23/05/15

Dio? Esiste per consenso vicendevole. Todd Rundgren

Todd ieri
25 album in studio da solista, garage rocker, pop psichedelico, maestro del prog, produttore sperimentale, fino a diventare una specie di re mida della dello studio, un classico hitmaker del rock , per arrivare al power pop negli anni '80. Il suo 25 album è una splendida fusione di stili contemporanei - rock, soul e edm - che continua la tradizione di opere sempre sul filo della lama e di rottura, di questo genio visionario dalla carriera globale. Todd Rundgren ha vissuto molte vite musicali.

Nato e cresciuto a Philadelphia, Todd Rundgren suona la chitarra nei Nazz, quintessenza della psichedelia di quegli anni, pubblica album in cui suona tutti gli strumenti e con cui inizia il lavoro di produzione, poi forma gli Utopia con cui porta al limite il prog, come dimostra Ikon: una vera e propria odissea progressive, un disco in continuo movimento, funky, impressionante.

Quando i Nine Inch Nails hanno iniziato ad manifestare segni di esitazione e cedimento, si sono rivolti a tre veggenti del mixer di studio: Oneohtrix Point Mai, Genesis P-Orridge, e.. Todd Rundgren. Mentre la musica di Daniel Lopatin Oneohtrix e P-Orridge è sinonimo di suoni astratti e sperimentalismo, Rundgren ha subito composto e registrato canzoni che sono andate dritte allo scopo. Ma Ma Reznor non è stato l'unico a ricorrere alle magie di Todd. Come produttore, ha lavorato con i Grand Funk Railroad per We are an American Band, con Hall & Oates, ha dato lucentezza a Wave di Patti Smith , ha cantato sui dischi dei Cars, e ha prodotto tutti e tre i dischi di Meat Loaf, di cui uno, Bat Out of Hell risulta il quinto album più venduto di tutti i tempi, con circa 42 milioni di copie vendute! E ancora produce il bellissimo Skylarking degli XTC, i Psychedelic Furs di "Love My Way", i Cheap Trick, i Tubes e molti altri, oltre che colonne sonore e musiche per spot pubblicitari. Pioniere nel software per computer e dei video musicali, il suo ultimo album, è stato parzialmente registrato con un iPad. Insomma un mago dello studio, un esploratore sonoro e delle innovazioni tecnologiche, artista concettualista e interattivo, dai mille esperimenti elaborati, tanto che ancora oggi, dopo tanti anni, moltissimi musicisti invocano il suo lavoro.

L’opera di Todd Rundgfen trasuda un inconfondibile senso di mistero. ll suo talento, sempre mutante, di produttore e continuamente alla ricerca. Abbiamo ricordato come durante questi anni abbia prodotto albums per artisti assai diversi, dai i New York Dolls, a Patti Smith, Grand Funk Railroad, Tubes, Tom Robinson Band, Sparks, Rick Derringers e Meat Loaf. Ancora oggi è tanto eloquente quanto attivo. E' cercare di seguire le sue idee espressive é come osservare il percorso di una pallina di un flipper: in ogni momento può ,camhiare direzione o sparire. I paragrafi che seguono sono i punti di vista di Rundgren su soggetti che sono nella mente di un qualsiasi Diogene del ventesimo secolo.

Todd oggi
MUSICA
In musica possiedo soltanto abilità. La mia musica é un 'espressione catartica e da quando ho impostato la vita in mode tale che non devo vendere dischi per sopravvivere (ho il mio lavoro di produttore), li registro liberamente grazzie a una specie di terapia personale perché non ascolto le cose che vorrei. Vorrei dedicarmi completamenite alla musica e studiarla; Mi piace un tipo di musica con parole ma preferisco !a musica senzaparole. Generalmente le parole ti limitano un 'area di interpretazione. Alla fine quando sei veramente dentro la musica dimentichi tutti gli elementi fisici. Il tuo livello di interpretazione mentale é astratto, tu sei trascinato nella musica. E come una brillante vacanza in cui la musica fa da guida turistica. E' un mondo dentro di te, Nella mia musioa ci sono riferimeqti di oriente e occidente. Io parlo di Cristo, di Mosè e di Buddha. Se vuoi rappresentare musicalmente qualcosa di umano in maniera tatale e limpida essi hanno ideali umani da poter imitare. Per quanto mi riguarda, Ravel è il mio compositore preferito. E' il Cristo della musica. Bach è il mio Mosè e Stravinsky è il mio Buddha. Ravel ha fatto musica veramente umana e insieme a Gershwin (morti entrambi nel 37) hanno sintetizzato la musica occidentale con quella dei neri.

CREAZIONE
Interpcetare le idee con una sonorità fisica conduce in qualche modo ad un grado superiors nella vita fisica stessa. E l'indefinibile dentro di me che mi soddisfa. Per esprimere delle idee e trovare le parole, giuste devo uscire fuori dal mondo fisico. Cosi quando divento astratto, ed è completamente impossibile inteirpretare questoi con la fisicità, raggiungo un altro livello di esistenza. Quando mi accingo a creare, non appena prende forma la fisicità, l'astratto viene escluso. La musica in fondo è un interpretazione dell'astratto. Potresti essere anche la persona più eloquente di questo mondo ma non riuscirai mai a descrivere l'astratto con le parole.

MISTICISMO
Sono affascinato dal misticismo. Sono sicuro che ciò si riflette nella mia musica. La struttura e la qualità del suono emula qualcosa che non può essere interpretato in termini fisici. A. Eistein era un mistico. Interpretava cose che non è possibile interpretare fisicamente. Tutte le sue deduzioni sul tempo, lo spazio e la continuità sono intuitive e non comprovabili scientificamente. Lo confermano solo le intuizioni di altra gente. E' come l'ateismo, il più grosso paradosso del mondo. Dio, chiunque o qualunque cosa sia, esiste e non capisco perchè la gente parli tanto di questa faccenda. Esiste per consenso vicendevole, è impossibile discutere o spiegare..

TEMPO
Non credo nel destino.Riusciamo in definitiva a controllare tutto, anche il subconscio. Non c'è inizio nè fine. L'unica cosa che esiste è ciò che esiste adesso. In natura tutto è ciclico, tutto è ripetitivo. Anche il cambiamento è solo una parte di un ciclo maggiore anch'esso ripetitivo. Tutto è ritmico o, piuttosto, le vibrazioni sono l'ultima sostanza dell'esistenza. Tutto può essere considerato come l'armonia di parti conflittuali di vibrazioni. In definitiva, tutto ricadrà nella fase .. come parte del ciclo. In fondo dell'esistenza fisica è il punto più fuori fase che l'universo raggiunge.

MATERIALISMO
Le cosa adesso sono arrivate al più materiale livello fisico possibile. Le icone materiali devono essere difese, ci sono motivi giustificabili per il suicidio o per uccidere un ’altra persona. La Monna Lisa per esempio; é una grossa cosa da apprezzare, ma la maggior parte della gente di questo mondo non l'ha mai vista, non la vedrà mai, o se ne frega o non sa cosa voglia significare.

POLITICA
La democrazia é una cosa impossibile da ottenere per foza perché “Chi sa che cosa è giusto o sbagliato?".
Soltanto la democrazia concede questa possibilità di chiedere: “Chi sa’?” La democrazia é
completamente impraticabile ma é l ’unico concetto in cui ognuno può trovare una risposta. In qualsiasi altro sistema, é sempre: "Io so " e chiunque altro sa che é una bugia! I politici sono persone che credono che le leggi siano tutto, e ché possano sancire gli avvenimenfi di questa terra e che non ammettano mai che un uomo possa fallire. Credo che l'anarchia sia l'unica cosa legittima, l'unico sistema difendibile. L’anarchia non 'significa caos. Anarchia significa che nessuno andrà a governarti. Solo tu sai come governare te stesso. Tu obbedisci alle leggi dell'universo. Gli esseri umani non hanno ancora sviluppato abbastanza la facoltà di essere capaci a governare l'anarchia.

FUTURO
Il mio idéale é staccarmi completamente dai coinvolgimenti della musica pop, nan perchè la disdegno, ma proprio perché la amo. L’ho trovata insoddisfacente perché ho réalizzato che in questa corsa la gente non la prende suL serio. Vorrei lavorare in televisione e vorrei interessarmi a problemi sociali. Vorrei che qualche mia idea che ho cercato di raffinare nella mia musica e nei video, fosse interpretata in veri termini umani. Vedo anche i video dischi come sintesi ultima delle due aree in cui lavoro. In definitiva, una nuova forma d'arte verrà fuori da tutto questo, in maniera distintamente separata dalle due: il suono e la visualizzazione diventano sinergici, cioé si rinforzano reciprocamente..




