10/11/11

Radio Rock: in onda i fascisti del 3° millennio. A quando un’intervista a Priebke?

Indignazione e sconcerto tra gli ascoltatori di Radio Rock per l'intervista al leader di Casa Pound Gianluca Iannone. Banalità in onda, nessuno spazio ai contestatori. 
Questa mattina i neofascisti di Casa Pound hanno trovato una insperata tribuna - senza contraddittorio - nella storica emittente romana Radio Rock che a partire dalle 9 ha trasmesso una intervista telefonica di Emilio Pappagallo a Gianluca Iannone, presidente della nota "associazione" di estrema destra Casa Pound Italia. Iannone inizialmente avrebbe dovuto parlare dagli studi di Radio Rock ma forse le annunciate contestazioni hanno fatto ripiegare intervistato e intervistatore verso la soluzione - più semplice di gestire - della conversazione tramite filo del telefono.
Radio Rock è una storica emittente di sinistra passata negli ultimi anni su posizioni qualunquiste, svolta che ha già provocato un’emorragia di ascolti verso altre emittenti più chiare sulla propria identità culturale e politica. Una emorragia in parte rimpiazzata da nuovi arrivi, soprattutto tra i più giovani.
Ma l’annuncio di ieri su facebook sull’intervista andata poi in onda oggi ha rappresentato uno strappo ulteriore che ha provocato un’ondata di indignazione tra gli ascoltatori dell’emittente romana. “Perché legittimare i fascisti del terzo millennio di Casapound?” si sono chiesti a centinaia sulla bacheca di Radio Rock, annunciando in molti casi l’addio a Pappagallo & C. Molti più accesi i toni nelle emittenti romane antifasciste o su Indymedia. Qualcuno ha anche preso la vicenda con ironia: "si fanno chiamare fascisti del terzo millennio, ma i loro metodi non li hanno aggiornati, sono ancora quelli delle squadracce di picchiatori" ricorda un commento postato su un blog. Oppure: 'l'ultima aggressione è stata ai danni di alcuni tizi del PD, al grido di 'a morte i comunisti'. Che c'entra il PD coi comunisti non si sa, ma cosa ci si può aspettare da quelli che per divertirsi si prendono a cinghiate?" ironizza un altro post.
Nessuna risposta, nessuna presa di posizione da parte della redazione che a inizio intervista questa mattina ha cercato di rimediare annunciando per la prossima settimana una intervista all’esponente di Action ed ex consigliere comunale al Campidoglio Nunzio D’Erme in nome di una par condicio che dovrebbe mettere tutto sullo stesso piano, fascisti e antifascisti.
L’intervista è scivolata via senza elementi di interesse: Iannone ha fatto la vittima parlando delle aggressioni nei confronti dei ‘volontari’ di Casa Pound e dichiarando che quelli della ‘cinghiamattanza’ si occupano per lo più di solidarietà e di sport, e che la violenza non gli appartiene. Le domande di Pappagallo non graffiano e non smentiscono le banalità snocciolate da Iannone, gli ascoltatori indignati e schifati dal passo falso di Radio Rock non ricevono udienza, i pochi sms letti dagli intervistatori sono tutti compatibili con il teatrino in onda. Impazzano buonismo e inviti alla tolleranza e al “volemose bene”, in nome del principio che ‘tutte le opinioni devono avere spazio’. Come a Porta a Porta di Vespa, tutti gli argomenti ricevono dignità, tutte le opinioni equivalenza. E i neofascisti ringraziano. A quando una intervista a Erich Priebke?
Intanto oltre che tra gli ascoltatori, l'intervista sdraiata di stamattina sta avendo pesanti ripercussioni anche sullo staff di Radio Rock: DJ Armandino ha preso le distanze, lo storico Prince Faster ha annunciato ieri sera sul suo profilo Facebook: "Da oggi non faccio più parte di Radio Rock".
Contropiano

Ulteriori commenti? Bah..

I primi commenti furiosi. Poi il comunicato stampa: “Così facendo - scrivevano il capogruppo della Federazione della Sinistra alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi, e Filippo Cannizzo, coordinatore Giovani Comunisti Lazio - Radio Rock legittima l’azione di Casapound, nota organizzazione neofascista, che, pur definendosi ‘fascista del terzo millennio’, usa comportamenti fascisti del secolo scorso”. Il riferimento, manco a dirlo, è alla recente aggressione subita da quattro giovani del Pd nel IV municipio. Solo l’ultima di una lunga serie.
La notizia fa il giro del web in un lampo. Si temono incidenti. Così, per prudenza, questa mattina l’intervista a Iannone avviene per telefono. Invece che negli studi della radio.
LA RABBIA DEGLI ASCOLTATORI - Dar voce ai fascisti significa fare apologia del fascismo? Ascoltare le loro “ragioni” significa giustificare la loro violenza? Farli parlare alla radio significa legittimarli? Secondo molti sì. Già da ieri pomeriggio la bacheca di Radio Rock su Facebook è stata letteralmente inondata di commenti sdegnati (per usare un eufemismo) di molti radioascoltatori romani. Oltre 800 in pochissime ore. Finché qualcuno è costretto a mettere un freno alla rabbia degli “indignados”: “Ci scusiamo per aver dovuto chiudere la bacheca, ma le offese e i toni utilizzati avevano oltrepassato i limiti del civile confronto”.
Boicottiamo Radio rock
C’è chi cita il codice penale. Chi ne fa una questione di “coerenza editoriale”: “Il rock - scrive Max - non è solo un genere musicale, ma è stato sempre anche una filosofia di vita che è contraria a qualsiasi tipo di fascismo. Aver fatto parlare quel boia è stato tradire quello che Radio Rock ha significato per tanti anni”. Chi mette in dubbio la professionalità di Pappagallo per aver fatto passare “quelle merde come degli eroi rivoluzionari antisistema”. Chi lo accusa di essere “amico dei fasci”. Chi mette su un gruppo: “Boicottiamo Radio Rock” (manco fosse Israele!). E chi polemicamente si chiede: “A quando l’intervista a Erich Priebke?”. In molti vorrebbero che il dj venisse mandato via, espulso: "Per far sì che questa situazione abbia fine, dovete tenere Pappagallo fuori dalla sede". Tanti, da domani, cambieranno stazione.
CASAPOUND? UN TABÙ - Emilio Pappagallo non è nuovo a questo genere di polemiche. Già ai tempi del terremoto dell’Aquila, era stato duramente contestato. Per la stessa ragione di oggi: aver pronunciato il nome di Casapound in trasmissione. C’erano i morti per le strade, un’intera regione distrutta dal sisma e Radio Rock si dava da fare per raccogliere beni di prima necessità da portare ai terremotati. L’associazione di estrema destra si offrì come punto di raccolta. Inaccettabile, secondo qualcuno. 
Oggi anche i suoi colleghi lo attaccano. Su tutti, Prince Faster, voce storica di Radio Rock, che sulla sua bacheca scrive: “In merito all’intervista: tutta la redazione ne era all’oscuro fino a ieri pomeriggio e certe scelte dovrebbero essere discusse con tutti quanti, come facciamo per ogni cosa tutte le settimane da un anno a questa parte. La decisione è stata presa autonomamente da Emilio Pappagallo, scelta che ha messo in difficoltà la radio tutta”.
Anche il gruppo napoletano dei 99 Posse, a Roma in tour i primi di dicembre con il suo ultimo album, diffida la radio dal trasmettere i propri brani: “Mai più una nostra canzone, nessuna richiesta di intervista, né di supporto alle nostre esibizioni nella capitale o altrove. Non c’è nessun dialogo possibile con chi fa dello squadrismo la stella polare della propria azione politica, nessuno spazio di condivisione con chi distingue i diritti sulla base della nazionalità, del colore della pelle, della lingua con la quale si parla. La tolleranza si riserva ai tolleranti, la democrazia ai democratici, il dialogo a chi crede nel dialogo”.
Lo scontro si sposta anche sulla bacheca Facebook di Emilio Pappagallo. Il suo cellulare è spento da ore. Ma il suo ultimo post recita: "Giovedì 17 novembre, alle ore 9, in collegamento telefonico ci sarà Nunzio D'Erme, movimentista di Action".
E ANCHE ACTION DA' DISDETTA - Passano poche ore è arriva la notizia della disdetta: Nunzio D'Erme non parteciperà alla trasmissione. In protesta contro chi, a suo giudizio, cerca solo di coinvolgere lui e l'associazione di cui fa parte nel "becero giochino degli opposti estremismi". "Quando ho accettato l'invito - scrive in una nota - ero completamente all'oscuro di quanto sta accadendo a Radio Rock: proprio non potevo immaginare che il mio intervento sarebbe servito a fare da contro altare all'intervista che Emilio Pappagallo ha effettuato allo squadrista Iannone. Radio Rock è libera di scegliere la propria linea editoriale, ma certo io e il movimento che rappresento non ci presteremo ad operazioni di equiparazione utili solamente a legittimare chi, come i fascisti di Casapound, da anni si rendono costantemente protagonisti di intimidazioni, aggressioni e violenze nei confronti delle forze democratiche della città".


