ Chrome e Type IV Metal.

2) Ci sono tre spessori di nastro, per poter contenere diversi tempi di registrazione. Più lunga é la durata della registrazione, più sottile é il nastro, e quindi più soggetto a danneggiarsi. Ci sono cassette da 90 minuti (C-90. 45 minuti per lato), 60 minuti (C-60), 30 minuti (C-30) ecc. Il minutaggio più lungo conosciuto è quello delle C- 120, (60 minuti per lato).

3) L'astuccio di plastica che contiene la cassetta si chiama Norelco Box, dal nome del produttore, mentre il cartoncino ripiegato all‘interno della custodia si chiama J-Card (dalla forma a <<J>> in cui è ripiegato).

4) Le due linguette di plastica che si trovano sulla sommità delle cassette indicano se il nastro è registrabile o no. Per proteggere la registrazione le linguette vengono tolte. Se si decide di registrare sopra al contenuto della cassetta, basta mettere un pezzetto di nastro adesivo sopra all'area dove c’erano le linguette. In questo modo la cassetta toma ad essere registrabile.

5) Il primo lotto di cassette messe in vendita dalla Capitol Records nel 1968 era una selezione di venticinque dei loro titoli più venduti. Tra gli artisti: Nat King Cole, i Beach Boys, e naturalmente i Beatles, con ben tre album: Sgt. Pepperis Lonely Hearts Club Band, Rubber Soul e Revolver

6) I 'll Never Stop degli 'N Sync's fu la cassetta che vendette di più nel 2009, 2010 e 2011 nel Regno Unito: undici copie in tutto.

7) All'inizio del 1970 Jimi Hendrix registrò, nel suo appartamento nel Greenwich Village, una raccolta di canzoni autobiografiche che intitolò Black Gold usando un paio di cassette. Si trattava di sedici Canzoni, con Hendrix che cantava e suonava la sua chitarra acustica Martin.

8) Gli acid rocker The Grateful Dead durante i loro concerti riservavano un'area dietro al mixer ai <<taper>> (da tape, nastro. Ossia chi registra i nastri.) L'area permetteva ai fan di registrare il concerto su cassetta, e per accedervi bisognava acquistare appositi biglietti. Scambiare i nastri dei concerti (bootleg) è sempre stata una pratica diffusa tra i fan di una band o di un solista.

9) Nel novembre del 1981, SPX Cassette divenne il primo giornale di musica su nastro (e non su carta). La rivista resistette soltanto un anno, a causa degli elevati costi di produzione, ma le cassette prosperarono invece come omaggi su riviste quali il Melody Maker e Select Nel 1986 il New Musical Express pubblico C86 una compilation su cassetta con le nuove band della scena indie britannica (Primal Scream, The Pastels, The Shop Assistants), che divenne leggenda.

10) Il mito del gatto e della cassetta: é vero che i gatti amano giocare con le cassette perché il nastro infinito che trovano dentro li fa impazzire? Mettete una cassetta di fronte al vostro gatto e scopritelo da soli.
(J.Da.)



09/03/14

All you can feel (Tutto quello che puoi sentire).

Caffeina
Dall’Lsd all’ecstasy, ecco come gli schizzi delle sostanze psicoattive possono trasformarsi in opere d’arte.
Una sequenza di scatti artistici che ritraggono le droghe sintetiche estremamente da vicino, intitolata All you can feel  (Tutto quello che puoi sentire).
Realizzata dalla fotografa tedesca Sarah Schoenfeld, la serie si ispira alle esperienze di vita trascorse nei night club di Berlino, dove l’artista ha lavorato per anni a contatto con gli effetti di queste sostanze attive sulle persone. Per decidere poi di riprodurli schizzando queste molecole sulla pellicola in fase di sviluppo e poi ingigantendo le immagini. Il senso è evocare, attraverso colori sgargianti e forme contorte, gli effetti di ciascuna droga sul cervello.

All you can feel  (Tutto quello che puoi sentire).

Dal 1950 , cerchiamo sempre più di capire i nostri desideri più intimi e le nostre esperienze. Siamo in grado di spiegare umori , rabbie e le malattie sia fisiologiche che psicologiche, attraverso un equilibrio/squilibrio di sostanze nel corpo . Tutto questo , naturalmente ,  si svolge sullo sfondo di un clima giuridico e politico in costante mutamento per quanto riguarda la regolamentazione dei diversi tipi di droghe che alterano l'umore. Quando però, la loro essenza è rappresentata visivamente, queste sembrano essere molto simili.

Sarah Schönfeld ha "schizzato" gocce di varie miscele di farmaci liquidi legali e illegali su pellicola negativa. Poi ha ingrandito questi negativi, compresa la reazione chimica del farmaco particolare , fino a una dimensioni di 160 x 200cm . Tutte le sostanze si sono comportate in modo molto diverso : le forme e i colori che apparivano mostravano caratteristiche uniche e hanno rivelato universi interni unici. Schönfeld esplora le possibilità della fotografia fino alla frontiera di quello che può essere ritratto..


Oppio

08/03/14

Bukowski: Amo Mickey Rourke

Charles Bukowski inedito

Prima dell’uscita del film “Barfly” nel 1987, Charles Bukowski scrisse “la lettera di un fan” a sostegno alla produzione del film. Bukowski parla del processo di lavorazione del film sotto la direzione di Barbet Shroeder e chiarisce la propria ammirazione per Mickey Rourke, l’attore maledetto che ha interpretato il suo alter-ego, Henry Chinaski, e ricorda una visita al set di Roger Ebert, durante la quale il critico avrebbe detto: “Non mi sono mai divertito così tanto.” 
N. M.

Devo dire che per quanto riguarda la realizzazione di BARFLY, ho avuto una certa fortuna. Innanzitutto, il regista, Barbet Shroeder, ha insistito che il mio contratto contenesse una clausola che nessuna parte di BARFLY, così come l’avevo scritta, potesse essere cambiata senza il mio permesso. E questo è stato rispettato fedelmente. Quando non ero sul set, sono stato contattato telefonicamente per dare il mio ok anche al più piccolo dei cambiamenti. Il più delle volte si è trattato solo di una parola qua e là nel dialogo. Ho accettato la maggior parte di questi piccoli cambiamenti, e quando non l’ho fatto, le cose sono state lasciate come ho voluto. Se questo non è il paradiso per uno scrittore, allora non ce ne sarà mai uno.

L’altra parte della mia fortuna è stato l’attore che interpretava Henry Chinaski. Mickey Rourke ha dato al dialogo la voce e il suono desiderato. Quello mi ha sorpreso è che ha aggiunto un’altra dimensione al personaggio, nello spirito. Mickey sembra amare veramente la propria parte, ma senza esagerare. Vi ha aggiunto il suo sapore, il suo entusiasmo, la sua follia, la sua interpretazione di Henry Chinaski, senza distruggere l’intento o il significato del personaggio. Perché aggiungere spirito a spirito può essere pericoloso, ma non nelle mani di un attore dannatamente bravo. Senza distorcere, ha aggiunto, e sono rimasto molto soddisfatto dell’amore e della sensibilità che ha saputo dare al proprio ruolo in BARFLY. Inoltre, tutto il cast e la troupe mi sono sembrati assai allegri, assai su di morale per tutta la ripresa. Lo si poteva avvertire in ogni momento. Più di uno spettatore ha parlato con me di questa fosse gioiosità che sembrava esserci durante le riprese. Roger Ebert è venuto un venerdì sera, durante una ripresa. È rimasto molte ore. Abbiamo guardato le riprese, parlando tra una ripresa e l’altra. “Non mi sono mai divertito così tanto,” mi ha detto. Era nell’aria, era ovunque e la gioia e la magia di tutto ciò è stata catturata, mi sono accorto, anche dal film stesso.
BARFLY, ti amo.
Charles Bukowski 