Todd Rundgren - GLOBAL, 2015




21/05/15

Everlong e Dave se ne và

Ieri sera il suo talk show è andato in onda per l'ultima volta, a tarda notte. Parliamo di David Letterman e so bene che forse non frega molto a nessuno e che solo chi si occupa di televisione e di media in generale ha coperto la notizia in un modo o nell'altro.. L'intera extra-lunga puntata è stata triste per tutti i fan di lunga data di Letterman , e i momenti finali mi hanno commosso non poco, e comunque più di ogni altro spettacolo visto in televisione. La band preferita di Dave, i Foo Fighters, la cui canzone "Everlong" era stat dedicata a Dave per il suo quinto bypass applicato nel 2000, è tornata ad essere l'ultimo ospite musicale nella sua carriera, lunga ben 33 anni. La performance di "Everlong" aveva sullo sfondo un montaggio che attraversava tutta la storia, una rapida corsa fiammante attraverso il passato: anche se non sono abbastanza vecchio per avere visto i suoi primi anni alla NBC, posso solo immaginare come si sentivano le persone in questo momento, dopo tutti questi anni.

Io non voglio cercare di mettere in parole il motivo per cui questa cosa mi ha colpito così duramente. Ho già una sorta di prevenzione nei confronti di Everlong, anche se non sono neanche un super fan dei Foo Fighters. Ma sento che ho bisogno di commentare e condividere come Dave mi ha catturato: tutta la sua umiltà e autoironia, sostenendo il suo personaggio di eterno brontolone, il suo saper essere provocatorio e mai zerbino, il suo progressismo bonario, il suo amore per le cose che ci piacciono, la musica e il cinema, in particolare. Gli devo anche la scoperta di alcumi artisti, ospitando il meglio del rock e della musica alternativa per ltre 30 anni. Dave Letterman era divertente, e è stato portatore di una cultura popolare, ma mai "populista", non ha mai cercato facili consensi, semmai il contrario. Mi ha tenuto compagnia durante le notti insonni, strappandomi sorrisi e buon umore anche quando sarebbe stato difficile anche per il re dei clown. Un ottovolante di emozioni! In Italia solo Luttazzi ha tentato un esperimento simile, cercando di ricreare l'atmosfera che ha caratterizzato il Late Show sotto la guida di Letterman, ma abbiamo visto come è finita.

Tornando allo show finale, certo, si è abbandonato fino all'ultimo alla cultura della celebrità invitando alcuni suoi amici divi per la top ten conclusiva, ma in qualche modo è riuscito ad evitare facile sentimentalismi, tanto che fino agli ultimi quindici minuti o giù di lì sembrava una puntata regolare del Late Show, ed era quello che mi aspettavo: il David Letterman che ho conosciuto non avrebbe mai voluto fare un grand polverone (su se stesso) per il finale della sua carriera.
Oggi abbiamo la fortuna di avere You Tube, è possibile quindi rivederlo negli anni '80, dove forse risiede la sua roba davvero migliore: è un assaggio della cultura che regnava in quegli anni a New York, e che piano piano si è estesa in tutto il mondo, ed è abbastanza affascinante da rivivere.
Quindi oggi rendo omaggio a questo innovatore, che ha saputo mantenere il suo ego sotto controllo, a lui e al suo equipaggio, gli autori, e la piccola l'orchestra che lo ha sempre accompagnato: con la sua band preferita che suona la sua canzone preferita, mentre la commedia più importante degli ultimi 35 anni che ha balenato nelle nostre TV è andata per l'ultima volta in onda...





Quello che stiamo realmente facendo al nostro pianeta

E' di pochi giorni fa, l'appello di alti funzionari della chiesa e dello stesso Papa Francesco, che incoraggiano tutti a consumare di meno e a preoccuparsi di più dell'impatto che ciascuno di noi ha sull'ambiente.
E 'un avvertimento tempestivo, perché i prossimi sei mesi saranno cruciali per il nostro futuro.
Davanti a una serie di grandi eventi nel corso di quest'anno, due organizzazioni come The Foundation for Deep Ecology (Fondazione per una Profonda Ecologia) e la Population Media Center hanno pubblicato una collezione di foto che illustra gli effetti devastanti della cosidetta crescita e dei rifiuti ormai fuori controllo, e sono immagini mozzafiato.

E' il tentativo di un'azione diretta per coinvolgere opinion-leader, scienziati e cittadini per rispondere in modo creativo al degrado ambientale. Si sottolineano gli elementi di tutela ambientale che raramente vengono discussi: promozione dei diritti umani e della salute delle persone , come forti soluzioni indispensabili alla tutela dei diritti di altre specie ad esistere e alla salute del pianeta. "Sono problemi di cui le persone non si preoccupano, e spesso sono solo i media tradizionali ad occuparsene," afferma Missie Thurston, direttore del marketing e della comunicazione presso il Population Media Center. E 'difficile sapere qual'è l'impatto sull'ambiente delle nostre scelte quotidiane, come l'effetto reale di acquistare una bottiglia d'acqua o una TV extra large o un laptop. In un pianeta ormai sovrappopolato, Ognuno di noi genera (in media) oltre 4 chili di rifiuti al giorno - con un incremento di quasi il 60% dal 1960 -. La popolazione mondiale è in aumento di oltre 220,00 persone al giorno - cioè abbiamo almeno 9.000 persone in più ogni ora, e non è automatico che la Terra possa fornire facilmente spazio, cibo, alloggio e altre risorse per queste persone, oltre che a tutti noi che siamo già qui, se continuiamo terribilmente a maltrattare il mondo naturale e le altre specie presenti sul pianeta.

Innescare una nuova consapevolezza ambientale, una stabilizzazione della popolazione mondiale, raggiungibile attraverso l'esercizio e la realizzazione di un programma progressista dei diritti umani, l'istruzione primaria per tutti i bambini, il miglioramento delle condizioni delle donne e delle ragazze in tutto il mondo, garantire l'accesso alle informazioni sulla pianificazione delle famiglie, può essere un potente contributo alla soluzione dei problemi ambientali e sociali più pressanti.

Ecco quello che gli umani stanno realmente facendo al nostro pianeta.. in 10 sbalorditive immagini. (clicca per ingrandire)


Rifiuti elettronici, provenienti da tutto il mondo, vengono scaricati a Accra, in Ghana, dove si riciclano parti minerali per l'elettronica per poi bruciare tutto.
 Peter Essick/Foundation for Deep Ecology


Città del Messico, una delle città più popolose dell'emisfero occidentale.

 Pablo Lopez Luz/Foundation for Deep Ecolog


L'ex antiche foreste Willamette National Forest, livellate per lo sviluppo del petrolio, in Oregon

 Daniel Dancer/Foundation for Deep Ecology


Giungla Amazonica bruciata per fare spazio al pascolo del bestiame, in Brasile.

 Daniel Beltra/Foundation for Deep Ecology


 La più grande miniera di diamanti del mondo, in Russia.

 Digital Globe/Foundation for Deep Ecology


Vancouver Island, Canada.


 Garth Lentz/Foundation for Deep Ecology



Bangladesh, dove vengono prodotti gran parte del vestiario del mondo.

M.R. Hasasn/Foundation for Deep Ecology

Discarica immensa di pneumatici fuori uso in Nevada. 
 Daniel Dancer/Foundation for Deep Ecology


Nord East Land, Svalbard, in Norvegia, dove l'aumento delle temperature globali stanno cambiando radicalmente l'ecologia.


Cotton Coulson/Keenpress/Foundation for Deep Ecology


Nuova Delhi, in India, dove molti discariche stanno raggiungendo un punto di rottura. La popolazione circostante di Delhi ammonta a circa 25 milioni di persone.

 Digital Globe/Foundation for Deep Ecology

Nel mese di settembre, i leader mondiali cercheranno di accordarsi su obiettivi di sviluppo sostenibile che ci porteranno fino al 2030. Nel mese di dicembre, a Parigi, le Nazioni Unite tenteranno di impostare finalmente limiti vincolanti in materia di inquinamento. Il 2015 è l'anno in cui possiamo definire il modo in cui volgiamo il nostro pianeta.

La speranza è che queste, come altre foto, reportage e inchieste contribuiranno a generare consapevolezza e a spingerci all'azione. Perché, come come si diffonde la parola, così si può diffondere la volontà di fare in modo che non ci siano più immagini come queste da fotografare..



20/05/15

B. B. King non perde un colpo


B.B. King sostituisce una corda della sua amata chitarra elettrica Lucille, che si era spezzata a metà canzone, senza interrompere lo show e continuando a cantare. Uno spettacolo nello spettacolo, al Farm Aid del 1985. B.B.King non perdeva un colpo.