09/11/11

Noi c'eravamo: Black Angels Roma Sett. 2011

Uno di quei party a cui mai e poi mai mancare, quello di stasera. La nuova stagione dei concerti capitolini comincia a fare sul serio e, sarà per l’astinenza, sarà per il rinnovato interesse (hype?) sulla psichedelia d’oltreoceano, il Circolo degli Artisti è pieno.Sul palco, la pozione al fosfene dei Black Angels si conferma oltremodo collaudata. A prova di gradazioni altamente estive della scala Celsius. Circolo degli Artisti, Roma, 13 settembre The Black Angels, tre anni dopo. Chi era presente, in questa stessa sede nell’inverno 2008, ricorderà un live più tetro e in un certo senso più “sinistro” di quello di stasera. Sicuramente più grezzo e - senza togliere nulla all’intensità che ancora caratterizza la band - meno avvolgente, certamente meno sapiente ma, in termini di vibrazioni, più vicino all’estetica delle bad vibes che apre lo stesso Phosphene Dream. E soprattutto, chi era presente allora, ricorderà un pubblico di circa trenta persone, che tutt’oggi sfoderano un compiaciuto “io c’ero”, dopo aver passato mesi a chiedersi perché gli eredi dei 13th Floor Elevators non fossero un po’ più noti. Ebbene, con il terzo e più caleidoscopicamente garage Sogno al Fosfene, il quintetto di Austin ha messo d’accordo pubblico e critica, riempiendo i club della provincia dell’Impero (i nostri) come un qualunque locale sulla Bowery (quelli di New York): una constatazione che riempie di ottimismo i fedeli al culto psichedelico, salvo implicare future normalizzazioni basiche di una formula oggi ancora abbastanza acida da procurare good trip attraverso i fantasmi del passato (Nuggets, Doors,Velvet Ungerground). L’apertura della serata è affidata a The Night Beats, formazione di Seattle legata agli angeli texani attraverso il chitarrista di questi ultimi, Christian Bland, insieme al leader della band più giovane, Lee Blackwell, nel progetto The Ufo Club, presumibilmente qualcosa di molto vicino a ciò che prenderà forma sul palco per quelli che avrebbero dovuto essere i bis dei Black Angels. Garage rock alla Black Lips e look di discendenza grunge, per il trio di giovinastri che compiace il pubblico sottopalco con un’impetuosità 60s in un set riassumibile come “fast and furious”. Mentre in sala il pubblico aumenta insieme alla temperatura, al primo feedback dei Black Angels il fondale in stile optical art anni 60 sembra addirittura ondeggiare. Ma le Bad Vibrations con cui aprono il set sono ormai un ter-ritorio sicuro, conosciuto, e la penombra attraversata dalle luci rosse in cui si avvolgono Alex Maas e soci completano adeguatamente un live dal passo lento, solcato da un’ipnosi trance-oriented quando sono le doppie percussioni a dettare il ritmo, o più suggestivo in senso doorsiano quando sono gli organi ad essere usati in coppia. La voce di Maas sembra filtrare attraverso effetti stile electric jug, mentre i fumi di Phospene Dream stampano gongolanti sorrisi Thompsoniani sui volti degli astanti.Suono che arriva compatto, saturo, ad eccezione di una distur-bata Yellow Elevator #2, subito recuperata dalla prepotenza hard rock di Black Grease: è quando sono le chitarre a tracciare la stra-da psychica che i Black Angels sfoderano la loro anima più fosca ed oscura, sebbene l’esplosione festante su Telephone segni uno dei passaggi migliori della serata. Al bis richiesto a gran voce,risponde Christian Bland accompagnato dai Night Beats, che improvvisano una jam (da saletta) con tanto di citazione Floydiana (Lucifer Sam). Pure Texan good vibes.
Chiara Colli

05/11/11

Industria discografica: Mute Records


La parabola dell’industria discografica contemporanea è un po’ schizoide: da una parte il ribaldo idealismo avant-garde del compianto Tony Wilson (fondatore della Factory Records, famoso per aver firmato il contratto con i Joy Division col proprio sangue, l’unico della sua carriera); dall’altra il business puro, culminato con l’acquisizione della Emi nel 2007 da parte di un fondo di investimento. Ma in mezzo c’è anche qualche animale raro capace di garantire qualità e profitti. Daniel Miller, lo schivo boss della Mute Records - l’etichetta che ha dato al mondo i Depeche Mode ma anche i Laibach; gli Erasure ma anche i Birthday Party; Yazoo, ma anche i DAF; Goldfrapp ma anche gli Einstürzende Neubauten - è uno di questi.




videoclip ufficiale di Apparat - Song Of Loss.


Come ha fatto?
Non ho mai pensato coscientemente a creare un catalogo che comprendesse mainstream e cose sperimentali, a percentuale. Tutto si è sempre basato sull’istinto”.

Da una trentina d’anni la Mute continua a macinare ottima musica, ogni tanto infilando anche qualche successo commerciale. Bisognava celebrare il passato, senza averne paura. Per questo, la scorsa primavera, a Camden Town, nella leggendaria Roundhouse, (dove hanno suonato tutti, dai Clash ai Pink Floyd, da Hendrix a Bowie, dagli Stones ai Led Zeppelin) sono convenuti The Residents, Laibach, Moby, Richie Hawtin, Martin L. Gore e Andy Fletcher (Depeche Mode) Alison Moyet, Vince Clarke per citare solo quelli del passato. E poi, il presente della Mute: S.C.U.M, Josh T. Pearson, Beth Jeans Houghton, Big Deal.
“ È straordinaria l’energia spesa, gli artisti hanno preso solo un rimborso spese. Ho voluto parlare con tutti, molti non li vedevo da anni, è stato emotivamente molto intenso”. Ma l’uomo a cui si deve parte della musica più innovativa degli ultimi tre decenni non può indugiare guardandosi alle spalle. “ Non l’avrei fatto se mi fossi reso conto che era un’operazione nostalgica. Siamo un’etichetta che rispetta e gode del proprio passato ma non ce ne stiamo seduti sugli allori”.

La Mute è oggi tornata indipendente, dopo esser stata comprata dalla stessa EMI, dalla quale è distribuita. Pur avendo raggiunto grandi numeri, soprattutto con un mostro commerciale come i Depeche Mode, il metodo di Miller è lo stesso di allora.
“ Il mio rapporto personale con gli artisti è molto importante e diretto. Non voglio fingere di essere il loro migliore amico o che usciamo tutti insieme la sera, ma tra noi c’è senz’altro un grado di rispetto e fiducia reciproca”.
Gli artisti li sceglie in base all’originalità, non al genere musicale. Classe 1951, Daniel Miller ha vissuto l’età d’oro della musica popolare, folgorato dai Beatles all’età di dieci anni:
“ Provenivano da un altro pianeta, sotto ogni punto di vista, avevano un suono indescrivibilmente nuovo”. Anni di creatività torrenziale, ma anche di curiosità e sperimentazione tecnologica, che sarebbero diventate più tardi marchi di fabbrica di casa Mute.
“ Tra il 1962 e il ’67 il grado di innovazione e progresso nella musica popolare è stato immenso. In quei dischi di allora qualsiasi cosa era un esperimento che tentava di cambiare le regole, anche forzando i limiti della limitata tecnologia allora disponibile”.

Anche se tutto era cominciato da Elvis.
“ Elvis era la techno dell’epoca. Oggi si tende a considerare la sua musica come un esempio di tradizione e autenticità: nulla più lontano dal vero: era un sound distorto, che faceva un uso deliberatamente eccessivo dell’eco… un trasgredire qualsiasi regola”.
Poi arrivò l’inevitabile stasi.
“ Tutto si fermò anche per cinque o sei anni dopo la fine degli anni Sessanta, con il rock che celebrava se stesso. Io avevo sedici, anni non mi interessava la celebrazione, volevo qualcosa di altrettanto folle e creativo. Per questo cominciai ad ascoltare cose diverse, lontane, grazie a John Peel”.
Fu ascoltando il programma di Peel alla BBC che conobbe i Can,
“ Nel 1969, un’altra esperienza che mi cambiò la vita: scoprii i Neu! e i Faust e mi dissi: “Cari amici della musica angloamericana, è il momento di emigrare culturalmente!”.