Satisfiction


Barfly




01/03/14

Bed Time for Democracy: Dead Kennedys

Dead Kennedys, Jello Biafra : <<Volevamo qualcosa che facesse davvero effetto sulla gente, perché talvolta gli shock aiutano ad aprire il cervello. Volevamo rompere un muro>>. Agli inizi,quando il gruppo decise di partire in tour  il 22 novembre, anniversario dell’assassinio del Presidente americano, qualcuno li accusò: <<Non le sembra un po’ di cattivo gusto fare un concerto proprio in questa data?>>. East Bay Ray, chitarrista : <<Certo, ma anche chi gli ha sparato non e stato di gran buon gusto>>.  Da allora, si esibirono dal vivo ogni 22 novembre. Offendere l’America della buona borghesia democratica bianca fu il loro primo obbiettivo. I Dead Kennedys sono stati  'il nemico pubblico numero uno' contro il sistema e eroi della scena californiana per lungo tempo. La polizia era sempre schierata in forze ai loro concerti. Fresh Fruit For Rotting Vegetables del 1980  fu un esordio fulminante e criticatissimo, per i contenuti che gli inimicheranno l’industria discografica al punto da costringere Biafra ad affidarsi in seguito, per la produzione e la distribuzione, soltanto alla propria etichetta, la Alternative Tentacles. Riff velenosi sparati alla velocità della luce, sdegno politico, ironico e bruciante, fiotti di bile saranno alla base di tutti i dischi dei Dead Kennedys: Plastic Surgery Disasters del 1982, Frankenchrist del 1985 e Bedtime for Democracy del '86.

"Non odiate i media, siate i media".

Questo uno degli slogan di Jello Biafra che si presentò alle elezioni per sindaco di San Francisco nel 1979. Contro tutte le previsioni, fini quarto su dieci candidati, molto più potenti e accredidati. E questi alcuni punti del programma per il rinnovamento della città. Altro che le idiozie a cinque stelle della Spa Grillo/Casaleggio!

<<Lo spirito di San Francisco non deve essere distrutto in nome dell'ordine, della legalità e dei dollari dei turisti. L'amministrazione in carica vuole "ripulire" la città. Essa sostiene spudoratamente il capitale mentre le forze creative che mantengono viva la nostra città vengono sempre più insistentemente perseguitate dalla legge. San Francisco è forse destinata a diventare un'altra fredda ed efficiente città americana? No, se faremo sentire chiara e forte la nostra opposizione.>>

Trasporti di massa: E' venuto il momento di vietare la circolazione delle automobili in città. Il potenziamento del servizio pubblico e il lancio, con l'aiuto dell'industria privata, di una moda della bicicletta dovrebbero garantire il funzionamento regolare di ogni attività. I veicoli commerciali potranno continuare ad operare provvisti di speciale permesso e rimarranno aperte le autostrade intercomunali.

Miglioramento dei rapporti tra polizia e cittadini: E' ora che la polizia e i cittadini si conoscano. Tutti gli ufficiali di polizia dovranno venir confermati dai cittadini attraverso delle elezioni da svolgersi ogni quattro anni. Inoltre ogni due anni metà delle forze di polizia dovranno assoggettarsi ad un voto di fiducia, come avviene per i giudici, espresso dagli abitanti dei quartieri che pattugliano.

Combattere il crimine: Qui non siamo a Houston, nel Texas. Sono stati spesi, inutilmente, tempo e soldi per far rispettare leggi obsolete e per combattere crimini senza vittime. Invece di continuare con i raid nei club e con gli arresti per droghe leggere e prostituzione si dovrà considerare prioritaria la repressione del crimine organizzato e del "crimine bianco". La Buoncostume dovrà essere abolita.

Giustizia uguale per tutti: Il carcere cittadino è sovraffollato e il vitto è scadente e scarso. La prigione dovrà essere trasferita al Sunol Valley Golf Club dove tutti i carcerati potranno mangiare bene ed imparare a condurre una vita produttiva come è avvenuto per Dan White (White uccise nel '78 il sindaco di San Francisco e un supervisore gay perché disprezzava gli omosessuali, e fu condannato ad una pena mite) e i criminali del Watergate.

I diritti degli inquilini: Verrà legalizzata, per le persone a basso reddito, l'occupazione delle case sfitte usate dai proprietari per la riduzione delle tasse. Inoltre tutti gli affitti dovranno essere riportati ai livelli precedenti la Proposition 13 e poi ulteriormente ridotti del 10%. Questa ulteriore riduzione servirà a compensare l'aumento voluto dai proprietari per favorire l'approvazione della Proposition 13.

Ricostruire lo spirito comunitario: Perché non alleviare la tensione esistente in città costruendo ovunque statue di Dan White? Il Dipartimento Parchi Pubblici potrebbe quindi vendere uova, sassi e pomodori con cui bersagliare le statue.

Jello Biafra 

Il gruppo si scioglie nel '87 e come tante altre gloriose band alternative finisce in tribunale. I Dead accusano Biafra e la sua etichetta, Alternative Tentacles di non pagare le royalties e di lucrare sui diritti di vendita. Jello, dopo anni di battaglie perse su tutti i fronti, compreso quello sul diritto dei tre ex amici di poter usare il nome della band, oltre al riconoscimento dei diritti d'autore sui vecchi album della formazione. Jello Biafra ama l'Italia, e spesso è nel nostro paese con i gruppi che ha formato dopo il rifiuto di tornare con i Dead Kennedys, ultimi i Guantanamo School of Medicine. A suo dire, tra le influenze musicali che lo hanno formato ci sono Ennio Morricone, Balletto di Bronzo, e, udite, Fausto Papetti !!

Bedtime For Democracy
Give Me Convenience or Give Me Death
Fresh Fruit For Rotting Vegetables
Frankenchrist





25/02/14

Horror Scream Girls

Donne e ragazze prede per il benessere psichico e fisico di uomini disturbati, animali o creature aliene, che irrimediabilmente gli danno la caccia.I film horror nel corso del tempo hanno  un tema ricorrente: se c'è una protagonista ,  è salvata da un compagno bello e coraggioso, oppure soccombe al suo carnefice . In entrambi i casi , il messaggio è semplice: le donne sono il sesso debole. Tuttavia, nel tempo, con la nuova ondata di horror tecnologici come Alien e Halloween , il modo in cui le donne sono rappresentate  è lentamente cambiato .Ancora, con personaggi come Jennifer (Il corpo di Jennifer) e Samara (The Ring) , le ragazze non sono più sempre sul lato sbagliato della lama ...



Edvige Fenech
Le donne nel cinema Giallo-Horror italiano, (luridi thriller di dubbio stile, imperniati su nudità e violenza), sono per lo più anonime, ma un paio di attrici si sono distinte per il loro talento. Edwige Fenech iniziò la sua carriera come modella, alternando poi cinema comico soft porn e apparizioni in film di registi importanti come Mario Bava e Sergio Martino (Cinque bambole per la luna d'agosto, Tutti i colori del buio, Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave), diventando un attrice cult per gli appassionati del genere. Nessuno ha rappresentato la vulnerabilità, l'isteria, ela tentazione vigorosa / ludica (di solito in un unico ruolo) come la Fenech. Mentre è vero che è spesso ricordata per la sua bellezza (e le scene di nudo), le performance di Edvige Fenech sono davvero alcune tra le migliori nei pochi film horror italiani degni. L'attrice ha fondato una sua società di produzione, e ha recitato con un cameo in Hostel di Eli Roth: Part II.




Ingrid Pitt
Una delle regine scream nella storia dell'horror. Stella della britannica Hammer Film Studio ha recitato con i titani del genere, Christopher Lee e Peter Cushing. Polacca, Ingrid Pitt rimane uno dei volti più riconoscibili della Hammer, e i suoi ruoli in film come The Vampire Lovers ne hanno fatto una icona mondiale. Pitt si distingue per il suo fascino sessuale e naturalismo nei ruoli di personaggi malvagi. Basato sulla novella di J. Sheridan Le Fanu, Carmilla, The Vampire Lovers, film del 1970 vide Pitt giocare nel ruolo di una vampira lesbica predatrice, uno dei primi personaggi ad affrontare i tabù sociali dell'epoca.