La scorsa settimana, dopo aver appreso della scomparsa di B.B. King, ho scoperto che sono state evidenziate alcune performance live della leggenda del blues in giro per la rete - spettacoli che mettono completamente in mostra il suo virtuosismo. Questa è una clip sorprendente che evidenzia ciò che un musicista di fama mondiale ha veramente a cuore. Lo scenario è il Farm Aid del 1985, alla presenza di 80.000 persone. La canzone è "How Can You Get Blu." Il momento chiave arriva al giro di boa del 03:10 min, quando si spezza una corda della chitarra, e King riesce a sostituirla prima della fine della canzone. Per tutto il tempo, con la musica in pieno svolgimento, non perde un colpo, una nota, e continua a cantare il blues. Godiamoci BB King in "Blu Can You Get", live al Farm Aid di Champaign, Illinois, il 22 settembre, 1985: a noi piace ricordarlo così.

@ P.s.: Il Farm Aid è stato creato da Willie Nelson, Neil Young e John Mellencamp nel 1985 per sostenere le famiglie di agricoltori in difficoltà.  Da allora molti artisti e musicisti hanno contribuito al progetto, ultimo Dave Matthews che è salito a bordo del Farm Aid nel 2001.






Finalmente, a chiare lettere: Abolire il carcere

Finalmente, dopo averci girato in lungo e in largo, dopo dibattiti e considerazioni, ricerche e confronti con altre esperienze, qualcuno e in questo caso il Sen. Luigi manconi, da sempre impegnato nel rispetto dei diritti civili e in particolare dei detenuti, lo dice charo e tondo: bisogna abolire il carcere. Così come è strutturato, non serve assolutamente a niente, soprattutto agli scopi che dovrebbe prefiggere una detenzione, breve o lunga che sia: la non reiterazione del reato e il recupero del detenuto. Invece, nella disastrosa situazione in cui si trovano i detenuti nelle carceri italiane, più volte sanzionate dall'Unione Europea, succede solo che la percentuale di reati che vengono compiuti dopo il rilascio dalla detenzione è in continuo aumento, e che la reclusione così com'è serve solo ad incattivire le persone che hanno sbagliato. Senza un lavoro, un occupazione, corsi di formazione, non c'è possibilità di un reinserimento, e stare chiusi in una cella senza fare niente per 24 ore, insieme con altre persone nelle stesse condizioni, somiglia più ad una tortura che ad una punizione. Pubblichiamo un estratto dal libro di Manconi, scritto con Stefano Anastasia, Valentina Calderone, Federica Resta, e postfazione di Gustavo Zagrebelsky. In chiusura, in fondo, un documentario di VICE sulle carceri norvegesi, che conferma che è possibile percorrere strade diverse.
Interzone appoggia totalmente la proposta di Manconi e si batte perchè il carcere venga abolito per tutti, e sostituito con altre forme di pene e detenzione.

ABOLIRE IL CARCERE
È stata Belén, all’anagrafe María Belén Rodríguez, a esprimere le considerazioni più pertinenti a proposito della condanna a tredici anni e due mesi di carcere inflitta a Fabrizio Corona. La donna, a quanto si sa, non viene da severi studi giuridici ma è evidentemente dotata di buon senso e, soprattutto, conosce la personalità del condannato, col quale ha avuto una lunga relazione, e la sua particolare patologia. «Lui ha un problema, ha fatto degli errori, ma in realtà l’unico problema che ha sono i soldi». E ancora: «Secondo me la condanna che dovevano dargli è una grandissima multa salata e basta. Lui è in galera perché ha una malattia per i soldi» afferma Belén in una intervista al settimanale «Oggi», il 22 dicembre 2014.

Nelle parole della donna c’è l’eco (poco importa se inconsapevole) della più avanzata dottrina penalistica e della più ragionevole pedagogia per l’età adulta. Entrambe le ispirazioni tengono conto, nel ponderare qualità ed entità della sanzione per chi infrange le regole, della personalità del reo e dell’esigenza di rendere la pena effettivamente deterrente – dunque utile alla società – oltre che non inutilmente vessatoria nei confronti del condannato. Ed entrambe intendono sottrarre la misura punitiva al cupo e ottuso automatismo del «chiudere la cella» per tot anni o per sempre e «gettare via la chiave». E, infatti, nel caso di Corona, solo un tipo di sanzione capace di intervenire efficacemente sulla sua «patologia», la dipendenza dal denaro, può rispondere a quanto previsto dalla Carta costituzionale e dal nostro ordinamento. Può, cioè, sia svolgere una funzione preventiva – ovvero dissuaderlo dall’acquisire illegalmente risorse economiche – sia perseguire una finalità rieducativa, inducendolo a riflettere criticamente sulle conseguenze della propria dipendenza dal denaro. Le parole di Belen aggiungono, quindi, un’ulteriore motivazione, se mai ve ne fosse stato bisogno, alla pertinenza e alla urgenza dell’interrogativo: possiamo fare a meno del carcere? Questo libro ambisce a dimostrare l’opportunità di una simile domanda e la fondatezza della nostra risposta positiva. Sì, abolire il carcere e possibile, innanzitutto nell’interesse della collettività, di quella maggioranza di persone che pensano di non essere destinate mai a finirci e che, con lo stesso, mai avranno alcun rapporto nel corso della intera esistenza. L’abolizione del carcere è, insomma, una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini, che ne avrebbero tutto da guadagnare. Perché, dunque, fare a meno del carcere? Semplice: perché a dispetto delle sue promesse non dissuade nessuno dal compiere delitti, rieduca molto raramente e assai più spesso riproduce all’infinito crimini e criminali, e rovina vite in bilico tra marginalità sociale e illegalità, perdendole definitivamente. E perché mette frequentemente a rischio la vita dei condannati, violando il primo degli obblighi morali di una comunità civile, che e quello di riconoscere la natura sacra della vita umana anche in chi abbia commesso dei reati, anche in chi a quella vita umana abbia recato intollerabili offese. E sia per questo sottoposto alla custodia e alla funzione punitiva degli apparati statali.


Strane, strazianti, veloci, originali: le nostre cover

Reinterpretazione, rifacimento, copia fedele o rimaneggiata, chiamatele come vi pare. Sono comunque brani pubblicati in precedenza e eseguiti da qualcuno che non ne è l'interprete originale. Con sottile differenza, interpretazione è in genere quando un musicista interpreta un brano considerato un classico della musica eseguito innumerevoli volte.Mentre cover è invece maggiormente utilizzato per indicare la reinterpretazione di brani relativamente recenti (come nel caso delle "cover band" e delle tribute band, gruppi musicali che interpretano solo canzoni note scritte da altri).

Queste non sono le cover perfette, le migliori, quelle diventate più famose delle originali, quelle attribuite al secondo interprete, un gruppo o artista che sia e non all’artista originale. Niente di tutto questo. Sono cover strane, alcune .. strambe, originali, e nel segno di questo blog, sono cover che ci piacciono, quindi scelte personali, di gusto e non per i motivi prima descritti o altro. Come sempre mancherà qualcosa, ma queste sono quelle che ci sono venute in mente al momento perchè stanno girando sui nostri dispositivi, in un modo o nell'altro. Buon ascolto..


Marcia Griffiths "The First Time Ever I Saw Your Face" (Ewan MacColl)
Scritta dal cantante e songwriter politicamente impegnato Ewan MacColl nel '58 per Peggy Seeger, che sarebbe poi diventata sua moglie. La cantavano Peter, Paul and Mary negli anni Sessanta, J. Cash e Elvis pure ne fece una versione. Ma questa di Marcia Griffiths è una classica bella canzone d'amore, con un testo semplice, e.. straziante. Scritta da MacColl per il suo nuovo amore, (Peggy Seeger), è la storia di un amore a prima vista: impossibile resistere a questa versione reggae di Marcia Griffiths. Una cantante della grande tradizione reggae, prima con il gruppo femminile I-Thress, con Rita Marley e Judy Mowatt, poi come backing vocals nei Wailers di B. Marley. Marcia trasforma una canzone folk/soul in una ballata romantica dove le sue caratteristiche vocali riescono ad ammaliarci sin dalle prime note..




David Bowie, "Kingdome Come" (Tom Verlaine)
Abbiamo parlato di Tom Verlaine e della sua importanza nel panorama musicale New Wave quì. "Kingdome Come" è un gran pezzo, con progressioni di accordi orecchiabili. Ma David Bowie un anno dopo la pubblicazione da parte di Tom, la rifece per il suo "Scary Monsters", e anche se è frustante, l' ha fatta meglio, ma molto: da alla canzone lo slancio, la vita, e il colore che mancavano nella versione di Verlaine. Bowie la dipinge fino alla fine con una batteria zelante e cori roboanti, ma prima della fine un pò disordinata, si rende conto ancora del potenziale della canzone che è stato lasciato irrealizzato da Verlaine e ironicamente, aggiunge un particolare Verlaine-esque, con la melodia di chitarra sostenuta di Fripp, chesuonerà poi nella metà delle canzoni di Scary. David Bowie rimarcava di non volere alcuna patria potestà sulla nuova musica del tempo (era il periodo del rock against racism) e le tendenze modaiole, salvo poi farsi convincere dal fedele chitarrista Carlos Alomar a realizzare la cover di “Kingdome Come”..