La Germania di allora stava producendo una musica orgogliosamente anticommerciale e sperimentale, chiamata col nomignolo sciovinista di “Krautrock”, che faceva un ampio uso di elettronica. E naturalmente c’era quella band di Düsseldorf, tali Kraftwerk, forse la più influente della storia assieme ai Beatles.
“ La generazione del dopoguerra non voleva avere nulla a che vedere con il passato, voleva iniziare una nuova cultura. La musica fu una combinazione fra questa frattura e il non voler essere una colonia americana”.
Con questo background Miller si ritrovò in mezzo al ciclone del punk: la città della musica era da ricostruire dalle fondamenta.
“ Volevo far circolare le idee tedesche e combinarle con quello che veniva prodotto musicalmente qui. Il punk per la prima volta affermava che potevi fare qualunque cosa purché lo volessi, era l’etica del DIY, saper suonare non contava. Dal 1978 il punk era evaporato, lasciandosi dietro uno spazio vuoto. In quello spazio c’era gente che aveva delle idee ma che non sapeva ancora bene come realizzarle”.

Miller fece uscire un singolo “Warm Leatherette” con il moniker The Normal. Poi divenne manager del pioniere synth Fad Gadget (Frank Tovey, 1956-2002): nasceva ufficialmente la Mute. Ormai era possibile comprare un synth, “ uno strumento più punk della chitarra”, allo stesso prezzo di una chitarra e di un amplificatore.
“ Divenne possibile fare cose che fino ad allora non ci si poteva nemmeno sognare”.
Poi arrivarono i Depeche, scoperti mentre suonavano di supporto a Fad Gadget. Il resto è storia. E oggi, Miller è ancora esaltato dai nuovi acquisti della sua scuderia, come Apparat, il cui disco, The Devil’s Walk è appena uscito, o i giovani S.C.U.M.
“ Naturalmente deve piacermi la musica, devo sentire che hanno una visione originale e che siamo d’accordo sul tipo di pubblico a cui si rivolge il disco”.
Ma è vera questa storia che entrò nello studio dei Depeche Mode mentre provavano “Personal Jesus” e che la cambiò di sana pianta?
“ Non ricordo, forse gli dissi di accelerare il ritmo. Ma l’ho fatto con talmente tante altre band…”


Frullifer: Sul Ciclo di Eymerich


Valerio Evangelisti, scrittore ormai di culto,tra i più geniali ed originali nel panorama letterario italiano, tradotto e pubblicato in tutto il mondo. Noi di INTERZONE siamo fan accaniti del ciclo di Eymerich e in generale di tutta l'opera di Evangelisti, di cui è in imminente uscita il nuovo, monumentale romanzo, One Big Union, ambientato negli States a cavallo tra l'ottocento e il novecento, quando One Big Union significava una nuova concezione di sindacalismo, un fronte comune per opporsi al potere delle industrie, sempre più grandi ed organizzate.
Di seguito l'intervento di Jumpinshark,uno dei più lucidi e interessanti tra le tantissime pagine,recensioni,articoli in rete dedicati allo scrittore bolognese, fondatore e animatore del sito Carmilla on line.

Picatrix è il sesto romanzo del Ciclo di Eymerich, pubblicato nel 1998 direttamente su Urania [lo storico periodico di fantascienza della Mondadori], come i primi tre titoli della serie e a differenza dei due precedenti - Il mistero dell'Inquisitore Eymerich e Cherudek - proposti prima in Mondadori Superblues e quindi ristampati in Urania. Il ritorno alla pubblicazione originale su periodico [1] non significa per nulla una "retrocessione", proprio negli anni 1996-1999 esplode, su scala europea (Italia e Francia in testa), il fenomeno di Eymerich; Picatrix è infatti l'ultima opera di Evangelisti pubblicata in prima edizione in edicola, tutti i suoi testi successivi compariranno direttamente in libreria, in forma di (para)tascabili e, negli ultimi anni, di (para)rilegati (qui la distinzione vera si fa sul prezzo di copertina). La spiegazione forse più semplice della scelta di distribuzione editoriale di Picatrix è data dalla prolificità (o dalla profondità dei cassetti...) di Evangelisti in questa prima fase del ciclo di Eymerich - sei romanzi in tre anni e mezzo, da Ottobre 1994 a Marzo 1998 -, difficilmente contenibile nei limiti tradizionali dell'"offerta da libreria".
Lo scrittore non diminuirà il ritmo della sua produzione negli anni successivi, anzi all'opera narrativa si affiancherà un'importante attività critica, e in tutte e due queste manifestazioni la formazione di storico (con diverse pubblicazioni all'attivo e sporadici graditi ritorni) sarà sempre al lavoro. Il ciclo di Eymerich subirà invece un rallentamento drammatico (l'espressione non è assolutamente di circostanza per tutti i fan!): il tempo di attesa per gli quattro romanzi sarà di dodici anni e mezzo, da Marzo 1998 a Novembre 2010, data di uscita del volume finale, Rex Tremendae Maiestatis.

30/10/11

Telefoni Cellulari: Privacy e Controllo

Sono rimasti in pochi a non avere un telefonino, e queste persone si lamentano di non voler essere sempre reperibili, alcuni come Richard Stallman insistono che il telefonino è un mezzo di tracciamento individuale che un individuo libero non dovrebbe sopportare. Ma è così comodo. Nella giungla urbana ci si muove in un intreccio di relazioni di cui il telefonino è fulcro e strumento preferito, ci si orienta col telefonino. Ci sono mappe e indirizzi, ma quello che è rilevante è che si tratta di un radiotrasmettitore capace di trasportare la voce.

Il Nanny mode
Quasi tutti i telefonini hanno la funzionalità “autorispondi”, in modo da risponere alle chiamate automaticamente senza dover usare le mani, per il vivavoce guidando in automobile. Attivando l’autorispondi e abbassando a zero la suoneria si ottiene un telefonino-spia, in grado di monitorare l’ambiente dove si trova. Spiace per le scene in cui poderosi trasmettitori antennuti vengono attaccati coll’adesivo addosso all’eroina del film prima che vada alla riunione coi cattivi, ma si fa prima con un telefonino.

Ottimo per i pigri genitori che vogliono sapere se il bimbo nell’altra stanza sta piangendo senza andare di là a vedere. Quale forma di controllo parentale sia preferibile? mostrarsi in persona o usare un telefonino? Io questo non so. In ogni caso non è difficile che il telefonino che quasi tutti noi portiamo in tasca si trasformi in un trasmettitore, basta che abbia l’autorispondi attivato e la suoneria azzerata, per dirne una.

Un telefono acceso trasmette periodicamente la sua posizione alla cella del pilone più vicino, per essere sicuro di essere raggiungibile in caso di chiamata. In qusto modo segnala la posizione della persona che presubilmente lo porta con sé. Un telefono acceso con una scheda intestata a noi dice sempre dove siamo, e anche a distanza di tempo dirà dove siamo stati.
Una scheda non intestata a noi non risolve il problema se non temporaneamente, a parte la difficoltà del reperire una scheda anonima, se la si usa per chiamare il nostro indirizziario, ciò ricondurrà a noi dopo poche telefonate. Il nostro nick (lo sconosciuto interstatario della scheda) ricondurrà comunque a noi stessi.
Anche un telefono spento, ma sono mai davvero spenti, questi bastardelli lampeggianti? – ogni tanto potrebbe decidere di segnalare la sua posizione, l’unico modo per spegnerlo con certezza è togliergli le batterie. Tristemente, alcuni modelli di telefoni hanno le batterie non rimuovibili.

Una guida all’uso del telefonino durante una protesta

Sono partito da queste quattro chiacchere sui telefonini collo scopo di segnalare questo articolo della Electronic Frontier Foundation che si intitola: Guida all’uso del cellulare per Occupy Wall Street Protesters (and Everyone Else)
Dice così: I movimenti di protesta in tutto il mondo stanno incontrando opposizione da parte del dipartimento di polizia locale, sono avvenuti arresti di massa. I manifestanti stanno sempre più documentando le loro proteste e i loro incontri colla polizia, usando materiali elettronici come telecamere e telefonini. I seguenti consigli sono per i manifestanti negli Stati Uniti che vogliono proteggere il loro materiale elettronico.
Proteggi il tuo telefono -prima- della protesta: pensa bene a cosa c’è nel tuo telefono, liste di contatti, i numeri delle persone con cui hai appena parlato, i tuoi sms, le foto e i video, la storia di navigazione e anche alcune password. La polizia dovrebbe avere un mandato per sequestrarlo ma talvolta insiste per tenerlo anche senza mandato.
Per proteggere i tuoi diritti valuta l’idea di portare un telefono usa e getta che non contenga tutte le tue informazioni e da cui non sia un problema separarsi.