Soledad Miranda
Scomparsa alla giovane età di 27 anni, Soledad Miranda ha lasciato un ricordo indelebile sul genere grazie alle sue collaborazioni con il regista cult Jess Franco nel corso degl'anni '60 e nei primi anni '70 (Il Conte Dracula e Vampyros Lesbos i più famosi). La sensualità terrosa della stella spagnola è stata impressionante, ma l'attrice ha trasmesso una profondità di emozione che manca alla maggior parte dei film horror erotico a basso budget. Ha aggiunto un alone di mistero ai film di Franco, che gli valse un contratto pluriennale da parte del regista. La leggenda narra che morì in un incidente d'auto mentre si recava a firmare proprio quel contratto che ne avrebbe elevato popolarità e successo.





Cécile de France
Cécile de France ha un solo film horror al suo attivo, ma è uno spettacolo indimenticabile che l'ha catapultata nello star system internazionale. L'attrice belga è stata messa sotto torchio nel brutale e cruento film di Alexandre Aja, High Tension, del 2003, un omaggio agli slasher ed agli splatter anni settanta. Il tocco finale al film di Aja è suo. La sua Marie è resiliente, intensa (la parte richiedeva una fisicità che sarebbe stata un ostacolo serio per qualsiasi altra attrice), e aiuta a guidare l'azione verso un climax insopportabile. Cecile non sembra la tipica regina horror scream, e questo rende più..familiare Marie, che potremmo facilmente riconoscere come la donna della porta accanto o addirittura in  noi stessi.




 
Eihi Shiina
Stella giapponese, Eihi Shiina diventa il volto ufficiale del J-horror quando appare come l'inquietante Asami in Audition, di Takashi Miike, uno dei migliori film del regista giapponese, ed è il film che lo ha fatto conoscere definitivamente in tutto il mondo. Un  produttore cinematografico, Yasuhisa Yoshigawa, organizza un'audizione per un film che non verrà mai realizzato, con il solo scopo di far incontrare più ragazze ad Aoyama, suo amico vedovo, che tra queste sceglierà la sua sposa. Il personaggio di Shiina è seducente e terrificante, e l'attrice recita alcune delle scene più raccapriccianti di violenza del film  con calma ipnotizzante. Oltre Audition, i ruoli di Shiina in Tokyo Gore Police e Helldriver le hanno assicurato un posto negli annali del cinema scream  horror .




 
Isabelle Adjani 
Che venga definito come un racconto dell'orrore o come un film dark d'essai,  il film del 1981 di Andrzej Żuławski, Possession, risulta irrilevante: Possession è un film controverso e maledetto, e sin dalla sua uscita ha subito pesanti tagli dalla censura, ottenendo, in quasi tutti le nazioni in cui è stato distribuito il divieto di visione ai minori di 18 anni. Isabelle Adjani offre un'interpretazione viscerale e  potente,  con una ferocia sorprendente che le è valso il premio come miglior attrice al Festival di Cannes e  un posto tra le regine dello scream. Possession è un motivo sufficiente, ma altri ruoli in ibridi horror come il remake del 1996 Les Diaboliques hanno dimostrato il talento e la flessibilità di Adjani.




 
Barbara Steele 
Leader assoluta dell'horror mania europea nei '60, i grandi ruoli di Barbara Steele provenivano dall' industria cinematografica italiana e britannica. La sua capacità di fare la vittima innocente e la donna malvagia  è senza pari. L'inquietante bellezza di Barbara Steele ha sedotto registi come Mario Bava, che ne ha esaltato le doti,  ma l'attrice ha lavorato con registi del calibro di Federico Fellini. Imprigionata in ruoli horror gotici,  sembra che odiasse la sua immagine.. vampy, ma la Steele ha sempre mantenuto un profondo amore e rispetto  per i suoi fan e un meraviglioso senso dell'umorismo a proposito della sua immagine intimidatoria.



 
Jung-ah Yum

Famosissima nella Corea del Sud, alias Yeom Jeong-ah, ha collaborato con il prestigioso regista coreano Park Chan-wook, recitando in Cut, episodio firmato dal regista del film Three ... Extremes, inquietante horror realizzato insieme ad altri due registi, Miike Takashi e Fruit Chan. Matrigna cattiva in di A Tale of Two Sisters, horror psicologico del 2003 di Kim Jee-Woon, in cui due sorelle che, dopo il ritorno a casa da un ospedale psichiatrico, sperimentano eventi sempre più inquietanti . Jung-ah Yum è davvero agghiacciante nel personaggio della matrigna, l'attrice dà una dose aggiunta di nevrosi e pathos, rimpolpando il personaggio in un modo unico.
Flavorwire

 

19/02/14

Villaggio di al-Eizariya, Palestina

Villaggio di al-Eizariya,  parte orientale occupata di Gerusalemme. Le forze armate israeliane vengono filmati mentre posano per una foto, con il loro trofeo: un bambino palestinese ferito e ammanettato, stretto  in una morsa. Il video di Rami Alarya è.. inquietante,ed  è stato pubblicato dalla Independent Media Center (IMC), che documenta regolarmente gli abusi israeliani nei villaggi  palestinesi.

Questa la descrizione dell 'International Middle East Media Center ha fornito:

<<I soldati hanno assalito il bambino durante gli scontri che hanno avuto luogo nella città di Al- Eizariya  , a est di Gerusalemme Est occupata .Uno dei soldati ha cercato di allontanare il cameraman e il suo collega  lontano dalla scena..
Fonti mediche hanno detto che i soldati hanno sparato al bambino , Yassin al- Karaki , 13 anni , con un proiettile di gomma che lo ha colpito alla gamba. Dopo essere caduto , i soldati lo hanno aggredito e malmenato. L'attacco è avvenuto dopo che i soldati , che si nascondevano in un edificio vicino al Muro di Annessione nella zona della Qabsa , hanno attirato un gruppo di bambini in un'imboscata  , e uno dei soldati ha aperto il fuoco. Diversi soldati poi hanno attaccato il bambino ferito prima di rapirlo .

I soldati hanno scattato foto in posa con il bambino ferito , uno di essi ha raccolto una Molotov da terra , mentre il bambino gridava in ebraico , "non è mia , non è mia" .

Lo tenevano in una morsa , e  prendevano in giro, imitando mosse di wrestling , mentre altri soldati scattavano le immagini , anche se il bambino era a malapena in grado di respirare .Lo hanno poi caricato sulla jeep , mentre uno di loro stava ancora filmando la scena .>>


Nel suo libro Golia , il giornalista dell' Electronic Intifada Max Blumenthal scrive che questo rito di scattare e filmarei loro cosiddetti "trofei"   hanno una lunga tradizione nelle forze militari  Israeliane . Blumenthal ricorda che una serie di queste fotografie sono state pubblicate diversi anni fa da Breaking the Silence , un gruppo israeliano che documenta le testimonianze di soldati israeliani sugli abusi commessi ai danni dei palestinesi, proteggendo comunque la loro identità.

Tra gli scatti inquietanti pubblicate sulle pagine di Facebook di giovani militari israeliani vi sono una foto di quattro soldati sorridenti che sovrastano una ragazza palestinese preadolescente, bendata e in ginocchio accanto alle canne della loro mitragliatrici , un soldato femmina sorridente  accanto a un uomo palestinese bendato e ammanettato ad una sedia di plastica, due soldati in posa trionfante davanti ad un cadavere che giace in strada, come spazzatura, un soldato deturpare le mura di una casa a Gaza disegnando una stella di Davide e la frase  " Torno subito " , truppe nella Striscia di Gaza  giocare  accanto a cadaveri spogliati e altre ancora. Le pagine di Facebook erano piene di questi documenti, testimonianze di umiliazioni , dominazione e  violenza degne del marchese de Sade .