X, "Brethless" (Gerry Lee Lewis)
All'ultimo respiro (Breathless) è il bel Remake del celeberrimo Fino all'ultimo respiro di Jean-Luc Godard, del 1983 diretto dal regista Jim McBride, con protagonisti Richard Gere e Valérie Kaprisky, con una grandissima colonna sonora che va da Bad Boy di Mink DeVille a Final Sunset di Brian Eno, Celtic Soul Brothers  dei Dexy's Midnight Runner,
Message of Love dei The Pretenders e la stessa Brethless del killer, Gerry Lee.
E' uno dei film di Interzone come anche gli X di Exene Cervenka e Joe Doe è un gruppo tra i nostri preferiti. La loro versione del pezzo è gagliarda, adrenalinica, punk, contiene tutta l'estetica degli anni ottanta, come d'altronde il film, realizzato come un lunghissimo Music-Videoclip.




Dead Kennedys, "Rawhide" (Ned Washington/Dimitri Tiomkin)
Scritta da Ned Washington (testo) e composta da Dimitri Tiomkin nel 1958, fu portata al successo come una canzone country (o western song) da Frankie Laine, ma è stata coverizzata da infiniti artisti. Una delle più famose versioni fu quella dei Blues Brothers, e venne inserita nell'omonimo film. Inserita dal gruppo californiano in Plastic Surgery Disasters / In God We Trust, Inc, è una cover al fulmicotone come tutta la musica dei Dead Kennedys del resto.
God damn, well let's do a tune called rawhide, okay
God damn tape's rollin', let's go!!...




Willy DeVille"Hey Joe"
Williy DeVille ha cambiato la pelle come i serpenti pur di sopravvivere, in un deserto assolato come nello smog di una metropoli europea. E, di conto, alcune canzoni a volte sono addirittura oggetto di mutazioni genetiche pur di restare ancora vive nell'immaginario collettivo di generazioni diverse. 
Joe che acquista una pistola per uccidere la donna che l'aveva tradito, per poi squagliarsela in Messico, "where a man can be free" , anche dopo aver ammazzato la propria donna. Dal 1966 la incisero un po' tutti, da Hendrix, Byrds, Shadow of Knight, Patti Smith, Cher, Nick Cave. Ma..Uno, dos, tres con l'orchestrina mariachi che apre le danze forse è proprio simile a quella che Joe sentì una volta passato il confine. Un gioiellino: quando si parla di Tex Mex , "Hey Joe" tratta dall'album "Backstreet of Desire" dovrebbe essere considerata esplicativa per l'intero genere. Anche del.. "Randagio" abbiamo resocontato quì.




Wall of Voodoo, "Ring of Fire" (J. Cash)
Non è un segreto che Interzone considera Stan Ridgeway e Marc Moreland come una leggenda, creatori di canzoni intelligenti che raccontano piccole storie, e storie stravaganti; canzoni che ti portano in un altro luogo e agitano il cuore. La loro versione di Ring Of Fire, inserita come bonus track live in Index Master, è caratterizzata dalle chitarre lunatiche di Moreland e dai sintetizzatori. La seconda metà del brano è un assolo di chitarra dissonante, che ricorda il tema del film "Il nostro agente Flint", del 1966. Stan ha sempre dichiarato di essere in gran debito con Cash, e ha ricordato che si chiedeva quale fosse una bella canzone di tre accordi e di aver pensato subito a Ring of Fire. Oltretutto, la band in quel periodo avevano un nuovo un sintetizzatore Moog nuovo di zecca in quel punto. E ne è uscito quel folle tipo di suono palpitante..




The English Beat, “Can’t Get Used To Losing You” (Andy Williams)
Mentre molti dei loro amici della 2-Tone Records contemporanei, come The Specials e i Madness si presero la briga di rifare molti dei classici ska nella loro buona fede, The Beat, che pure ne fecero alcune,  presero una strada diversa, abbracciando l'easy listening con lo stesso fervore del cui Reggae, e degli artisti che li avevano ispirati . Il gruppo prese una canzone del 1963 del crooner Andy Williams, la spogliò della sua seriosità, ironizzando sul sentimentalismo  che conteneva , e la trasformò in qualcosa di più furtivo e vivace. Aiuta il fatto che il brano a loro disposizione è  libero e aperto, ma furono i vocalizzi di Dave Wakeling che  lo adattarono facilmente  per un beat rocksteady.Le mie migliori estati le ho passate con la manciata di brani di questa band.. favolosa! Questa è una versione leggermente modificata rispetto alla loro originale.





Beck, “Leopard-Skin Pill-Box Hat” (Bob Dylan)
Un album messo insieme per una buona causa, War Child Heroes, e dove fu chiesto a una manciata di leggende, come Dylan e Paul McCartney, di scegliere una canzone dal loro catalogo e affidarla all'artista contemporaneo loro preferito. Dylan scelse Beck per fare questa canzone!
Poco dopo aver registrato "Leopard-Skin" nell'estate del 2008, Beck ha iniziato a suonarla in una versione ridotta nei suoi live set.
Nel solco di Beck, il blues di "Leopard-Skin Pill-Box Hat" è stato rotto e rimontato, ed il risultato è che la canzone ha più muscoli, è più spavalda e forse possiede più anima di quella originale. Una fusione di due voci iconiche provenienti da due diverse generazioni. Anche Beck, se ancora non si fosse capito, è tra i nostri eroi..




Led Zeppelin, “Dazed and Confused” (Jake Holmes)
Jake Holmes non ha ottenuto i crediti per aver  ispirato i Led Zeppelin di "Dazed and Confused" fino al 2012, ma senza la sua canzone originale, questo Zeppelin mega-hit non sarebbe mai esistito. Holmes ne ha scritto una versione molto diversa nel 1967 per il suo disco solista "The Above Ground Sound" e presumibilmente Jimmy Page la ascoltò  mentre Holmes apriva i concerti  per gli The Yardbirds.




Soft Cell, “Tainted Love” (Gloria Jones)
La versione di Gloria Jones di "Tainted Love" è solo un po' troppo allegra. E 'ottimista e Jones non dà alla canzone il livello di mistero e di gravità che invece i Soft Cell le regalano. E 'una strana di inversione di ruoli, con la cantante soul che voleva trasmettere  il senso della storia di cuori spezzati e il duo electro-pop che la trasforma con noncuranza  e con ritmi orecchiabili e danzerecci. I quasi lamenti di Marc Almond rimbalzano sopra il synth inquietante, insieme a echi sospirati, danno il concetto di fuga frenetica da una relazione tossica e viene gestita perfettamente dai Soft Cell. Alta energia, ma è un'energia che corrisponde adeguadamente al senso di scuro e di ansia. Moody.




Nirvana, “Lake of Fire” (Meat Puppets)
Quando i Nirvana salirono sul palco per la loro leggendaria prestazione Unplugged per MTV nel novembre 1993, i produttori dello show ancora non sapevano quello che sarebbe successo durante il concerto. Le prove erano state strambe, Kurt Cobain soffriva a causa dell'eroina, e non aveva dato ai piani alti la set list dello show. Ma qualcosa di magico accadde quella notte, come testimoniano le candele che circondavano tutto il perimetro del palco. Liberati dal bagaglio dell' etichetta grunge che gli era stata appiccicata, i Nirvana presentarono il loro lato più sensibile, riflettente, tra cui una  cover dei Meat Puppets '"Lake of Fire." Nella sua forma originale, la canzone è un semplice e anonimo blues-rock . Ma loro la trasformarono sul palco in un inno bollente, di fuoco dell'inferno e di peccato. "Dove vanno i cattivi quando muoiono  ?". Una performance piena di magnetismo e uno dei momenti più suggestivi della discografia della band e della storia intera del rock.




Talking Heads, “Take Me To The River” (Al Green)
Cover che sostituiscono gli originali nella mente degli appassionati di musica non è un fatto insolito, ma c'è qualcosa da dire circa quattro ragazzi bianchi attillati di New York, che trovarono il pozzo profondo dell'anima e delle emozioni che il reverendo Al Green voleva mettere dentro Take me to the River, ma che in qualche modo aveva perso . La versione Talking Heads è un sorso di whisky per l'anima, lento nel bruciare e di calore persistente , incentrato sul concetto che, come David Byrne ha scritto nelle note di copertina per album, è "una canzone che unisce il battesimo con la lussuria adolescenziale". E il modo in cui lui e il resto del gruppo la eseguirono, fu come una lenta carezza sotto la coperta delle tenebre, sufficiente per lasciarvi stanchi e sudati.