Metti una password al tuo telefono e usa la crittografia quendo disponibile.
 
Attiva “richiedi la password” con un tempo molto basso.

Abbi un backup a casa dei dati del tuo telefono. 


Sono buoni consigli a cui posso aggiungere un’osservazione: quando si spegne un telefonino, questo invia un segnale alla cella più vicina dicendo: ciao, sto per spegnermi”, questo può essere valutato da un tribunale come segno della volontà di sottrarsi al tracciamento, per esempio nel caso il telefono sia stato spento in prossimità di un luogo di scontri. Staccare le batterie di colpo invece ottiene l’effetto di spegnere il telefonino senza lasciargli il tempo di comunicare le sue intenzioni. Nulla è riconducibile a una volontà di sottrarsi al benevolente controllore, solo un improvviso blackout.

All credists to dan milanox



29/10/11

Evoluzionismo. E Punk Rock

Greg Graffin ha 47 anni e dal 1979 è il frontman dei Bad Religion,  punk band di Los Angeles. Oltre ai quindici album prodotti con il gruppo,ha scritto due libri (e in arrivo il terzo) e lavora ad una serie Tv;Professor Punk. Si, perchè Graffin oltre tutto questo è un accreditato paleontologo con un dottorato alla Cornell University di L.A. (Ucla). Lo scorso maggio la paleontologa Jingmai O'Connor ha presentato la scoperta di  un fossile di uccello,ritrovato in Cina, vissuto più di 112 milioni di anni fa e gli è stato dato il nome di Qiliana Graffini, "in onore del dott. Gregory Graffin, paleontologo, biologo evoluzionista, professore, rockstar e ispiratore di numerosi affermati scienziati nel mondo.."

La Qiliana Graffini aveva un becco sdentato simile a quello dei suoi antenati dinosauri,un piccolo animale che si era adattato all'ambiente acquatico ma capace anche di muoversi a terra. La sua estinzione avvenne insieme a quella di altre specie simili e contraddice la ricostruzione secondo la quale l'estinzione di quell'era (Cretaceo) spazzò via solo dinosauri favorendo così mammiferi ed uccelli..Fu un estinzione dovuta ad un forte mutamento climatico,a cui solo poche minoranze di questa specie riuscì ad adattarsi.


Il nuovo libro del "prof. Graffin" , Evoluzione Anarchica - Fede, Scienza e Bad Religion in un mondo senza Dio,scritto con Steve Olson,è un percorso tra arte,scienza e religione ed è apertamente critico con la vulgata del creazionismo e un appassionata difesa di Darwin. Inoltre racconta di come la scienza lo abbia salvato durante i primi anni selvaggi del punk.Il libro ha gia superato le tre milioni di copie vendute.

D.L.:Cosa centra la scienza con il punk rock?
G.G.: C'è un fattore comune importantissimo per entrambe:la spinta alla sfida al conformismo e all'autorità. La scienza avanza solamente quando riesce a cambiare il modo di pensare,quando avviene,cioè, quello che chiamiamo un cambiamento paradigma. E questo è l'unico modo per generare le rivoluzioni scientifiche. Tuttavia anche i miglioramenti sociali contribuiscono a cambiare la visione comune delle cose. Trovo estremamente importante farlo in modo intelligente e non distruttivo,e credo che la maggior parte dei punk rocker alla fine siano cittadini profondamente coinvolti nel cambiamento in meglio della società.
Sarà uno stereotipo,ma il punk non dovrebbe essere contro tutte le istituzioni?
Mah..non ho incontrato molte persone intelligenti contrarie alle università. Contrarie alla ricerca e al pensiero scientifico però è vero che ce ne sono. Il problema è che la scienza,come tutte le attività umane,può essere usata in modo scorretto da persone scorrette. E i..cattivi possono usare qualsiasi altra cosa per far del male come dimostra la storia dell'ultimo secolo
Se l'evoluzionismo è qualcosa di anarchico,allora C. Darwin è da considerare un punk ante litteram
 Ho sempre ammirato Darwin per l'enfasi usata nel suo L'origine della specie e in altri scritti,per penetrare la dura scorza della comunità scientifica e le tendenze sociali dell'epoca. Già a quel tempo però appariva chiaro il fatto che l'evoluzione è un processo complicato e non ordinatamente controllato dalla selezione naturale. Quindi l'anarchia nell'evoluzione deriva da una miriade di cause,praticamente innumerevoli,che consentono il cambiamento della specie.
Oggi l'insegnamento dell'evoluzionismo è ancora percepito come qualcosa di scomodo. come te lo spieghi?
Bé,fondamentalmente l'evoluzionismo è in opposizione all'idea di "disegno intelligente",specialmente nei confronti del creazionismo,che vorrebbe il nostro universo creato da una volontà senziente e non frutto di fenomeni naturali. Ciò offende molte persone che vogliono credere di essere il frutto di un processo diverso e speciale. Perciò in questo caso la scienza viene percepita come socialmente scomoda. Ma è ancora possibile comprendere la propria unicità e importanza nel mondo senza soccombere a tendenze nichiliste. Certamente,se vuoi essere un nichilista è facile sovvertire la scienza. Come ho detto prima,è possibile farlo con qualsiasi cosa. Gran parte del mio libro tratta proprio di come vivere la vita con speranza e ottimismo nonostante la cruda realtà del darwinismo.

Il tuo libro e l'ultimo album della band sono usciti in contemporanea. Oltre alla tempistica cos'hanno in comune?
Anche se di per sè le due opere non sono sovrapponibili,l'intento dell'album è stato quello di rappresentare la nostra evoluzione come band. Lo abbiamo perfino intitolato ammiccando ad una delle opere più famose di Darwin, L'origine dell'uomo e la selezione sessuale,e il libro che ho scritto tratta il concetto di evoluzione sia dal punto di vista scientifico che da quello filosofico. Ho incluso anche molte altre esperienze personali che ho avuto come membro dei Bad Religion,quindi è in parte scientifico e in parte autobiografico. Non è stato ancora tradotto in italiano,ma spero avvenga presto. Sono sicuro che piacerebbe.
Nel libro e nelle tue canzoni parli molto di religione. Credere è incompatibile con il pensiero scientifico?
L'incompatibilità deriva dalla visione dualistica del mondo da parte della religione,che stabilisce due realtà; invece lo scienziato crede che tutto sia parte di un'unittarietà chiamata universo. I dualisti,invece,credono che esista una realtà fisica in aggiunta a una realtà immaginaria o spirituale. Quella fisica può essere studiata e osservata,mentre quella spirituale o immateriale non può semplicemente essere osservata. Un monista (e mi considero tale) asserisce che ogni fenomeno è parte del mondo fisico e quindi il nostro catalogo fenomenologico crescerà sempre più. I cosiddetti misteri del mondo immateriale si trasformano via via in qualcosa di comprensibile,come qualsiasi altra realtà fisica.
Senta,ma i suoi studenti come reagiscono a trovarsi davanti una rockstar dietro la cattedra?
Molti  aspiranti medici  sono talmente seri da non essere granchè interessati alla musica. Comunque per me è abbastanza semplice gestire questa doppia vita perchè vado in tour durante la stagione estiva,quando non c'è attività accademica. Ma è vero che,da quando ho scritto il libro,sono alla continua ricerca di nuove cose: approfitto dei tour per farmi venire in mente nuove idee per il nuovo libro, The Population Wars..