Blumenthal vede in queste immagini  documenti di una "cultura coloniale", in cui i giovani ebrei israeliani sono preparati e condizionati ad agire sadicamente con i loro vicini palestinesi , e di una conquista perenne che richiede un  " principio "  di indottrinamentoin  attuato gia in tenera età ".

Le ultime immagini scioccanti da Gerusalemme occupata sono la prova che questa odiosa tradizione persiste.




14/02/14

Cover, arte perduta?

Si, mi è capitato di acquistare un disco di un gruppo che conoscevo, ma senza conoscerne minimamente il contenuto musicale. Da ragazzo, in quelli che furono i grandi store della musica, si trascorrevano giornate intere a sfogliare pile di dischi, e si  rimaneva incantati davanti a una copertina sfavillante.  Perchè spesso i dischi (soprattutto il vinile e non il cd, per una questione di dimensioni), sono stati  autentici oggetti di ..pop art : le cover  erano disegnate e illustrate da veri artisti. Inizialrnente, le copertine non avevano immagini. Erano, per lo più, semplici buste di carta a protezione del disco. Con Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, progettata dagli artisti pop inglesi Peter Blake e Iann Haworth nel 1967, si inaugurò l'era delle  copertine artistiche. Fu anche grazie al lavoro di questi due artisti che l'album dei Beatles è nella storia.

Tanti furono gli artisti che negli anni 60/70 realizzarono copertine per i dischi rock. Robert Crumb per Janis Joplin, il grande fotografo Robert Mapplethorpe per Patti Smith, i meravigliosi disegni di Roger Dean per gli Yes, con le sue montagne volanti e i rettili alati che tanto ci ricordano il pluripremiato film di Cameron Avatar. Per finire con Jamie Reid, che disegnò Never Mind the Bollocks, Heres the Sex Pistols e tanta iconografia punk, e il nostro Tanino Liberatore per Frank Zappa. Ma gli esempi sono tantissimi.

Ma ci sarà ancora un futuro, per e nostre tanto amate copertine? Cosa succederà, se la musica sarà pubblicata esclusivamente in formato digitale? Spariranno o si trasformeranno in qualcosa di diverso? Per il momento le copertine dei dischi hanno ancora un ruolo importante, grazie anche alla continua ascesa del mercato del vinile.

06/02/14

La fogna sessista del M5S e la piccola Pini

Inci­ta­menti allo stu­pro (cosa faresti in macchina con Laura?),         vol­gar­ità a sfondo ses­suale, ma anche offese raz­zi­ste e minacce. E ’ una fogna a cielo aperto. Comico, come il loro guru, è il comu­ni­cato del M5S che prende le distanze dagli insulti ses­si­sti e si giu­sti­fica spie­gando che sono stati scritti durante la notte, e da chi brucia i libri, come quel deficiente che ha bruciato un libro di Corrado Augias: non rappresenta il movimento. Patetici. L'insulto di un depu­tato a 5 stelle verso un gruppo di  donne Pd,  («pom­pi­nare») ha provocato una  denuncia delle           par­la­men­tari, che elegantemente hanno però affermato di "non sen­tirsi gran­ché vit­time: per­ché quell’insulto dice niente di chi lo riceve e molto, tutto, del povero maschio vio­lento che lo pensa e dice"..
Isti­gati dall’ex comico, simpatizzanti e attivisti si sono scatenati in bestialità irrefrenabili, in un crescendo di razzismo fino all'incitamento all'omicidio. Per le pulsioni xenofobe, sessiste e razziste ( tollerate e aizzate dal capo supremo), i toni e il linguaggio estremi e volgari, gli incitamenti sempre più frequenti alla violenza , lo squadrismo digitale (tempeste di insulti e di minacce rivolte con svizzera precisione a chiunque osi criticare il movimento, dall’interno o dall’esterno), le liste di proscrizione dei giornalisti non amici, il dileggio collettivo della cultura e degli intellettuali, il rifiuto ostinato di ogni forma di complessità, e per la disarmante superficialità con cui viene liquidata la storia recente del nostro paese, non possiamo che pensare che ormai questo movimento si stia trasformando nella casa naturale di fascisti. E non parliamo delle tante persone che avevano votato Grillo nella speranza di un cambiamento. Questi sono dei poveracci, militanti, ridotti a comparse e manipolati a piacimento del capo guru. Che poi il decreto approvato, con l'ennesimo regalo fatto alle banche sia un'infamia, nulla toglie al disprezzo che proviamo per questa gente.

La scena: Montecitorio, mercoledi sera, commissione giustizia. Tentativo di occupazione da parte di una squadretta 5 Stelle. Il pentastellato Massimo De Rosa é trascinato via dai commessi mentre ancora brandisce il dito medio. Le astanti, un gruppo di donne pd, gli danno del <<fascista>>. Lui strilla: <<“Siete arrivate qui solo perché sapete fae bene i pompini".>> Lei, Giuditta, replica: <<Ho preso 7.100 prefeienze in 3 giomi. Mi fa ancora male la mascella>>. Da applausi..Il giorno dopo le sue colleghe raccontano l'offesa, l'ammutolimento, l'avvilimento. Lei invece, Giuditta Pini, @piccolapini, 29 anni da Carpi, giovane turca, ironica, ha risposto per le rime e ha lasciato il grillino in mutande, costringendolo a scuse da operetta. Ci piace, la piccola Pini..
(cronaca tratta dal manifesto)


05/02/14

Amici Scrittori: i 100 anni di William Burroughs




La popolarita di William Burroughs era più iniziatica. Quando Norman Mailer lo definì <<l'unico genio vivente in America>> esplose la sua grande giornata e gli scrittori postmoderni cercarono di accaparrarselo. Burroughs non si scompose e continuò a consumare le sostanze chimiche che gli erano congeniali, a leggere libri di fantascienza e a sognare di scrivere un best seller che gli togliesse le preoccupazioni economiche. Entrai in contatto con lui quando Rizzoli pubblicò Junkie con il titolo, voluto da Oriana Fallaci, La Scimmia sulla Schiena. Dovevo fare l’introduzione e gli scrissi: mi mandò un saggio inedito sull'apomorfina che venne inserito nel volume e che mi chiese di restituirgli una ventina d’anni dopo perché non ne aveva conservato copia. Lo incontrai di persona quando Ginsberg mi mandò da lui a Londra, viveva a Duke Street, in una casa a due piani, una casa nuda come tutte quelle in cui ha vissuto, e ci sedemmo ai due lati di un tavolo una di fronte all’altro. Senza aprir bocca preparò una teiera di te e lo versò in due tazze scompagnate ma di bella porcellana. Ero intimidita dal suo silenzio e bevevo il te senza parlare quando Burroughs mi fissò con quegli occhi azzurri di ghiaccio e mi disse:

<<Per me, io le donne le ammazzerei tutte.>>
Lo fissai allo stesso modo e gli risposi con fermezza:
<<Anch’io.>>

04/02/14

Pop canaglia

<<Non posso ascoltare troppo Wagner,già sento l'impulso ad occupare la Polonia!>>
Woody Allen

Dalla rivoluzione del Rock'n'Roll in avanti, il rock e il pop sono sempre, nella loro essenza, musiche destinate a combattere ogni forma di dittatura, in ambito culturale, sociale e politico. Ma popstar, rocker, rapper hanno accettano fiumi di dollari per esibirsi alle corti di dittatori, autocrati e terroristi.
 ALIAS - Marzo 2012



02/02/14

Philip Seymour Hoffman




 E' questa, una triste, fredda e piovosa domenica di febbraio. Se ne va uno dei miei attori contemporanei preferiti, uno di quelli che facevano grandi i film e non viceversa. Philip Seymour Hoffman..volto leggendario del cinema indipendente americano degli anni 90. L'avevo scoperto in Almost Famous, il bel film autobiografico di Cameron Crowe, un avvincente affresco degli anni settanta e la sua musica. Nel film impersonava Lester Bangs, famoso critico musicale americano, presente in più di un post su questo blog. Tantissimi film, tra i miei preferiti Capote, a sangue freddo (sullo scrittore Truman Capote, premio Oscar come miglior attore..), Boogie Nights, (il mondo del porno californiano negli anni 70/80), Onora il padre e la madre, bellissimo film di Sidney Lumet, su due fratelli impegnati in una rapina "facile facile" nella gioielleria dei loro genitori, (una drammatica narrazione della natura distorta, imperfetta e complessa dell'uomo..), I love Radio Rock, storia delle radio pirata inglesi degli anni sessanta, e in particolare di Radio Caroline. The Master non l'ho ancora visto.. Ma sono tante le pellicole in cui Philip Seymour Hoffman aveva lavorato. La morte è per eroina.