"Janis Joplin,"Me and Bobby McGee" (Kris Kristofferson)
Registrato pochi giorni prima della sua morte, è la versione splendida di Janis Joplin di questa canzone di Kris Kristofferson, e che  fu un successo postumo , anzi, la sua unica canzone a raggiungere il n°. 1 in classifica. La sua voce senza pari fanno di questo un classico eterno e lo citiamo perchè è il brano con cui ho conosciuto Janis .




The Ramones, "Do You Wanna Dance" (Bobby Freeman)
I Ramones hanno preso questo già breve brano originale di Bobby Freeman scritta nel 1958 e inserita nel meraviglioso American Graffiti del 1973 (anche notoriamente coverizzato dai Beach Boys) e così come molte delle canzoni dei Ramones in meno di due minuti la trasformano in una classica e velocissima punk rock song. Inclusa nel nel film cult Rock 'n' Roll High School.




The Animals, "It's all over now, Baby Blue" (Bob Dylan)
Scritta da Bob Dylan, e inclusa nell'album Bringing It All Back Home del 1965. Molte le speculazioni su che fosse in realtà "Baby Blue": Joan Baez, David Blue, il pubblico folk di Dylan, e persino Dylan stesso. Il brano presenta forti influenze dalla poesia simbolista. Tantissime le cover: It's All Over Now, Baby Blue è stata reinterpretata da svariati artisti, e di tutti i generi: dal folk di Joan Baez, aii Them di Van Morrison, The Byrds, Judy Collins, Joni Mitchell, Marianne Faithfull, addirittura Falco, The 13th Floor Elevators, i Grateful Dead, Link Wray, Hugh Masekela, e i Bad Religion che ne fanno una canzone punk. La versione dei Them, pubblicata nel 1966, influenzò molti gruppi garage durante la fine degli anni sessanta e successivamente anche Beck inserì un campionamento tratto da questa versione nel suo singolo del 1996 Jack-Ass. Ma signori, ascoltate la voce di Eric Burdon nella versione degli Animals inserita nel loro disco del 1977 Before We Were So Rudely Interrupted. La malinconia che trasmette è a dir poco agghiacciante. Ne abbiamo parlato e reso omaggio qui.




Street Hassle, Simple Minds (Lou Reed)

Frank Zappa, "Sunshine of your love" (Cream)

The Eels, "Summer in the City" (The Lovin' Spoonful)

Al Brown"Here I Am (Come and Take Me)" (Al Green)


18/05/15

Ribelli: Il dandy refrattario

Per niente facili..uomini sempre poco allineati (I. Fossati)
 

Ribelle, dal latino rebellare, (ricominciare la guerra), e chi si mobilita contro l’omologazione; chi forza le strutture asfissianti della collettività per fuoruscirne o farsi debitamente proscrivere: vieppiù affermando la propria libertà “Der “Waldang”, il passaggio al bosco, il trasmigrare altrove e, per Ernst Junger (1895-1998), autore del Trattato del ribelle (1951), il destino di chi s’oppone: del Waldanger, colui che ‘passa al bosco’, il ribelle. Per costui, poeta che, come tale, parla una lingua del tutto sua, ostracismo ed emarginazione sono i compagni d’un compito alto e difficile; di una fuga in avanti, trasgressiva del fatalismo paralizzante che ha prosciugato l’ultimo humus di libertà individuale e la stessa storia del coraggio umano. Diversamente dall’ unico stirneriano e dall' Oltreuomo di Nietzsche, il ribelle non si alimenta del rovesciamento dei valori ma di una solitudine selvaggia che lo trasforma, prima, nel diseredato in guerra col mondo, poi nel dostoevskijano “uomo del sottosuolo” e, infine, in refrattario. Il nulla che assedia le masse lo ha spinto nella selva, in un paesaggio di possibilità e di libero volere nemico del Leviatano. E’ convinto, il ribelle, che l’essere sia più vitale del nulla; che acquiescenza, consenso e complicità si trasformeranno in rigetto e, subito dopo, in ribellione: in “liberta di dire di no”. Nelle “retrovie del nemico”, egli s’apre un varco per far passare la sua arte avversaria dell’inferno macchinistico e automatizzato. E un’arte apodittica che non pone domande ma da risposte, sarcastica verso le gagliarde larve al servizio dell’economia, della polis, del potere, degli amministratori del mercato e dei loro schiavi.

Ma nella foresta, ai margini della società, il ribelle perde la sua battaglia e diviene un refrattario. L’unità e la continuità del suo Io sono state interrotte ed egli non sa più designate la propria referenzialità. Non ha più un autoriferimento e le sue azioni perdono contatto con le sue percezioni. L’autocoscienza viene dapprima scorporata e poi contaminata dalla peste dell’alienazione. Poteva essere un dandy, il refrattario; un elegante guerriero: ma è stato fermato dal proprio fallimento. Si pensi al destino di Baudelaire, che, in un articolo sul giornale “La Situation” (5 settembre 1867), Jules Valles (1832-1885) descrive sul letto di morte mentre, col folle sorriso del perdente, gorgoglia: “Orco dio! Orco dio!”. .
Valles, un outsider e irregolare poco stimato dai critici e dagli storici della letteratura francese, combattente sulle barricate e membro della Comune di Parigi, configura nel dandy Baudelaire un esempio del clochard cui dedica il libro I Refrattari (1865).
E’, il refrattario, una specie di Brummel straccione, degradato e quasi demente, colto al termine della propria esistenza fallimentare. Lui che aveva giurato a se stesso di essere libero, ha vissuto “una vita a parte”, con “l’orgoglio davanti a lui come una fiaccola”. Adesso, dopo avere trascinato la sua residua esistenza tra i Caffè, muore “d’una morte lenta” preceduta da un’agonia lunga e “piena di pene meschine, di dolori comici, di supplizi senza gloria!”.




17/05/15

Mi piace mostrare le mie colpe: Grace Jones One Man Show, Live

Grace Jones ha una teoria: 'gli uomini dovrebbero provare.. la penetrazione, almeno una volta nella vita'. Aiuterebbe 'a capire cosa si prova a ricevere', il che potrebbe (forse) '.. .aiutarli a rendere il mondo meno aggressivio '.
Grace Jones oggi ha 61 anni, ma potrebbe passare per una persona di 30. La sua pelle è ancora straordinaria. Morbida, lucida e muscolosa. Ha conservato le sue cattive maniere, che fa venire voglia a molti di schiaffeggiarla, ma nonostante tutti i suoi successi, oggi è ancora più famosa nel Regno Unito per aver colpito un conduttore televisivo, Russell Harty, quando si è permesso di girargli le spalle. Fu un incidente che rischiò di mettere a repentaglio la sua carriera, definitivamente.
Grace ha imparato tutto sull' aggressività maschile dalla tenera età, quando suo nonno, a cui era stata affidata in Jamaica mentre i genitori raggiungevano l'America, la picchiava, a volte persino con una frusta. Era un devoto cristiano, duro e violento, suo nonno. Il suo terribile ego, il comportamento aggressivo, il
nascondere le sue emozioni, tutte il suo carattere proviene da questo, dall' autorità maschile all'interno della sua religiosa famiglia.

A 12 anni, si trasferì in America per stare con i suoi genitori. Un talento per le lingue e la sperava di diventare un insegnante di spagnolo, ma ha scoperto e preferito il teatro e la ribellione alla scuola e a Dio. Senza la disciplina brutale dei suoi nonni, Grace ha iniziato a ribellarsi, si è trasformata in una modella per il mondo della musica, dell'arte e del teatro. Iniziò con Andy Warhol nella sua factory, e alla fine del 1970, ha iniziato la carriera nella musica.
Ha preso droghe, è stata in ogni sorta di guai. Saliva sul palco, mostrava le tette. Faceva cose folli. Venne anche arrestata, per la cocaina.

La sua collaborazione con l'artista e designer Jean-Paul Goude ha prodotto diversi definizioni di mode, video musicali e pubblicità. Nel 1982, questo perfetto equilibrio tra i due ha prodotto un 'video concerto' , un One Man Show, che insieme a Stop Making Sense dei Talking Heads' fu uno dei migliori concerti del 1980 messi su video, un pezzo brillante di teatro e musica, che da tempo si attende che venga pubblicato nella sua interezza su DVD.

Grace Jones è famosa per non apparire mai di giorno, alla luce del sole. Una volta, chiamata durante il giorno perun apparizione in tv, rispose: << 'Tesoro, stai rovinando la mia reputazione, tu sai che io sono un vampiro.'>>. Grace Jones appartiene sicuramente alla notte.