intervista di Davide Ludovisi

27/10/11

I Tre di West Menphis


Nel pomeriggio di un giorno di un giorno di maggio nel 1993 vengono ritrovati nei pressi di un piccolo torrente i corpi straziati di tre bambini. La loro scomparsa era stata segnalata alcune ore prima: Steve Branch, Michael Moore e C. Byers sono rinvenuti completamente nudi, le mani legate, segni evidenti di mutilazioni,l'autopsia ne accerta la morte per soffocamento. Per la cittadina di West Menphis,Arkansas,inizia un incubo che sfocerà in uno dei casi giudiziari più controversi che la storia della giustizia Usa ricordi. Vengono individuati tre ragazzi del posto,due minorenni,con piccoli precedenti penali. Non è questo particolare che li fa sospettare:le indagini vengono a loro rivolte perchè i tre non sono inseriti nel tessuto sociale della città,secondo i canoni borghesi e bigotti di molte piccole realtà americane. I ragazzi sono appassionati di musica,in particolare di Heavy Metal e Punk Rock, amano la letteratura dark e horror,vestono sempre di nero,se ne stanno in disparte. La comunità di West Menphis identifica subito i..”diversi” come mostri e a conferma delle accuse arriva la confessione di uno dei tre,Jessie Miskelles,17 anni,che secondo la versione della polizia illustra dettagliatamente l'orribile pluriomicidio. Vengono istituiti due processi separati,uno per Jason Baldwin e Damien Echols,l'altro per il solo Meskelles,reo confesso che però in dibattimento ritratta la confessione e il conseguente patteggiamento. L'accusa insiste sul rituale satanico come movente del crimine,e come prova,oltre alle mutilazioni,presenta un diario in cui uno dei ragazzi annota testi di canzoni di alcuni gruppi rock e alcuni disegni di varie copertine di dischi ( tra i tanti,i Metallica di Master of Puppets),e i libri di scrittori come Stephen King, Anne Rice, Dean Koontz,di cui i tre sono accaniti lettori e cultori. Gli anni novanta si erano aperti negli Usa con il Parental Music Resource Center,movimento religioso e ultra conservatore che puntava il dito proprio su esponenti della cultura,musicale e letteraria (finiscono nel mirino sopratutto l' heavy metal,il punk,i romanzi horror..) come istigatori al suicidio,per i presunti messaggi subliminali contenuti nelle loro opere e di condotta anti morale che costituisce un pericolo per la sana gioventù americana,in un autentica caccia alle streghe che porterà, ad esempio, il gruppo dei Judas Priest sotto processo. Ed è cosi che un gruppo di ragazzi appassionati di musica e libri vengono trasformati in pericolosi e spietati assassini. 

Henry Rollins
La comunità è sconvolta, ha paura e costruisce una campagna mediatica contro i tre,premono per una rapida condanna, c'è addirittura un tentativo di linciaggio. Il tribunale condanna i due minorenni all'ergastolo e per Echols,maggiorenne,alla pena capitale. In un processo frettoloso,con prove solo indiziarie, le dichiarazioni nella confessione ritrattata appaiono non plausibili e contraddittorie,tanto da far scaturire forti sospetti sull'interrogatorio del ragazzo,quattordici ore senza assistenza legale. Tutto si basa sulla vita privata degli imputati,sui loro strani gusti e preferenze,sui presunti lati oscuri della loro personalità,tralasciando il resto,tra cui le difficili condizioni familiari dei bambini uccisi. Sembra tutto finito,quando,due anni dopo,l'emittente televisiva HBO produce uno speciale (Paradise Lost) in cui ripercorre le tappe della vicenda,con tutte le lacune e le stranezze di un caso che ha molti quesiti rimasti senza risposta.,tanto da superare i confini dello stato per approdare su tutti i media del paese. Tutto il mondo che si era ritenuto in parte responsabile dell'efferato crimine si mobilita,in particolare i musicisti rock: Henry Rollins,voce dei mitici Black Flag organizza un movimento per scuotere l'opinione pubblica,convinto dell'innocenza dei tre di Menphis. 

Ci dicono che sono colpevoli perchè erano fan dell'heavy metal e del punk, e perchè leggevano S. King. La realtà è che non ci sono prove. E' per il loro stile di vita,per la loro cultura e il primo emendamento della Costituzione è stato palesemente violato!.” Alla campagna aderiscono Eddie Vedder dei Pearl Jam,che visita i ragazzi in carcere e instaura in particolare con Echols un intensa amicizia. Scrive per lui una canzone e ne incide un altra su testo dello stesso Echols. Vengono organizzati spettacoli e concerti: Iggy Pop, Chuck D dei Pubblic Enemy,Slayer, Slipknot. E ancora Tom Waits, Joe Strummer, i Killing Joke. Esce Rise Above,playlist curata da Rollins per finanziare le spese legali. Intanto,col passar degli anni,sospetti cadono sul patrigno dei tre bambini,che si affretta a querelare,mentre continuano le adesioni a favore di una revisione del processo: Ozzy Osburne, Anthrax, Marilin Manson, Disturbed, gli Zao, i Misfits che nel 2007 pubblicano un intero album,Illusion,su testi sempre di Echols. Eddie Vedder coinvolge negli spettacoli Patty Smith e Ben Harper. Alle rock star si uniscono molti attori e attrici di Hollywood: Winona Rider (love!), J. Depp, il regista Peter Jackson, I fondi raccolti permettono nuove perizie: le mutilazioni si rivelano non essere tali,ma solo i segni dell'accanimento di animali che infierirono sui corpi già senza vita delle vittime; ora che la scienza lo permette,non vengono ritrovate tracce di DNA degli imputati sull'intera scena del crimine. Diversi esperti di serial crimes e periti escludono l'impianto accusatorio del pubblico ministero,arrivando alla conclusione che il delitto è stato perpetrato da più persone che conoscevano i bambini,escludendo il delitto rituale. Vengono ritrovati alcuni peli sulle scarpe delle vittime,il cui DNA risulta compatibile con quello del patrigno. Infine,anche i genitori dei tre bambini massacrati parlano apertamente di una revisione del caso in base alle prove prodotte dalle nuove indagini. Finalmente,nel gennaio del 2011,dopo costosissime battaglie legali,la corte suprema dello stato dell'Arkansas riapre il il caso,ammettendo le nuove prove e nuove deposizioni,per arrivare ad agosto al cosiddetto Alford Plea,un cavillo giudiziario che prevede un patteggiamento da parte degli imputati che,anche non dichiarandosi colpevoli,ammettono la sussistenza elevata di prove a favore della loro condanna,in cambio di forti sconti di pena. Un compromesso bello e buono per salvare la faccia al sistema giudiziario dell'Arkansas ed evitare un nuovo processo che ribalterebbe sicuramente il primo verdetto di colpevolezza. Questo compromesso sentenzia di fatto l'innocenza degli imputati,che dopo diciotto anni di ingiusto carcere vengono liberati,il 21 agosto di quest'anno. 



“Molte persone hanno costruito la loro carriera sul nostro caso. Alcuni agenti della polizia sono stati promossi,il procuratore che sosteneva l'accusa è diventato giudice,mentre il giudice del processo si starebbe per candidare alla carica di senatore. Tutto questo,solo grazie alle nostre condanne. Queste persone non potranno mai ammettere di aver commesso un errore..” ()

“Alla fine,quello che è stato decisivo era il modo in cui apparivo. West Menphis era nel 1993 una piccola cittadina e io non ero come gli altri. Il modo in cui mi vestivo,la musica che ascoltavo,i libri che leggevo mi distinguevano e mi resero un bersaglio. (Damien
Echols).


Oggi i tre di Menphis hanno rispettivamente 36,34 e 36 anni. L'accordo che hanno fatto non è perfetto ma contano di arrivare ad un completo proscioglimento e riabilitazione,dopo che hanno passato metà della loro vita in carcere,da innocenti.

Henry Rollins, sul suo blog,ha ringraziato tutti quelli che hanno contribuito economicamente ad aiutare i tre di Menphis,aiuto arrivato da persone di tutto il mondo. All'uscita dal penitenziario,ad aspettare Damien Echols c'era Eddie Vedder,che l'ha abbracciato,anche a nome dei tantissimi musicisti e rockstar che hanno lottato per la liberazione di tre uomini innocenti..