31/01/14

Foto Giornalismo da Pulitzer. Truccato


Un evento diventa reale, agli occhi di chi è altrove e lo segue in quanto ‘notizia’, perché è fotografato” 
Susan Sontag


Nel 2012 , Narciso Contreras  faceva parte del gruppo di cinque fotoreporter che ha vinto il Premio Pulitzer per il  lavoro svolto in Siria per l'agenzia  AP, Associated Press . Ora , dopo la scoperta della manipolazione di una foto, con la rimozione di un oggetto dalla stessa, Contreras è stato licenziato dalla agenzia , e il suo intero catalogo di  immagini è stato rimosso dalla distribuzione .
Contreras originariamente scattò la foto (sopra, ndr) di un combattente dell'opposizione nel settembre dello scorso anno. Ha poi digitalmente rimosso una videocamera che era in un angolo in basso a sinistra della cornice , sostituendola con l'immagine di una formazione rocciosa , il tutto in fase di stampaggio. La videocamera non era particolarmente invasiva nella foto , ma Contreras ha optato per rimuoverla , cadendo così in conflitto con le rigide linee guida della AP , in cui si afferma  che ..<<Nessun elemento deve essere digitalmente aggiunto o sottratto da qualsiasi fotografia >>..

30/01/14

Hanna Arendt - Incontro con Margarethe Von Trotta

In occasione della Giornata della Memoria, è uscito nelle sale italiane il 27 e 28 gennaio (2014, ndr) Hannah Arendt, ultimo film di Margarethe Von Trotta che ritrae la vita pubblica e privata della filosofa tedesca. Solo due giorni e in pratica, scomparso dalla circolazione. In occasione dell'anteprima per la stampa a Roma, alla Casa del Cinema, è seguito un incontro con la regista, redicontato da Sentieri Selvaggi e che noi riproponiamo.

Margarethe Von Trotta: Vorrei iniziare ringraziando Angelo Draicchio (titolare della Ripley's Film) per aver portato il mio film in Italia, che considero la patria del cinema più importante, e che, grazie al Leone d’Oro consegnatomi a Venezia nel 1981 per Anni di Piombo, ha permesso alla mia carriera cinematografica di aprirsi veramente al mondo. Anche se il film esce con un anno di ritardo rispetto al resto del mondo sono felice che possa essere visto anche dal pubblico italiano.

21/01/14

Not Fade Away: Buddy Holly


Buddy Holly è stato nel rock and roll solo per pochi anni, (solo tre album nella sua carriera) ma la quantità e la ricchezza di materiale che ha registrato in quel poco tempo ha avuto un impatto notevole e duraturo sulla musica popolare. Mi è sempre piaciuta la sua immagine di liceale occhialuto e sorridente, l'esatto opposto dell'immagine ribelle dei primi rockers, la sua musica, le sue facili melodie accattivanti, tutte da fischiettare, mi fanno star bene, mi mettono sempre di buon umore e amplificano il mio..lato romantico. Buddy è stato il primo a suonare stabilmente con la lineup ormai standard di due chitarre , basso e batteria, oltre ad avere grandissima influenza su gruppi diventati poi famosissimi: pensiamo ai Rolling Stones, che fecero di Not fade away di Buddy Holly uno dei loro primi grandi successi. Buona lettura (e ascolto)

20/01/14

Sceneggiati, fumetti, teatro..alla radio

Da bambino, le uniche cose che mi facevano star buono quando stavo male e costretto a letto, erano il nostro gatto di casa, il giradischi e..la radio. Per le canzonette preferivo il giradischi mentre scoprii gli sceneggiati alla radio, appunto. Ascoltavo le avventure di Tex Willer, Diabolik e di altri eroi dei fumetti fino a Dylan Dog,  poi i veri e propri readiodrammi, testi teatrali recitati da attori famosi: mi piacevano perchè potevo associare paesaggi e volti a ciò che sentivo, e non avere il limite di ricevere passivamente, come accade per la televisione. I radiodrammi e gli sceneggiati  hanno poi conosciuto poi un certo declino, ma negli ultimi anni, grazie alle molteplici possibilità offerte dall'editoria digitale, stanno vivendo una seconda giovinezza grazie all'enorme diffusione di questo genere in formato audiolibro. E dopo tanto tempo in cui mi addormentavo con gli occhi incollati al video, ho riscoperto il piacere di inforcare le cuffie e ascoltarmi sceneggiati, servizi giornalistici, riduzioni cinematografiche, commedie, spesso scaricati in formato podcast. Da ascoltare è il ciclo di Eymerich, del nostro Valerio Evangelisti, tre episodi andati in onda su Radio 2 e scaricabili qui e la riduzione di  Blade Runner, 15 puntate curate da Armando Traverso
“Blade runner, cacciatore di androidi”, tratto dal romanzo di P.k. Dick. - See more at: http://www.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-c6fb488e-4831-42b0-be06-0cd6659c0675.html#sthash.pTOHYJgF.dpuf
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17/01/14

Le note spese della vergogna



Non per facile demagogia, e neanche per quel falso moralismo di cui si riempiono la bocca i "nuvi politici", Grillo e movimento 5 Stelle in testa, che ci ri-propongono come nuova politica un leaderismo assoluto, un becero populismo plebiscitario, disprezzo assoluto per i meccanismi democratici che, nel bene e nel male, hanno permesso a questo paese la "democrazia".. E allora solo per farsi un idea, di come si è caduti in basso, mani pulite non è servita a niente, in conclusione: corruzione e ruberie continuano come e peggio di prima. Ma quello che più ci preme sottolineare e che più ci preoccupa, è che in questo "nuovo scenario politico" sembra che non vi siano avversari, ma solo.. concorrenti: destra e sinistra sembrano aver perso quasi totalmente significato, e per vincere i partiti non fanno altro che rincorrersi sullo stesso piano. Si ha paura della marginalità, della differenza. E allora eccoci al punto, a questa lista di pezzenteria e di pezzenti, di arraffoni e di affamati: con stipendi che vanno dai diecimila ai dodicimila euro al mese, hanno il coraggio di farsi rimborsare..di tutto e di più. Sotto la lista delle spese più assurde.

"Le note spese della vergogna: salsicce, pecore, Barbie, corni d’avorio e campanacci. Ecco i 40 acquisti più incredibili pagati con soldi pubblici". Ottimo lavoro di Mattia Feltri, su "La Stampa"


«Quale consigliere regionale della Regione Piemonte e capogruppo del gruppo consiliare ... e perciò pubblico ufficiale, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, avendo la disponibilità dei fondi derivanti dal contributo di funzionamento per i gruppi, erogati dal Consiglio Regionale e versati sul conto corrente IT..., se ne appropriava utilizzandoli per finalità personali e comunque estranee alla previsione normativa». 

È la formula che tutti i capi gruppo indagati si sono ritrovati nella mail inviata dalla procura come informazione di chiusura indagini.

Per dire, il consigliere Franco Maria Botta di Fratelli d’Italia, quello dei 41 mila euro di ristoranti, dei 12 mila euro in vestiti da Olympic e 2 mila euro in profumeria, quello che ha scatenato la rissa in consiglio regionale, per il suo incarico politico nel solo mese di giugno 2010 ha ricevuto 10.861 euro netti di stipendio.