Top model, pop star, Jones è una one-off: Bond girl, musa artistica e opera d'arte lei stessa , fotografi e artisti amano lavorare con lei. Andy Warhol la ritrasse con tutto il rossetto rosso, feroce flat-top e il rosa sullo sfondo - è fu uno dei suoi ultimi grandi ritratti. Helmut Newton l'avvolse tra le braccia di Dolf Lundgren per ricreare Adamo ed Eva in una coppia di design moderno tutta muscoli. Bellissima l'idea di Keith Haring, che le dipinse il corpo in una parodia di un guerriero Masai. E potremmo citarne ancora, non ultima 30 enormi immagini multicolori di Jones colpite dal laser, con gli occhi chiusi in una stanza a diverse distanze e angolature, mentre l'immagine cambia: è una sorprendente magia di un ologramma combinato con l'umanità di un ritratto classico. Verso la fine degli anni '70 Jones supera i ragazzi (Bowie, Bolan, Iggy), nella loro glamour androginia: trasudava grazia e minaccia, femminilità e mascolinità, e, naturalmente, la sessualità.
Helmut Newton l'adorava..<<Molti pensavano che io fossi un uomo. Ma non dovevoo fare molto per avere i muscoli. E' solo genetica..>>

Grace Jones è sempre stata una donna di estremi: il corpo, le risate, le quattro dozzine di ostriche al giorno, i farmaci. <<Una volta ho preso l'acido per tre giorni. Era chiamata la super pillola, (la STP..), che ora non viene più prodotta. Ma ero sotto cura dei medici. Fu un esperimento, e non per divertirsi. Apertura della mente. Questo è stato il modo di prendere l'acido. Non mi piacciono le persone che si nascondono, e nascondono la loro natura. Non siamo perfetti, abbiamo tutti cose che la gente non ama vedre e sapere, ma a me piace mostrare come sono fatta, e le mie colpe..>>. Grace Jones è davvero così vorace come la sua immagine pubblica: <<Mi piace il sesso. Assolutamente. E 'molto rilassante. Fa molto bene per lo stress.>>
Non ha mai usato la chirurgia plastica, beve il suo vino rosso con la cannuccia per non rovinarsi le labbra, ma non non andrà mai da un chirurgo plastico. Ai vecchi tempi, girava voce che ha vissuto solo di cocaina e ostriche. In questi giorni, i suoi amici dicono che si è attaccata al vino rosso, sushi e ostriche, ed è questo è il segreto della sua giovinezza senza fine. Grande Grace!

Nei primi anni '80, ebbe successi con canzoni che fondono disco, funk, soul, reggae e addirittura il punk - Pull Up the bumper  poteva essere la canzone più suggestiva di tutti i tempi. Due anni fa il suo primo album in studio dopo 19 anni: in realtà non ha fatto un nuovo disco per così tanto tempo perché non c'era nulla che volesse fare veramente.




TRACKLIST:

'Warm Leatherette'
'Walking In The Rain'
'Feel Up'
'La Vie En Rose'
'Demolition Man'
'Pull Up To The Bumper'
'Private Life'
'My Guy giamaicano
“Libertango/Strange I’ve Seen That Face Before.


Bella playlist di rarità: dopo un duro lavoro e una costante ricerca, ScorpioJoe, un utente YouTube ha compilato una selezione di brani. rari e ricercati di questa autentica "leggenda vivente"..


Tracklist

01. “7 Day Weekend” [radio edit]
02. “Love Bites” [7-inch fright night mix]
03. “Sex Drive” [hard drive mix]
04. “Typical Male” [the real mix]
05. “Living My Life” [7-inch radio edit]
06. “Ring Of Fire” [demo]
07. “Man Around The House” [demo]
08. “She’s Lost Control”
09. “Evilmainya”
10. “Let Joy & Innocence Prevail”
11. “Storm”
12. “Volunteer” [demo] 






16/05/15

Sadness Playlist: 15 canzoni amiche della tristezza

Se la miseria ama la compagnia, a volte non c'è amica migliore di una canzone davvero triste . Ci consola e ci assicura che non siamo soli, che c'è qualcun altro che ha avvertito un dolore, una delusione, uno stato d'animo e lo ha trasformato per noi in un regalo. Diamo a questo dolore un posto dove alloggiare, respirare, e lo sperimentiamo nella sua pienezza, sperando di trovare un uscita, da qualsiasi parte. Abbiamo bisogno di canzoni tristi per il conforto che ci possono fornire. E di qualcuno altrettanto triste abbastanza per scriverle. Quando ogni singola parola ha un senso, a volte ci si sente così bene a stare male. E' il blues che ce l'ha insegnato. Questa lista tocca appena la superficie di tutte le canzoni tristi che avrei voluto inserire, ma è difficile, sono tante quanto tutta la musica che abbiamo ascoltato da quando eravamo adolescenti, e se non vi trovate la vostra preferita, aggiungetela alla sezione commenti. Da parte mia, mancano ora Radiohead e Bowie e altri, e per questo avverto che questo è un post.. "aperto": lo aprirò per aggiungere le vostre canzoni e per aggiornare le mie, canzoni dalle melodie saltellanti ma con testi melanconici e deprimenti e viceversa, brani che hanno segnato un periodo o una storia, che ci hanno accompagnato nella sorte, che ci hanno fatto pensare a qualcuno o a qualcosa, sdraiati sul divano con gli occhi chiusi e che spesso hanno rigato il nostro volto con una manciata di lacrime..


Strange Fruit
E' una canzone portata al successo da Billie Holiday, ma che ci piace moltissimo anche la versione degli UB40. Il testo fu scritto da Abel Meeropol, un insegnante ebreo-russo del Bronx, e membro del Partito Comunista Americano, è una forte denuncia contro i linciaggi dei neri nel sud degli Stati Uniti e una delle prime espressioni del movimento per i diritti civili: l'espressione Strange Fruit è diventata un simbolo per "linciaggio".

« Gli alberi del sud danno uno strano frutto,
sangue sulle foglie e sangue sulle radici,
un corpo nero dondola nella brezza del sud,
strano frutto appeso agli alberi di pioppo. »




Joe Strummer - Willesden to Cricklewood
Imperdibile per chi ama Londra, Joe Strummer e.. le canzoni tristi. Londra è stata il tema di molte delle composizioni dei Clash (London Calling; The Guns of Brixton; (White Man) in Hammersmith Palais; London Burning..). I testi e la musica sono riflettenti, sentimentali, lontane dalla 'Londra che chiama le città lontane, quando la guerra era stata dichiarata.
Willesden ai margini, periferia di nord-ovest di Londra, una zona che era stata a lungo considerata da molti come l'epitome di cupo, di mediocrità senza volto, ma come in molte periferie delle nostre metropoli, c'era anche un senso di comunità e di storia.
In un certo senso la canzone è una dichiarazione personale di un uomo che si avvicina ai 50 anni e guarda indietro alla sua vita, una canzone perfetta per chi ha vissuto, sui pensieri su ciò che si è fatto e su cosa no. Siamo vivi e ancora quì, e questo è quanto . Una dichiarazione struggente, naturalmente, per Joe Strummer che morirà 3 anni più tardi. Eppure, nella sua tristezza, è un canto di redenzione e non c'è disillusione o delusione, nessun stupore su quello che è successo, sul fuoco e sulla rabbia dei giorniche furono..
Magone e la mia canzone delle feste natalizie.




Mark Lanegan - Wheels
Scegliere una canzone triste di Mark è davvero un azzardo. Dopo l'etilico e tempestoso Whiskey For The Holy Ghost, Sraps at Midnight è un disco notturno, scuro, lungo dieci canzoni che scoprono brandelli di pelle viva. Wheels è malinconico, è un lamento per le ferite di un’anima devastata dalla notte, che ha solo ormai la forza di chi può solo ormai mormorare le proprie sconfitte...




Hank Williams - "I’m So Lonesome I Could Cry”
Il dolore alla base di questo classico di Hank Williams è accentuata dal modo in cui ciascun elemento accorato della canzone si uniscono. Il pettirosso, il treno a mezzanotte..tutte le immagini viaggiano in parallelo con l'atmosfera sonora. Con una steel guitar piangente, il violino piagnucolante, originariamente il testo della canzone era destinato ad essere parlato piuttosto che cantato, il che sarebbe stato un crimine se si considera quanto sia straziante ascoltare la voce ondeggiante: "E mentre mi chiedo dove sei / sono così triste che potrei piangere"..




R.e.m. - "Everybody Hurts"
"Everybody Hurts" è uno dei rari brani in questo elenco, che offre realmente la catarsi. E 'meravigliosamente semplice: sei triste, ma non sei solo perché sei umano, in altre parole, e tutti noi abbiamo i nostri momenti, "tutti soffrono, tutti piangono.". Quindi non ci resta che seguire il consiglio di REM, "consola i tuoi amici," sfoghiamo noi stessi in un bel pianto, e poi andiamo avanti. Ci sentiremo tutti meglio, ve lo prometto.