 Rise Above 


(Articolo originale, Alias)

24/10/11

This is Tomorrow: James G. Ballard

James Ballard considerava La Mostra delle Atrocità come la sua opera più importante e però quella particolarmente meno apprezzata. I racconti del libro apparvero in origine su rivista (1970), poi raccolti nella forma fittizia di un romanzo. Per l'interpretazione dei fatti del mondo, l'analisi e le provocazioni sull' estabilishment dell'epoca e per la lungimiranza con cui  ridefinisce il genere umano, costretto a confrontarsi e a riproggettarsi continuamente a causa dell'avanzata tecnologica, La Mostra..fu sequestrata nella sua prima edizione americana. Il connubio tra l'orizzonte naturale e quello artificiale,la trasformazione del rapporto tra l'uomo e il mondo sono le premesse delle tematiche di Ballard,premesse che per sua stessa ammissione furono elaborate durante la seconda guerra mondiale,quando,bambino,si ritrovò prigioniero a Lunghua,vicino Shangai,in un campo di prigionia giapponese. Quell'esperienza segnò lo scrittore e plasmò tutti gli scenari del suo immaginario. La Mostra delle Atrocità fu considerato il devastante canto di morte della nostra civiltà, sublimata in un panorama infernale,una galleria delle archittetture dell'incoscio e dei media che fa da palcoscenico alle figure di personaggi pubblici,riuniti in un vortice di crudeltà umana.Dentro,ci sono l'assassinio di Kennedy a Dallas,Marilyn Monroe eletta a spettrale desiderio permanete, Greta Garbo e C.Manson, Malcom X e Fidel Castro,Camus e Francis Bacon, in un quadro denso e inquitante in cui si preannuncia clamorosamente l'elezione di un mediocre attoruncolo di Hollywood (R.Reagan) alla presidenza Usa. Qui si incontrano il sistema dei media e il nostro sistema nervoso,le radici non sessuali della sessualità,il crollo, tra paeseggio esterno e quello interno: i terremoti possono essere originati da.."sconvolgimenti sismici all'interno della mente umana.." E l'intero universo industriale che esplode,con il corpo umano che diventa paesaggio. La devastazione e la proliferazione incontrollabile e lento di organismi mutanti che si ricostruiscono tramite le macerie della distruzione.

"La mostra di quest'anno aveva un segno inquietante: tutti i quadri insistevano sul tema della catasrofe planetaria,come se questi pazienti,così a lungo segregati,avessero avvertito nelle menti dei dottori e delle infermiere una specie di sconvolgimento sismico.."


"Ogni pomeriggio,nel cinema deserto,il contenuto sessuale latente degli incidenti automobilistici, J.Dean, J. Masfyeld, A. Camus.. Molti volontari si convincevano che le vittime fossero ancora vive e in seguito usavano l'uno o l'altra di esse per eccitarsi durante l'atto sessuale col proprio partner.."


Ma da dove proviene lo stile letterario di Ballard? Aveva studiato medicina senza però arrivare alla laurea e agli inizi degli anni '50 i suoi interessi si concentrarono sulla fantascienza. I primi racconti furono pubblicati dalle riviste New Worlds e Science Fantasy,di taglio popolare. Nei '60 New Worlds virò verso ambienti di ricerca letteraria: nasceva la New Wave,corrente che portò la fantascienza ad interagire con la letteratura Pop e Psichedelica molto in voga in quegli anni. Ballard svilippò la concezione dell'Inner Space (Spazio Interiore..) dichiarando che una letteratura di eplorazione come la fantascienza aveva molto da scoprire negli abissi delle ossessioni umane e molto meno nello spazio siderale.
"L'unico pianeta veramente alieno è la terra.."

Fu una stagione breve e intensa  che contribuì a svincolare i suoi protagonisti dall'ambito restrittivo del genere fantascientifico.
"Fin dall'inizi della mia carriera,quando ho scelto la fantascienza,sono sempre stato convinto che il futuro fosse una chiave migliore del passato per intendere il presente. Ma,agli esordi,della fantascienza mi lasciavano insodisfatto i due temi principali: lo spazio esterno e il lontano futuro. Così,tanto ai fini emblematici quanto a quelli teorici o progammatici,battezai il nuovo terreno che desideravo eplorare Spazio Interno,intendendo per tale quel territorio psicologico (manifesto ad esempio,nella pittura surrealista..) nel quale si incontrano,fondendosi,il mondo interiore dello spirito e il mondo esteriore della realtà.."


Nel 1963 la moglie di Ballard muore improvvisamente per una polmonite fulminante,lo scrittore decise coraggiosamente di non risposarsi e di prendersi cura da solo dei tre suoi figli,anche se in quel periodo era molto raro trovare dei padri single. Un evento che lo cambiò molto,aveva l'impressione che la natura avesse commesso un terribile delitto e la domanda del perchè ciò fosse accaduto lo ossessionò nei decenni che seguirono. La scrittura cambiò direzione,diventò più cupo e radicale e iniziò a pubblicare dei racconti più sperimentali su Ambit,una rivista trimestrale di poesia. Sperimentazioni che lo portarono ad indire un concorso per la miglior poesia o il miglior racconto scritti sotto le influenze delle droghe,che riteneva un importante fattore di cambiamento in quegli anni,dato il loro uso disinvolto che divenne una vera e propria cultura generazionale. Venne attaccato e accusato di reato contro la collettività,ma questo non fermò la sua straordinaria visionarietà, tanto da organizzare uno spogliarello durante una lettura di un saggio scientifico. Fu il primo esempio di quella fusione tra scienza e pornografia che costituì la base per gli esperimenti immaginari della Mostra delle Atrocità.

La rinuncia alle emozioni,la morte degli affetti,presiedevano come un sole mostruoso allo scenario di quel sinistro decennio. I brutali documentari su guerre civili,di assassinii,la stilizzazione della violenza telefilmata andavano di pari passo con una pornografia scientifica che traeva la sua materia non dalla natura,ma dalla deviante curiosità dello scienziato.Sono gli anni in cui inizia un effimero disgelo tra l'occidente e l'URSS, scoppiano le controculture giovanili,il R'n'R diventa fenomeno di massa,gli anni in cui il modello fordista del lavoro mostra le prime crepe. E soprattutto sono gli anni in cui l'immaginario,che è fiorito così rigoglioso nella scienza e nelle arti nella prima metà del secolo,comincia a penetrare davvero nelle pieghe della società. Anni in cui si svilupperà il più generale e radicale ciclo di lotte operaie in tutto l'occidente che verrà sconfitto,con una mirabolante ristrutturazione del capitale,negli anni ottanta e novanta.
L'obiettivo principale era quello di scrivere un tipo di narrativa centrato sul presente. Scienze e tecnologie si moltiplicano intorno a noi,dettando in misura sempre maggiore i linguaggi in cui parliamo e pensiamo. E a noi s'impone di usarli,o di rimanere muti. Paradossalmente,la fantascienza moderna è però diventata la prima vittima del mutevole mondo che essa ha anticipato e contribuito a creare. Il futuro contemplato negli anni addietro è già nostro passato. Le immagini dominanti - non solo quelli dei primi voli sulla Luna e dei viaggi interplanetari,ma anche quelle dei mutamenti dei nostri rapporti sociopolitici in un mondo governato dalla tecnologia - appaiono ora enormi frammenti di scenografie superate. L'esempio più commovente di ciò è ravvisabile nel film 2001: Odissea nello Spazio,il quale a segnato la fine del periodo eroico della fantascienza moderna. I panorami e i costumi,le maestose scenografie  ricordano Via col Vento,offrendo l'immagine di uno spettacolo scientifico in costume  trasformato in romanzo storico alla rovescia,di un mondo conchiuso e impenetrabile alla luce della realtà contemporanea.

Il matrimonio tra ragione e incubo dominanti,ha generato un mondo sempre più ambiguo. Il paesaggio delle comunicazioni è attraversato dagli spettri di sinistre tecnologie e dai sogni che il denaro può comprare. Sistemi di armi termonucleari e pubblicità televisive di bibite coesistono in un mondo sovrailluminato che ubbidisce alla pubblicità e agli pseudo eventi,alla scienza e alla pornografia. Alle nostre vite presiedono i due grandi temi leitmotif gemelli: sesso e paranoia. Voyerismo,disgusto di sè,la base infantile dei nostri sogni e dei nostri desideri - questi i mali della psiche sono ora culminati nella perdita più atroce: la morte del sentimento.. Viviamo in un mondo governato da fantasie di ogni specie. Promozione di prodotti di massa,pubblicità,politica esercitata come branca della pubblicità,volgarizzazione immediata di scienza e tecnologia in immagini popolari,confusione e fusione di identità nel settore dei beni di consumo,svuotamento di ogni libera o originale risposta immaginativa all'esparienza della televisione. Viviamo insomma all'interno di un enorme romanzo. In passato si è sempre dato per scontato che il mondo esterno rappresentasse la realtà,per quanto confusa e incerta,e che il mondo interno della mente,col suo contenuto di sogni,speranze,aspirazioni,rappresentasse il regno della fantasia e dell'immaginazione. Ora,anche questi ruoli sembrano essersi capovolti: il metodo più prudente ed efficace per affrontare il mondo che ci circonda è quello di considerarlo un puro e semplice parto fantastico; per converso,l'unico nodulo di realtà che ci rimane è quello che abbiamo nel cervello...