Il Pdl ne esce strapazzato dall’inchiesta sui rimborsi regionali. Come politici amano soprattutto i ristoranti. È la prima voce nell’elenco delle contestazioni in serie. Franco Maria Botta ha speso tra giugno 2010 e settembre 2012 (periodo contestato a tutti i consiglieri), 41.472,23 euro. Marco Botta, ha chiesto il rimborso di 36.372,20 euro. È un mago degli scontrini: oltre ai pasti in ristorante, le accuse che lo riguardano comprendono spese «anomale» per cibi da asporto e generi alimentari vari (come salumerie, macellerie, panifici) e consumazioni al bar. Sotto questa voce, Valerio Cattaneo ha «spese» da gourmet per 38.218,34 euro. Alberto Cortopassi, tra tramezzini e piatti della tradizione, lo supera di gran lunga: ha collezionato contestazioni culinarie per 48.131,97 euro. In coda, i virtuosi del piattino, sono Girolamo La Rocca, con 6.809,80 euro; Pietro Francesco Toselli, 9.824,16 euro; Angelo Burzi, 10.161,08 euro, la cui voce racchiude quasi l’intera contestazione mossa a suo carico dai pm. Franco Maria Botta, con i suoi 79.051,94 euro di contestazione finale. Per spese varie di gioielleria, traslochi, cd, articoli per la casa, ha speso 2099,99 euro; fiori, per 2.319 euro, accessori e prodotti di valigeria per 2.192 euro; rimborsi di profumi per 2.174,96 euro. A stretto giro lo segue il suo omonimo, Marco Botta: ha speso 4319,40 euro in fiori, parrucchiere, abbonamento doccia solare, articoli per la casa, articoli per fumatori, attrezzatura da golf. La somma comprende anche il pagamento di contravvenzioni al codice della strada.

Mutande, sigarette, Barbie, corni d’avorio, aerei di carta, pecore. Coi soldi dei rimborsi, i consiglieri regionali hanno acquistato di tutto. La graduatoria tiene conto di fantasia, futilità, tirchieria, spericolatezza. Ma ognuno, naturalmente, può riscriversi l’hit parade ed eleggere il suo campione.
1. Mutande boxer color kiwi/Padania. Regione Piemonte, Roberto Cota (Lega). 40 euro.
2. Trenta pecore e un vitello. Regione Sardegna, Salvatore Ladu (Pd). 10.500 euro.
3. Libro «Mignottocrazia» di Paolo Guzzanti. Regione Lombardia, Nicole Minetti (Pdl). 16 euro.
4. Campanacci per bovini, bardature per cavalli, finimenti per carrozze. Regione Piemonte, Gianfranco Novero (Lega). Importo imprecisato.
5. Chewing gum, caramelle, acqua, caffè, salatini, Red bull, sigarette, birra. Regione Lombardia, Renzo Bossi (Lega). 22.000 euro circa.
6. Aerei di carta. Regione Lombardia, Alessandro Marelli (Lega). 15.59 euro.
7. Corno d’avorio. Regione Campania, gruppo imprecisato. 1.900 euro.
8. Salsicce di Norimberga. Regione Lombardia, Pierluigi Toscani (Lega). Importo imprecisato.
9. Suv Bmw X5. Regione Lazio, Franco Fiorito (Pdl). 88.000 euro.
10. Mazza da golf. Regione Piemonte, Marco Botta (Pdl). Importo imprecisato.
11. Una caldaia, un congelatore, un frigorifero, una lavatrice, un televisore. Regione Piemonte, Roberto Boniperti (ex Pdl). Importo imprecisato.
12. Confezione di gorgonzola piccante. Regione Piemonte, Roberto Boniperti (ex Pdl). 153 euro.
13. Fornitura di catering di gelato per la festa patronale del comune di Novello. Regione Piemonte, gruppo Lega. 695 euro.
14. Accesso a bagno pubblico. Regione Emilia, Thomas Casadei (Pd). 0.50 euro.
15. Cambio tergicristalli. Regione Calabria, gruppo imprecisato. Importo imprecisato.
16. Focacce (4), Aperol (24), Sanbitter (5), acque (2). Regione Lombardia, Renzo Bossi (Lega). 210 euro.
17. Bombola a gas. Regione Campania, Gennaro Salvatore (Psi). Importo imprecisato.
18. Adozione a distanza. Regione Friuli, gruppo Pd. 113 euro
19. Tintura per capelli da uomo. Regione Campania, gruppo per Caldoro. 3 euro.
20. Due spazzolini da denti con nome inciso. Regione Lombardia, Renzo Bossi (Lega). Importo imprecisato.
21. Biglietto per spettacolo di lap dance. Regione Calabria, consigliere imprecisato. Importo imprecisato.
22. Localizzatore autovelox. Regione Lombardia, Renzo Bossi (Lega). 188 euro.
23. Televisore Philips Lcd, macchina fotografica Olympia, cornice digitale. Regione Piemonte, Elena Maccanti (Lega). 1212 euro.
24. Shampoo da Bunny’s Sun. Regione Liguria, gruppo Idv. 4 euro.
25. Pareo da Golden Lady. Regione Liguria, gruppo Idv. 15.90 euro.
26. Gastronomia per il battesimo della nipote. Regione Piemonte, Gianfranco Novero (Lega). 465 euro.
27. Mini orsetto. Regione Basilicata, Rosa Mastrosimone (ex Idv). 5.90 euro.
28. Serata al Discobar «La Strada». Regione Molise, gruppo imprecisato. 650 euro.
29. Barbie. Regione Campania, gruppo imprecisato. 9.80 euro.
30. Slip da Golden Lady. Regione Liguria, gruppo Idv. 23.90 euro.
31. Aperitivo all’Hotel Principe di Savoia di Milano. Regione Lombardia, Nicole Minetti (Pdl). 832 euro.
32. Snack al supermercato MD. Regione Molise, Gennaro Chiercia (Psi). 0.80 euro.
33. Calze e mutande da Intimissimo. Regione Piemonte, Luca Pedrale (Pdl). Importo imprecisato.
34. Toelettatura del cane. Regione Friuli, Alessandro Colautti (Pdl). Importo imprecisato.
35. Dieci multe dei vigili urbani di Novara. Regione Piemonte, Massimo Giordano (Lega). 692.92 euro.
36. App di Itunes per scaricare Navigation. Regione Marche, gruppo Pd. 94 euro.
37. Libro «Il segreto delle donne, viaggio nel cuore del piacere». Regione Marche, Raffaele Bucciarelli (Pdci-Prc). 16.80 euro.
38. Oggettistica allo Juve Store di Torino. Regione Piemonte, Paolo Tiramani (Lega). 113 euro.
39. Barattolo di Nutella. Regione Lombardia, Carlo Spreafico (Pd). 2.70 euro.
40. Tassa sui rifiuti. Regione Campania, gruppo Misto. Importo imprecisato.