Etta James - "All I Could Do Was Cry"
I matrimoni sono generalmente occasioni felici , a meno che il tuo vero amore è da qualche altra parte, con qualcun altro. Una cosa è vedere il vostro uomo con un'altra donna; altro è vederlo dare in pegno la sua vita per lei. Questo è il dolore che Etta James canta, e tutti i guai e il dolore del mondo è portato dal suo respiro, e dalla sua meravigliosa voce soul. "Per loro la vita è appena iniziata / Ma la mia è giunta al termine", canta. Questa è una canzone che molte più persone dovrebbero conoscere, ma che nessun dovrebbe mai tentare di coverizzare.




Roy Orbison - "Crying"
Di tutti i classici indelebili che Roy Orbison ci ha fatto grazia, nessuno più di questo resterà permanentemente inciso nella nostra psiche collettiva, uno splendido rubacuori pubblicato nel 1961. Il suo potere risiede nella sua lenta e maestosa costruzione, in mezzo a cui sta il turbinio musicale di Orbison, sanguinate di emozione, quando racconta tutte le ragioni che gli hanno infranto il cuore, che non guarirà mai e mai le guance si asciugheranno di tutte le sue lacrime.




Joy Division - "Love Will Tear Us Apart"
Come può una canzone come questa essere considerata il miglior singolo di tutti i tempi? Non c'è miseria maggiore che vedere le ceneri di quello che fu il fuoco acceso dell'amore. Ian Curtis cattura la sua disperazione nella canzone più riconoscibile dei Joy Division. Il difficile stato psicologico e fisico di Ian Curtis, la sua depressione crescente si riflette sul testo: un rapporto pieno di rancore, la camera da letto ritornata fredda dopo la separazione dalla moglie Deborah, e tutti i suoi sentimenti esposti, è qualcosa di cui piangere. Non c'è niente di più vuoto che lo spazio dove eplodeva l'amore di una volta




I Velvet Underground - "Pale Blue Eyes"
Una indimenticabilmente racconto di un amore non corrisposto, "Pale Blue Eyes" racconta anche del saper riconoscere se sei abituato a questo e se permetti che possa accadere di nuovo. E' anche una delle canzoni d'amore più sentimentali mai scritte da Lou Reed. Dedicata al suo primo amore Shelley Albin, all'epoca sposata con un altro uomo, e con la quale Reed intraprese una relazione clandestina. Una delle poche canzoni in cui la frase "migliore amico" è tagliente come una lama: "E' stato bello quello che abbiamo fatto ieri, e mi piacerebbe farlo ancora una volta. Il fatto che vi siete sposati dimostra solo che sei il mio migliore amico."Il significato del testo è tanto profondo e personale che Sterling Morrison, quando Reed la suonò davanti a lui per la prima volta, gli disse:<<Se io avessi scritto una canzone come quella, non ti permetterei di suonarla>>. Il titolo di questo post è preso direttamente dal verso .."«Sometimes I feel so happy; sometimes I feel so sad» di questo brano.




Gary Jules - "Mad World"
E' il 1982 quando i Tears For Fears ebbero un ritorno di fama per la cover di questa canzone, eseguita da Gary Jules e Michael Andrews per la colonna sonora di Donnie Darko nel 2001. Jules e Andrews si scambiano originali linee di synth pulsanti, con un arpeggio di pianoforte e mellotron morbidi che enfatizzano i testi meditabondi di alienazione. All'interno della narrazione, "Mad World" costruisce un universo di volti senza nome in situazioni comuni, come le feste di compleanno scolastiche. Ma nel coro, Jules riesce a ridere nonostante i suoi sogni di morte. E' la beffa finale per compensare (e tentare di comprendere) le nostre finalità irrevocabili.




Beck - "Lost Cause"
Sarebbe da citare tutto l'album. Quando Beck pubblica Sea Change nel 2002, abbandona le sue sperimentazioni in forma libera e le sostituisce con uno degli album più brillanti nel suo contesto di costernazione, dal taglio acustico ammonitore, evidenziato da una lettera d'addio allucinatoria di un amante sconosciuto, ripetuto ritornello "I’m tired of fighting" (Sono stanco di combattere). Lo immaginiamo Loser, tutto trasandato, che vive sui divani degli amici, registrando una nuova canzone su un registratore a quattro piste. Il disco fiorisce con il suo dolce strimpellare mid-tempo, i lamenti solitari di pedal steel, e una nube di noia e malinconia, che ci restituisce un Beck cupo e stanco del mondo. Lost Cause è .."Lei è tutto, e tutto il resto è di piccole dimensioni" e trasuda di Hank Williams, Johnny Cash, Bob Dylan e Nick Drake... L'album però, suona oggi come stranamente confortante come ha fatto più di un decennio fa.




Pearl Jam - "Last Kiss"
Last Kiss. E' una cover di Wayne Cochran del 1961 e quando uscì non ebbe successo. Questa "tragedia" è straziante, per il suo testo e per il modo in cui Eddie Vedder la canta. La sua voce gorgheggiante è perfetta per il tono della canzone,Eddie sembra davvero affranto per la perdita del suo giovane amore. Due adolescenti in gita subiscono un gravissimo incidente stradale in cui la fidanzata (del narratore) muore tra le sue braccia. Comincia con la speranza di una vita che sorride, ma alla fine lui rivive gli eventi della notte, e cade nella disperazione. Entrambi, i testi e la musica, sono semplici, e il ritmo ripetitivo, il beat costante e le rime di base lo rendono facilmente riconoscibile, e assimilabile. "Qualcosa di caldo scorre attraverso i miei occhi / Ma in qualche modo ho trovato la mia bambina, quella notte / ha alzato la testa, mi ha guardato e ha detto: / 'Tienimi caro solo un po'"... La voce crepe di Vedder sul finale, con la ragazza morente che chiede al suo fidanzato di tenerla mentre la vita gli scivola via, è una rinnovata agonia. "Last Kiss" fu estratta nel 1998come singolo di Natale per l'album Yeld, cattura il dolore e lo avvolge in un semplice pop beat difficile da dimenticare.




Elliott Smith - "Fond Farewell"
Si potrebbe facilmente postare una mezza dozzina di canzoni di Elliott Smith per questa lista, ma questa "Fond Farewell" è davvero un epitaffio: quando fu pubblicata, quasi a un anno di distanza dal giorno del suo apparente suicidio, questa canzone ci ha distrutto un pò tutti. Smith ha lottato contro i suoi demoni, la dipendenza e il desiderio di morte e "Fond Farewell" è la sua nota d'addio, un bel canto del cigno grande ed epico, ma teso e claustrofobico . E 'pieno di rammarico per il modo in cui sono andate le cose. Quando canta ".. un addio affettuoso ad un amico che non ha potuto ottenere le cose che voleva," ti lascia una sensazione di impotenza, e con il desiderio di averlo ancora con noi, qui.




The Smiths - "There Is a Light That Never Goes Out"
Come scegliere una sola canzone degli Smiths? Per questo la playlist risulta così difficile, così stancante nella sua esitazione, titubanza, nello scegliere i brani. In "There Is a Light That Never Goes Out", contenuta nel terzo album, The Queen Is Dead, il narratore sogna ad occhi aperti e si schianta con la sua auto contro un camion. Anchi quì quindi, c'è un incidente stradale, e la storia di due amanti e la loro stretta relazione, fra amore non dichiarato e morte, fino alle estreme conseguenze dell'incidente accanto alla persona amata. Lui voleva sentirsi amato a casa, voleva fuggire con la persona che ama, ma è troppo spaventato, la paura del buio nel sottopassaggio è forse la paura del rifiuto, o di una nuova relazione. E' comunque senza dubbio una delle canzoni più toccanti e romantiche degli Smiths, in cui ogni strumento e ogni suono è messo al punto giusto per ottenere il massimo impatto emotivo.




XTC - "Complicated Game"
La musica degli Xtc non è quello che si può definire una musica triste e malinconica, anzi. Ma il bassista e compositore occasionale Colin Moulding ha speso un pò della sua energia compositiva in questioni di invecchiamento e di morte. Per la maggior parte, si tratta di una dolce ossessione, come egli stesso ci assicura in brani come “One of the Millions” e “Bungalow” e "Bungalow". Complicated Game è l'ultimo refuso di esperimento dissonante,  che contrasta vivamente con il tono leggero del disco da cui è tratta, Drum and Wires.
Tra echi dub e urla disperate, Complicated Game sarà ricordata come la più scura canzone dell’universo colorato XTC. Ci parla delle scelte di campo che tutti dobrebbero fare, stare da una parte o dall'altra. Si dice che Richard Branson fu talmente coinvolto in questa canzone, che pagò molte delle spese del gruppo in quel periodo per permettere alla band di continuare a scrivere il disco.. Uno dei miei preferiti in assoluto, quando sono giù di corda.







14/05/15

Jimmy Page and the Black Crowes: Live at Greek


"L' Imperatore Domiziano, preso dalla medesima angoscia, nel chiuso della sua camera acchiappava mosche e le infilzava, una per una, con un lungo ago: a chi chiedeva se ci fosse qualcuno nella camera dell' Imperatore rispondeva: nemmeno una mosca..."