La mostra delle Atrocità rappresenta uno snodo nell'opera di Ballard. E' un libro che getta una luce diversa e rivelatrice sui romanzi di fantascienza scritti in precedenza e pone le basi per quelli che seguiranno. Nè prima nè dopo criverà un romanzo come questo anche se,nel 1984 abbandonerà definitivamente le tematiche della  fantascienza,prima con una riedizione di Crash,sviluppo narrativo di un capitolo omonimo di La Mostra delle Atrocità in cui delinea tutte le radici delle sue ossessioni: l'accostamento tra paesaggio urbano e la situazione psichica dei protagonisti, l'immagine di un mondo che diventa sempre più un gigantesco sistema nervoso e poi ancora più radicalmente con L'impero del Sole,romanzo autobiografico basato sulle esperienze vere di un ragazzino che diventa adolescente durante la guerra e l'internamento nel campo di Lunghua.
Crash fu una provocazione,un attacco aperto contro tutte le convenzioni e i luoghi comuni sulla nostra ripugnanza nei confronti della violenza in generale e quella sessuale in particolare. Si proponeva una connessione tra sessualità e l'incidente automobilistico,una fusione che avveniva all'insegna del culto della celebrità,un inno psicopatico nel quale sesso e morte si intersecano. Il romanzo passò sotto tono in Gran Bretagna mentre fu un enorme successo in Francia,che aveva una lunga tradizione di opere sovversive,dai romanzi pornografici di De Sade a Celine e Genet. Lolita di Nobokov,il Miller dei Tropici, il Pasto Nudo di Burroughs furono tutti pubblicati dalla Olympia Press,dopo essere stati rifiutati e sequestrati negli Usa,avanguardia di fanatici politici di destra e di nuovi gruppi di religiosi moralizzatori.

"La pornografia è bene, è controcultura. Il capitalismo ha una grande inventiva, una capacità di trasformarsi con brevissimo preavviso. Se qualcosa non va e tu non vuoi comprarla, non fa niente! Inventeremo qualcosa di nuovo, riempiremo i negozi con qualche novità. Ecco, io temo che la gente – annoiata per la maggior parte del tempo e senza nulla per cui vivere, specie in Inghilterra – si lascerà andare alle psicopatologie perché sono divertenti, sono esaltanti! Siamo tutti un po’ folli e ci possiamo divertire facendo i matti! È lì che si annida il pericolo, una specie di nuovo fascismo che sorge".
"Non penso che il tipo di fascismo che sta per arrivare sia quello anni '30. Non ci saranno stivali militari, Führer che strepitano, niente Sturmtruppen. Non sarà quel tipo di fascismo. Sarà un fascismo da tv, molto light, se è chiaro cosa voglio intendere. Il nostro Führer non sarà come Hitler, sarà più come uno show pomeridiano. Mi pare che voi in Italia abbiate tentato di avvicinarvi un po’ a questo modello con Berlusconi."


L'Impero del Sole fu l'unico grande successo commerciale di Ballard,tanto che le vendite superarono quelle di tutti i suoi libri messi insieme,la Warner Bros ne comprò i diritti e Spielberg ne trasse il film,anch'esso di grande successo. David Cronemberg girò invece Crash,contibuendo ad un ulteriore diffusione del libro in tutto il mondo e fu la pellicola più discussa al festival di Cannes del 1996,con strascichi di polemiche che continuarono negli anni seguenti.

E' cosi che abbandona definitivamente gli anni 60 e 70,decenni che erano iniziati senza di lui: a disagio in una società che gli è estranea,lui,nato e cresciuto in un enclave britannica nella Shangai coloniale,le immagini che ha in mente sono incongrue con il nuovo contesto sociale. Segregazione,violenza,immagini di militari nipponici arroganti,di contadini cinesi rassegnati e uccisi con indifferenza. Giunto in Europa il giovane Ballard non fu in grado di decifrare la trasformazione in atto,tanto da apparirgli come un paesaggio lunare al primo contatto.
Ballard ha convogliato sullo stesso piano significativo la letteratura medica,quella di genere,quella mainstream, quella scientifica,la storia e la cronaca.
Nel corso di tutta la sua vita  ha scritto racconti che sono diventati dei veri e propri classici della letteratura dell'immaginario,influenzando generazioni di scrittori e ispirando profondamente altre forme narrative quali il cinema,la musica,il fumetto.L'oggettività assoluta,senza ammiccamenti,quasi clinica,una tecnica presa in prestito dalla scienza e trasferita nella letteratura creò una sorta di shock dei valori che con la new wave diede spunto e riferimenti al movimento Cyberpunk degli anni '80,capeggiato da scrittori come W.Gibson, B.Sterling, R.Rucker.. e che elessero proprio Ballard a loro modello e idolo.

Nessun altro scrittore,se si esludono William Burroughs, Burgess e Bukowksi ha avuto tanta influenza  sulla musica pop come J.G. Ballard. La sue visioni,  il senso di paura diffusa dei suoi scritti hanno  affascinato artisti  e ispirato band attraverso i decenni. Da coloro che ne hanno riversato in musica la sua visione del mondo attraverso sintetizzatori e loop industrial, primi fra tutti Cabaret Voltaire, Clock DVA e This Heat, artefici del movimento postindustriale,e decadente.
La musica ispirato da Ballard è molto simile al suo lavoro: suoni freddi, clinici,presentimenti, disincarnato, pornografia. "Attraversare le frontiere è il mio mestiere". La musica ballardiana" è esteriormente anti-blues/anti-rock, ma i testi raffiguranti grattacieli, sottopassi, asfalti e amanti alla deriva nella città di artisti come Bowie e gli Smiths sono spudoratamente ballardiani.Brian Eno è un suo grande estimatore.
Non è una sorpresa che il post-punk, con il suo desiderio modernista del rock  è particolarmente ricco di riferimenti ballardiani. Joy Division di Closer.(The Atrocity Exibition, prima canzone dell'album), il Gary Numan di Cars,Tom Yorke di Eraser, Ultravox,gli Empire of the Sun, che citano nel nome un suo romanzo (ripreso anche nel film di Steven Spielberg) e i Klaxons, che nelle canzoni del loro album d'esordio Myths Of The Near Future condividono temi simili a quelli sviluppati da Ballard.. E' sempre stato un referente,anche se vago, del movimento rave e di tanti gruppi techno,il Dubstep è forse il figlio più evidente del suo lavoro,tanto che la Hyperdub Records lo cita come influenza primaria.
Qui sotto,una compilation di gruppi noti (Clock DVA,Electroware,Pankow) e meno noti (Slow Motion,In Trance 95..), che hanno omaggiato James G. Ballard,scrittore visionario, noir e coltissimo, che si è spento a 78 anni,nel 2009, dopo una lunga malattia in Inghilterra. 













Crash, 1993


Oltre ai libri citati ed altri,come Mondo Sommerso,La Foresta di Cristallo,Terra Bruciata,Il Vento del Nulla,Terra Bruciata (anni '60) 
Il Condominio,Hello America,La Civiltà del Vento,L'Isola di Cemento,L'Allegra Compagnia del Sogno (anni '70 e '80)
e quelli relativi agli ultimi anni, Super Cannes,Cocaine Nights,Millenium People,Regno a Venire, si consiglia le due autobiografie,La Gentilezza delle Donne,più mascherata e il bellissimo I Miracoli della Vita (dove c'è la sua inizializzazione alla..magia dei gatti!)
Inoltre gli innumerevoli racconti,romanzi brevi,saggi e gli interventi dei massimi esperti italiani,Daniele Brolli e Antonio Caronia.



16/10/11

Roma - 15 Ottobre 2011







Mantra del sollevarsi
Franco Berardi (Bifo)

Il 15 febbraio del 2003 centomilioni di persone sfilarono nelle strade delmondo per chiedere la pace, per chiedere che la guerra contro l’Iraq nondevastasse definitivamente la faccia del mondo. Il giorno dopo il presidente Bush disse che nulla gli importava di tutta quella gente (I don’t need a focusgroup) e la guerra cominciò. Con quali esiti sappiamo.Dopo quella data il movimento si dissolse, perché era un movimento etico, il movimento delle persone per bene che nel mondo rifiutavano la violenza della globalizzazione capitalistica e la violenza della guerra.