13/01/14

Kombo Kolombia, canta e muori

di G. Mariani
Si chiamavano Kombo Kolombia e suonavano un misto di due generi musicali il vallenato e la cumbia. Li avevano soprannominati <<i poderosi>>. Sapevano far ballare e divertire la gente. Si esibivano nelle feste di paese e nei locali della provincia messicana. Sono stati eliminati, uno per uno, da un commando armato della più sanguinosa organizzazione criminale del pianeta. Solo in un paese come il Messico dove dall'inizio dell’anno (2013) si contano già più di 4 mila omicidi, la storia del Kombo Kolombia può essere considerata come una tragedia simile a tante altre e dimenticata in fretta. Solo in un paese come il Messico i musicisti sono ormai ritenuti come inevitabili effetti collaterali di un conflitto tra cartelli rivali in cui i morti sono più di quelli di una guerra civile. Il vallenato e la cumbia sono stili musicali che hanno origine nella regione caraibica colombiana, ma sono ormai amati in tutto il continente Usa. I Kombo Kolombia nascono nel 2010 con l’ambizione di diventare un punto di riferimento per questo genere molto richiesto nei locali da ballo e nelle feste del nord del Messico. Si esibiscono a volte con otto, a volte con tredici elementi solto la guida del cantante Carlos Alberto Aguirre, 37 anni, fisico imponente e sorriso contagioso. Lo scorso 24 gennaio il gruppo viene invitato a esibirsi a una festa privata nel locale La Carreta in un paese chiamato Hidalgo, nello stato del Nuevo Leon, a circa 40 chilometri da Monterrey, e un piccolo locale angusto, ma simile a tanti altri della zona. Alla fine del concerto una squadra di persone armate entra nel locale e preleva, armi in pugno, tutti i componenti del gruppo e i loro assistenti. Vengono bendati, caricati su un furgone e su alcuni fuoristrada e trascinati via. Sembrano scomparire nel nulla. I parenti li chiamano ai telefoni cellulari, ma nessuno risponde. Nessuno chiede un riscatto. Due giorni dopo si presenta alle autorità un musicista del gruppo. E’ stato trovato da un contadino, scalzo e ferito. L'uomo racconta come sono andate a finire le cose. I musicisti sono stati trasportati lungo strade sterrate in un ranch abbandonato chiamato Estacas, nel comune di Mina a 90 chilometri da Monterrey lungo l’autostrada Moncova. Sono stati allineati e colpiti ripetutamente al volto e al corpo. Sono stati sommariamente interrogati ed è stato loro chiesto se appartenevano a qualche cartello criminale. I rapitori volevano sapere i loro rapporti con la criminalità locale. Poi, uno dopo l'altro, sono stati uccisi. Un'esecuzione di massa. I loro corpi sono stati poi abbandonati in un pozzo. Lunedi 28 gennaio la polizia si reca nel luogo indicato dal testimone e trova ammassati uno sull’altro 17 cadaveri. Presentano ferite d’arma da fuoco, segni di tortura. Molti di loro indossano ancora una maglietta rossa con la scritta <<Il poderoso Kombo Kolombia>>. Vengono uno a uno riconosciuti. Tredici musicisti e quattro uomini del loro staff tecnico. Non si sa come il superstite, la cui identità é stata tenuta segreta dalle autorità, sia riuscito a sopravvivere al massacro. Forse é scappato, forse è stato lasciato in vita per poter raccontare cosa é accaduto, ma qualcuno all'inizio sospetta che abbia agito da talpa o abbia tradito i compagni. In Messico nella guerra tra cartelli dei narcos, la musica gioca un ruolo importante. I membri delle cosche amano le Canzoni e adorano essere protagonisti delle ballate di un genere che ha preso il nome di Narcocorrido. . Lo spensierato ritmo delle polke latino-americane celebra avventure di sicari, spacciatori e boss sanguinari. E’ la prosecuzione del mito di Pancho Villa, soltanto che qui la lotta politica è diventata scontro senza pietà per il controllo del mercato della cocaina. Gli interpreti musicali della scena del Narcocorrido frequentano il mondo criminale, spesso ne sono organici. Suonano a party organizzati da boss o sicari (le narco-fiestas), talvolta vengono pagati per scrivere su commissione ballate celebrative per i cartelli. Guadagnano bene, sono eroi locali. <<In alcuni stati del Messico i ragazzi imparano prima le parole dei corridos che quelle dell’inno nazionale>>, ha detto un interprete di questo genere. 

Ma il mondo del crimine non perdona e molti di loro diventano bersagli di un conflitto che non conosce limiti. La mattanza di artisti musicali negli ultimi anni è andata intensificandosi. Secondo lo scrittore Edmundo Pérez, autore del libro Que me entierren con narcocorridos (Possano seppellirmi con i narcocorridos) più di 50 musicisti di questo genere musicale sono stati vittime negli ultimi anni delle rappresaglie dei narcos. L’anno scorso Rodolfo Gomez Valenzuela, leader di un gruppo che portava addirittura il nome di una fazione, i Cartel del Sinaloa, é stato ucciso a casa sua. Cinque membri di una formazione chiamata La Quinta Banda sono stati massacrati sul palco mentre suonavano in un locale a Chihuahua, una delle loro ballate più famose era intitolata El corrido de la linea e celebrava le gesta eroiche del Cartello di Juarez. Il cantante dei Los Ciclones del Arroyo è stato rapito e gambizzato per essersi rifiutato di cantare una canzone che gli era stata richiesta. Ma è questo l’aspetto forse più terrorizzante della strage dei Kombo Kolombia, l’orchestra, di vallenato non faceva parte del mondo del Narcocorrido e non era affiliata con il mondo criminale. Le loro canzoni erano brani popolari da ballo, senza riferimenti alle faide armate. Il tastierista Heider Cuéllar, 24 anni, era l'unico del gruppo di nazionalità colombiana. <<Non ha mai ricevuto minacce, non ha mai avuto timore per le sue esibizioni>>, ha detto suo padre dopo la strage. La madre del percussionista Ricardo Verduzco Saenz, 27 anni, ha assicurato alla stampa messicana: <<Mio figlio non è mai stato coinvolto in nessuna attività criminale. Era una persona sana>>. La madre della seconda voce del Kombo, Saul Reynoso Saenz, 30 anni, ha però dichiarato che il figlio sembrava preoccupato e stava pensando di abbandonare la musica. Le indagini hanno rivelato che la formazione si esibiva in una zona di guerra, dove ogni locale, ogni festa, ogni serata é controllata da qualche boss o da qualcuno in affari con un cartello. Lo stato del Nuevo Leon è al centro di una faida spietata tra il Cartello del Golfo e i loro rivali i Los Zetas. I Los Zetas hanno scalato la gerarchia criminale messicana con azioni spietate e tecniche di guerriglia. Il gruppo è stato fondato nel 1999 da alcuni militari appartenenti ai corpi speciali delle forze armate messicane che decisero dj mettersi al servizio dei ricchi e potenti boss della cocaina. Scelsero di diventare il braccio armato del Cartello del Golfo. Arricchitisi e diventati potentissimi, i capi dell’organizzazione hanno deciso però che era arrivato il momento di mettersi in proprio e nel febbraio 2010 hanno dichiarato guerra ai loro vecchi datori di lavoro del Cartello del Golfo. 

Da quel momento sono diventati la più spietata macchina criminale del mondo, compiendo stragi senza precedenti come il massacro di più di 200 abitanti del villaggio di San Fernando nel 2011. Le indagini successive all’assassinio dei membii del Kombo Kolombia hanno chiarito gli assurdi contorni della vicenda e chiamato in causa questa sanguinosa faida. Alcune settimane dopo la strage, la polizia dello stato del Nuevo Leon arresta un fiancheggiatore dei Los Zetas, Orlando Eruviel Garza Luna. Il suo compile è quello di sorvegliare i luoghi dei crimini e le basi da cui partono le azioni. Sotto torchio, parla e rivela i particolari della strage. Ha visto i criminali che torturavano e uccidevano con un colpo di grazia i componenti del gruppo. L’unica colpa del Kombo Kolombia era stata quella di essersi esibiti in locali che appartenevano al Cartello del Golfo ed aver, a quanto pare, ringraziato gli organizzatori dei concerti che erano affiliati o collaboratori del clan. ll pentito ha pagato con la vita il suo racconto ed é stato ucciso in carcere lo scorso 10 aprile. Ma ora gli investigatori hanno in mano un nome, l’ideatore della strage dei musicisti sarebbe José lsidro Cruz Villarreal detto El Pichilo, il Capo degli Zetas nell’area di Monteney. Villareal è latitante dal febbraio 2012, quando scappò da un carcere del Nuovo Leon con altri 29 detenuti, non prima però di aver scatenato una rivolta e aver ucciso più di 40 reclusi vicini al Cartello del Golfo. l 17 membri del Kombo Kolombia sono stati ammazzati per una vendetta trasversale, per aver cantato davanti a un pubblico di nemici. ln una zona di guerra dove la violenza é legge, far divertire le persone può essere una colpa e cantare davanti alle persone sbagliate é un errore fatale.  
di G. Mariani