 JIMMY PAGE

Jimmy Page and the Black Crowes Live at Greek
Di volta in volta, in tutto il primo decennio della loro carriera, Rolling Stones, Allman Brother, e ancora i Faces e via dicendo. I Black Crowes hanno subito una vera persecuzione, in fatto di paragoni e assonanze con alcune delle band che hanno fatto la storia del rock'n'roll. Così la combinazione sembrava, in un primo momento, improbabile : Jimmy Page e The Black Crowes insieme? Se poi aggiungiamo anche Internet, perché le registrazioni erano destinate solo per il mercato digitale, la sorpresa fu ancora più grande. Ma la grande musica rock nasce spesso di strani incontri, crocevia tra cultura e commercio. Sebbene Jimmy Page e i Black Crowes appartengono a generazioni diverse nell'ambito del rock e provengono dai lati opposti dell'Atlantico, hanno sempre condiviso un profondo amore per il blues e altre tradizioni musicali alle radici del rock . Dato il patrimonio comune, quindi, aveva un senso mettere su il progetto per una serie di spettacoli dal vivo. Lo sconcerto per la scelta di distribuire le registrazioni attraverso musicmaker.com, venne meno quando furono i primi artisti ad entrare nella Top 10 con un solo singolo tratto dall'album e pubblicato solo su Internet.

Non è un segreto che Jimmy Page mai avrebbe voluto sciogliere i Led Zeppelin . Senza dubbio , lo fece per rispetto alla memoria di John Bonham e alle scaramucce con Plant e Jones - ma nel profondo, gli sarebbe piaciuto andare avanti. La collaborazione con i Black Crowes sembrò rivitalizzarlo e la sua chitarra nel Live at the Greek raggiunge livelli di fuoco e di furore che mancavano ormai da anni. Anche se registrate dal vivo, le canzoni dei Led Zeppelin possono essere ascoltate nella loro forma più completa e rispettose degli originali, ed è una vera magia la compenetrazione di Jimmy, con i chitarristi dei Crowes, Rich Robinson e Audley Freed. Chris Robinson acutamente regola il suo stile al materiale senza voler sembrare Robert Plant e classici un pò oscuri come " In My Time Of Dying ", " Out On The Tiles ", " Your Time Is Gonna Come " e "Sick Again" suonano semplicemente grandiosi. "Per il loro bene (fan e critica) e per il bene del rock'n'roll", ebbe a dire Chris Robinson, che con la sua band ha trovato molti modi diversi per rielaborare le loro influenze, ma mai ha provato ad emulare la grandiosità imponente dei Led Zeppelin, tanto era il fascino e la maestosità che Page e compagni esercitavano su di loro. Chris Robinson è un cantante potente, Jimmy sembra divertirsi davvero e il risultato di questo disco doppio è un rock and roll emozionante, che entusiasmò i fan di entrambi i gruppi.

Custard Pie e i muri di casa tremano, mentre tremano i tanti fan (come me) all'annuncio di una prossima apertura di archivi zeppi di inediti. Sperando che non sia uno dei soliti raschiamenti di barile...


Jimmy Page & The Black Crowes - Greek Theater - LA -1999.10.18 - Full Concert



TRACK LIST:

DISCO UNO
“Celebration day”
“Custard pie”
“Sick again”
“What is and what should never be”
“Woke up this morning”
“Shape of things to come”
“Sloppy drunk”
“Ten years gone”
“In my time of dying”
“Your time is gonna come”

DISCO DUE
“The lemon song”
“Nobody’s fault but mine”
“Heartbreaker”
“Hey hey what can I do”
“Mellow down easy”
“Oh well”
“Shake your money maker”
“You shook me”
“Out on the tiles”
“Whole lotta love”

THE BAND
Jimmy Page: Guitars
Chris Robinson: Lead Vocals
Rich Robinson: Guitars
Audley Freed: Guitars
Ed Harsch: Keyboards
Greg Rzab: Bass
Steve Gorman: Drums
in download:
Jimmy Page & The Black Crowes - Live At The Greek -



13/05/15

Atrocità e crudeltà a Gaza. Il tribunale Russel: Ken Loach, Roger Waters, Van­dana Shiva

Ho ascoltato tanti tipi di punti  di vista nel corso degli anni. Un mio amico appoggia l'invasione perché, "Dobbiamo farlo per salvare Israele". Un altro ha detto: "Io non credo nemmeno a Israele e al suo diritto di esistere. Non posso sostenere un paese la cui costituzione si basa sulla genetica. Hanno anche messo un simbolo religioso sulla loro bandiera ...e le persone che lottano per ottenere la loro terra sono giustificate in quello che fanno." Entrambi questi  amici, sono ebrei.

Bruxelles. Ora che è l'Isis a tenere banco nelle prime pagine dei media dedicate agli esteri, e la vigliaccata del parlamento italiano che non ha riconosciuto lo stato palestinese, ci pensa il Tribunale Russell ad accusare Israele per le offensive contro la Striscia: armi proibite e civili colpiti deliberatamente, esecuzioni sommarie e inutili devastazioni. Onu, Ue e Usa complici. Anche se in ritardo, è meglio che le conclusioni vengano ricordate, contro la totale impunità degli israeliani e per tenere alta l'attenzione nelle eventuali ripro­du­zioni delle atrocità, continuamente minacciate dal governo di Tel Aviv, che anzi, ha confermato che non ci sarà mai uno stato della Palestina e annunciato ancora colonie nelle terre a ridosso di Gerusalemme.

Ken Loach, Roger Waters, Chri­stiane Hes­sel, Van­dana Shiva, Rom Kasr­lil, Richard Falk, sono solo alcuni dei nomi digiu­ri­sti, intel­let­tuali e difen­sori dei diritti dell’uomo di pre­sti­gio mon­diale che compongono la giu­ria del Rus­sell Tri­bu­nal on Pale­stine, che ha pre­sen­tato al Par­la­mento euro­peo le con­clu­sioni del Tri­bu­nale che si è tenuto a Bruxeles sull’operazione israe­liana «Mar­gine Pro­tet­tivo» nella Stri­scia di Gaza.


Vaccinati, spiati, controllati..

John Lennon, Jimi Hendrix, Elvis e altri musicisti segretamente sotto indagine da parte dell'FBI.
Fin dalla sua nascita, nel 1908, l'FBI ha sempre avuto un attenzione particolare e diffidato del mondo del pop e del rock. Molti musicisti erano considerati "poco di buono, bohemien, libertini, dediti alla droga, e comunisti di lungo pelo " e per questo oggetti di esame da parte delle autorità americane nel corso degli anni, sotto la voce.. sovversivi. Alcuni dei nomi non ci sorprendono - non è un segreto che, recentemente, NWA e Tupac erano seguiti costantemente dai federali. Ma scopriamo anche nomi come Elvis, The Monkees, Frank Sinatra, Trent Reznor e altri, oggetto di indagini e sotto osservazione. Di seguito presentiamo una piccola lista di musicisti tenuti sott'occhio dalla legge ...

John Lennon Nemico pubblico n.1 dei repubblicani, John Lennon è stato la voce dell'opposizione alla guerra del Vietnam, contro l'intervento militare britannico in Irlanda del Nord, rilasciando numerose interviste e dichiarazioni, schierandosi apertamente con i pacifisti e contro la guerra alla fine degli anni 60 e i primi anni 70 , guadagnandosi un posto privilegiato nelle liste nere dell'FBI. Tutto ben documentato nel film U.S.A. vs John Lennon.


Jimi Hendrix
34 pagine per cercare di domarlo, l'FBI iniziò a spiare Jimi Hendrix dopo un fermo per droga a Toronto nel 1969. Il dossier dei federali sosteneva che il chitarrista aveva nascosto dentro le sue bandane triangoli di LSD, da consumare gradualmente nel corso dei suoi concerti fiume, lanciando Hendrix nello spazio psichedelico.

NWA
Com'era prevedibile, gli NWA, gruppo rap iconico anti-autorità con l'inno 'Fuck Tha Police' scompigliò alcune piume negli uffici del FBI. Preoccupandosi sempre delle menti impressionabili dei giovani americani, l'FBI con un comunicato accusò i rapper di "violenza e mancanza di rispetto" verso le forze dell'ordine. Milt Ahlerich, uno dei direttori dell’FBI, mandò una lettera alla Ruthless Records e alla affiliata Priority, avvertendo i rapper che il rispetto della legge "escludeva ogni azione volta ad offendere o imbrogliare la polizia". Tuttavia, la lettera dell'FBI servì solo ad attirare di più l'attenzione del pubblico sui lavori del gruppo. Il loro esordio fu uno dei primi dischi ad adottare l'uso degli adesivi Parental Advisory (avviso dei genitori).