07/01/14

Il ritorno di Christiane, F

Per tanto tempo mi sono chiesto dove fosse finita, dopo aver visto il film (e, questa volta dopo, aver letto il libro..)  Le notizie erano vaghe e sempre più disparate: chi la dava per dispersa, chi affermava che aveva cambiato completamente vita, chi ancora impelagata nei sotterranei degli stupefacenti, chi addirittura che fosse morta. Certo che Christiane Vera Felscherinow, meglio nota con lo pseudonimo di Chistiane F, è stata un mito e un icona per un intera generazione. Non solo eroinomane, ancora minorenne, ma scrittrice e musicista (è stata la compagna di Alexander Hacke, componente degli Einsturzende Neubauten, gruppo post-industrial e massimo esponente del rock d'avanguardia tedesco e del cosidetto "modernismo primitivista", ossessivi nelle loro parabole di autodistruzione, di oppressione sociale, di emarginazione..), Christiane ritorna, dopo Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, con un nuovo libro, La mia seconda vita, in collaborazione con la giornalista Sonja Vukovic, in cui racconta cosa è sopravvissuto al di là del mito,e di una città, Berlino, insieme ad articoli e commenti sulle politiche tedesche ed europee sulle droghe, su i programmi di recupero dei tossico dipendenti, i costi sociali derivanti e sui nuovi tipi di stupefacenti. Ricordo i capanelli che si formavano fuori la sala dove si proiettava il film di Uli Edel (che è del 1981) , dove si poteva comprare la "roba", a dimostrazione che molti di quella generazione non avevano ben capito cosa quel film volesse affermare, cioè l'inferno in cui si cade con l'abuso di eroina,di come sia difficile, durissimo uscire dalla dipendenza e gli errori e la miopia della cosidetta borghesia in merito al problema delle droghe. Ricordo ancora, a chi non lo ha visto, che la colonna sonora fu affidata alle canzoni di David Bowie, (in quel periodo ancora a Berlino impegnato nella sua trilogia) che compare nella pellicola in concerto con Station to Station e che per l'occasione registrò la versione di Heroes in tedesco. Mi sono così imbattuto in una bella intervista alla rediviva Christiane a firma Natasha Ceci e apparsa sul numero di Alias del 4/01/014, in cui ci racconta un pò della sua vita e la genesi del nuovo libro, che uscirà in Italia agli inizi di Febbraio. Buona lettura..

<<Non avremo più alcuna voglia di ritornare su>>. Con questa frase si chiudeva il libro Christiane F Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino nella descrizione di una cava di calce persa nella campagna di Amburgo, come un piccolo Eden nascosto e limitrofo alle droghe. Eravamo rimasti li, tra la fuliggine di Bahnhof Zoo, i tacchi e la busta di plastica di Natja Brunckhorst, protagonista della versione cinematografica del 1981 e la mitologia che attraversa una città alimentando iconografie e un eterno dibattito pubblico.

Sonja Vukovic, quale é stata la genesi del libro?
Lavoravo per la testata tedesca Die Welt e durante la ricerca di una storia mi sono imbattuta nel trentennale del fillm di Uli Edel e ho deciso di rintracciare Christiane. Non è stato facile, nemmeno dopo averla trovata e dopo aver conquistato la sua fiducia, Alla fine il materiale che avevo era cosi ricco che l'idea di un libro prendeva naturalmente forma. Cosa c’era dopo la cava di calce? Tra il 1981 e il 1984 Christiane tenta la carriera musicale assieme al suo compagno Alexander Hacke, componente della band Einsturzende Neubauten, in seguito trascorre un periodo in Svizzera presso la pittrice Anna Keel, moglie dell'editore svizzero Daniel Keel. Nel 1985 è arrestata per detenzione di stupefacenti e dal 1987 al 1993 vive in Grecia con il fidanzato Panadiotis fino a quando viene arrestato per spaccio e Christiane torna a Berlino. Nel 1996 ha un figlio e nel 2007 in un’intervista alla televisione tedesca dichiara di assumere metadone e non più eroina ma le sue condizioni di salute sono gravi: è affetta da una forma cronica di epatite. Nel 2008 i media possono leccarsi i baffi alla notizia drammatica secondo cui le autorità berlinesi le hanno sottratto la custodia del figlio a causa di una ricaduta nella tossicodipendenza. Eppure la seconda vita di Christiane è molto altro.
Perché ha deciso di raccontarla?  
Perché i media hanno pubblicato ovunque storie su di me, risponde Christiane, ma il loro interesse era rivolto solo a capire se fossi ancora una tossicodipendente o no. Io volevo dire: salve, ho 51 anni, sono una madre, sono ancora viva e non sono più Christiane F. ma la Signora Felscherinow e ho fatto un ottimo lavoro con mio figlio.
Che rapporto ha con il mito di “Christiane F” ?
Sono diventata famosa improvvisamente. Non potevo immaginare che impatto quel libro avrebbe avuto, io avevo solo sedici anni e raccontare era per me una ottima terapia, I miei genitori non se ne preoccupavano e sono diventata una star e uno stigma allo stesso tempo. Per il pubblico io ero semplicemente la tossicodipendente più famosa.
La sua biografia é anche la biografia di una generazione?
 Mi sono sempre chiesta chi fossero quelle persone che leggevano la mia biografia. Ma non mi sono mai chiesta perché: non ritengo che ci sia qualcosa di speciale in essa. Centinaia di persone hanno avuto e hanno una storia simile alla mia.
E’ cambiata la “scena” della droga oggi?  
Non credo che sia cambiata molto, tranne per il fatto che puoi chiamare lo spacciatore tramite un telefono cellulare. Ma non sono più in quel giro oggi, sono diventata madre quando avevo 34 anni e da allora sono in un programma di sostituzione.
Cosa pensa delle politiche tedesche sulla droga? Nel quartiere berlinese di Kreuzberg si é acceso un dibattito sulla eventuale apertura di un coffee shop..
Non parlo delle questioni politiche da quando molti giovani consideravano romantico e affascinante tutto cio che leggevano nel libro con una conseguente pubblicazione di articoli su come genitori e insegnanti potevano seguire questi ragazzi ammaliati da quei racconti. Non so dire se sia un bene o no.
Come immagina la sua terza vita? 
Vorrei una casa in campagna, silenziosa e circondata da animali. Forse vicino a un lago o a un bosco.

<<La storia di Christiane non é solo una storia di tossicodipendenza, ma anche quella di una ragazza che deve badare a se stessa, dall'infanzia trascurata, alla ricerca di una propria identità, di un equilibrio>>,
spiega Sonja Vukovic. La ricercae è continua, febbrlle, attraversa la storia di una generazione, combatte con uno stigma, quello di essere non Christiane, non Christiane Felscherinow ma Christiane F. per sempre. Ogni capitolo del libro è una chance che la donna non ha saputo, voluto, potuto cogliere, dietro una ribalta che ha divorato la sua adolescenza e che oggi 1’addita come una madre tragica. Se lei e cambiata il rnondo attorno ha però la stessa stoffa. La criminalizzazione dell ’eroinomane continua a creare corti circuiti con la doppia moralità di una società intrisa di tossicodipendenze, nel giro di vite del clubbing, della nuova classe creativa, e di tutti coloro che non necessariarnente hanno coscienze da espandere ma solo un desiderio di puro stordirnento. La tolleranza, qualora ci fosse, resta apparente, celata come sempre sotto la maschera del controllo sociale. Christiane Felscherinow resta anche un simbolo di una generazione falciata in un luogo specifico, ovvero Berlino Ovest degli anni Settanta Ottanta, perduta tra Est e Ovest, che pulsava decadente sotto la patina glamour e internazionale data da Bowie e Iggy Pop e che cercava di cicatrizzare tutte le sue ferite storiche.