Il 15 Ottobre in larga parte del mondo è sceso in piazza un movimento similmente ampio. Coloro che dirigono gli organismi che stanno affamando lepopolazioni (come la BCE) sorridono nervosamente e dicono che sono d’accordo con chi è arrabbiato con la crisi purché lo dica educatamente. Hanno paura,perché sanno che questo movimento non smobiliterà, per la semplice ragione chela sollevazione non ha soltanto motivazioni etiche o ideologiche, ma si fonda sulla materialità di una condizione di precarietà, di sfruttamento, di
immiserimento crescente. E di rabbia.La rabbia talvolta alimenta l’intelligenza, talaltra si manifesta in forma
psicopatica. Ma non serve a nulla far la predica agli arrabbiati, perché loro si arrabbiano di più. E non stanno comunque ad ascoltare le ragioni della ragionevolezza, dato che la violenza finanziaria produce anche rabbia
psicopatica.

Il giorno prima della manifestazione del 16 in un’intervista pubblicata da un giornaletto che si chiama La Stampa io dichiaravo che a mio parere era opportuno che alla manifestazione di Roma non ci fossero scontri, per rendere possibile una continuità della dimostrazione in forma di acampada. Le cose sono andate diversamente, ma non penso affatto che la mobilitazione sia stata un fallimento solo perché non è andata come io auspicavo.Un numero incalcolabile di persone hanno manifestato contro il capitalismo finanziario che tenta di scaricare la sua crisi sulla società. Fino a un mese fa la gente considerava la miseria e la devastazione prodotte dalle politiche del neoliberismo alla stregua di un fenomeno naturale: inevitabile come le piogge d’autunno. Nel breve volgere di qualche settimana il rifiuto del liberismo e del finazismo è dilagato nella consapevolezza di una parte decisiva della popolazione. Un numero crescente di persone manifesterà in mille maniere diverse la sua rabbia, talvolta in maniera autolesionista, dato che per molti il suicidio è meglio che l’umiliazione e la miseria.
Leggo che alcuni si lamentano perché gli arrabbiati hanno impedito al movimento di raggiungere piazza San Giovanni con i suoi carri colorati. Ma il movimento non è una rappresentazione teatrale in cui si deve seguire la sceneggiatura. La sceneggiatura cambia continuamente, e il movimento non è un prete né un giudice. Il movimento è un medico. Il medico non giudica la malattia, la cura.Chi è disposto a scendere in strada solo se le cose sono ordinate e non c’è pericolo di marciare insieme a dei violenti, nei prossimi dieci anni farà
meglio a restarsene a casa. Ma non speri di stare meglio, rimanendo a casa,perché lo verranno a prendere. Non i poliziotti né i fascisti. Ma la miseria,la disoccupazione e la depressione. E magari anche gli ufficiali giudiziari .
Dunque è meglio prepararsi all’imprevedibile. E’ meglio sapere che la violenza infinita del capitalismo finanziario nella sua fase agonica produce psicopatia,e anche razzismo, fascismo, autolesionismo e suicidio. Non vi piace lo spettacolo? Peccato, perché non si può cambiare canale.Il presidente della Repubblica dice che è inammissibile che qualcuno spacchi le vetrine delle banche e bruci una camionetta lanciata a tutta velocità in un carosello assassino. Ma il presidente della Repubblica giudica ammissibile che sia Ministro un uomo che i giudici vogliono processare per mafia, tanto è vero che gli firma la nomina, sia pure con aria imbronciata. Il Presidente della Repubblica giudica ammissibile che un Parlamento comprato coi soldi di un
mascalzone continui a legiferare sulla pelle della società italiana tanto è vero che non scioglie le Camere della corruzione. Il Presidente della Repubblica giudica ammissibile che passino leggi che distruggono la
contrattazione collettiva, tanto è vero che le firma. Di conseguenza a me non importa nulla di ciò che il Presidente giudica inammissibile.Io vado tra i violenti e gli psicopatici per la semplice ragione che là è più
acuta la malattia di cui soffriamo tutti. Vado tra loro e gli chiedo, senza tante storie: voi pensate che bruciando le banche si abbatterà la dittatura della finanza? La dittatura della finanza non sta nelle banche ma nel
ciberspazio, negli algoritmi e nei software. La dittatura della finanza sta nella mente di tutti coloro che non sanno immaginare una forma di vita libera dal consumismo e dalla televisione.

Vado fra coloro cui la rabbia toglie ragionevolezza, e gli dico: credete che il movimento possa vincere la sua battaglia entrando nella trappola della violenza? Ci sono armate professionali pronte ad uccidere, e la gara della violenza la vinceranno i professionisti della guerra.Ma mentre dico queste parole so benissimo che non avranno un effetto superiore a quello che produce ogni predica ai passeri. Lo so, ma le dico lo stesso. Le dico e le ripeto, perché so che nei prossimi anni vedremo ben altro che un paio di banche spaccate e camionette bruciate. La violenza è destinata a dilagare dovunque. E ci sarà anche la violenza senza capo né coda di chi perde il lavoro, di chi non può mandare a scuola i propri figli, e anche la violenza di chi non ha più niente da mangiare.Perché dovrebbero starmi ad ascoltare, coloro che odiano un sistema così odioso che è soprattutto odioso non abbatterlo subito?
Il mio dovere non è isolare i violenti, il mio dovere di intellettuale, di attivista e di proletario della conoscenza è quello di trovare una via d’uscita. Ma per cercare la via d’uscita occorre essere laddove la sofferenza è
massima, laddove massima è la violenza subita, tanto da manifestarsi come rifiuto di ascoltare, come psicopatia e come autolesionismo. Occorre accompagnare la follia nei suoi corridoi suicidari mantenendo lo spirito limpido e la visione chiara del fatto che qui non c’è nessun colpevole se non il sistema della rapina sistematica.Il nostro dovere è inventare una forma più efficace della violenza, e inventarla subito, prima del prossimo G20 quando a Nizza si riuniranno gli affamatori. In quella occasione non dovremo inseguirli, non dovremo andare a Nizza a esprimere per l’ennesima volta la nostra rabbia impotente. Andremo in mille posti d’Europa, nelle stazioni, nelle piazze nelle scuole nei grandi magazzini e nelle banche e là attiveremo dei megafoni umani. Una ragazza o un vecchio pensionato urleranno le ragioni dell’umanità defraudata, e cento
intorno ripeteranno le sue parole, così che altri le ripeteranno in un mantra collettivo, in un’onda di consapevolezza e di solidarietà che a cerchi concentrici isolerà gli affamatori e toglierà loro il potere sulle nostre vite (anche togliendo i nostri soldi dai conti correnti delle loro banche come suggerisce Lucia).
Un mantra di milioni di persone fa crollare le mura di Gerico assai più efficacemente che un piccone o una molotov.

14/10/11

Il futuro? E' qui. Denise

I futuro? E' già qui. Una stazione radio Usa, la Krov di S.Antonio, Texas,è stata la prima a creare un programma radiofonico con un conduttore virtuale. Per la precisione,una conduttrice virtuale,a cui è stato dato tanto di nome: Denise. Sviluppato dalla Guile3D, il software era stato inizialmente programmato per essere adibito ad assistente d'ufficio: rispondere al telefono, controllare la posta elettronica,fissare appuntamenti. Poi i programmatori si sono accorti dell' enorme potenziale della loro creazione e hanno lavorato fino a farlo diventare un vero e proprio speaker, un annuciatore radiofonico,una Dj virtuale. L'esordio è avvenuto in Agosto,con un programma pomeridiano di tre ore. I feedback del pubblico sono stati positivi. Le uniche pecche, a detta degli ascoltatori,sono nella qualità della voce di Denise, giudicata troppo meccanica, metallica, robotica. Ma la Guile3D ha già annunciato che presto risolveranno il problema,assicurando che alla fine nessuno sarà in grado di distinguere la voce di Denise da quella di un essere umano. Annunciare i brani in scaletta,intrattenere tra una traccia e l'altra,annunciare le previsioni del tempo. Il tutto immortalato in un docufilm, RadioWars, visibile sull'omonimo sito. (radiowars.com) Alle tante voci di approvazione per questo nuovo miracolo della tecnica si sono unite alcune di disapprovazione. E di preoccupazione. Con la scelta di Denise,in questi tempi di dura crisi economica globale,si eliminano voci di spesa impensabili,fino a qualche tempo fa: pagare stipendi a staff di persone per una redazione che può avvalersi di cinque o sei collaboratori,stipendio  ai conduttori in carne ed ossa,di solito quelli più onerosi. E senza dover combattere con l'ego, anzi, il super ego dei vari Dj. Molti di questi e il personale dei network si sono risentiti,avvertendo chiaramente che il loro posto di lavoro è a rischio: altamente tecnologico..

12/10/11

Ry Cooder, Jesse James e i cani rognosi repubblicani.

"Nella musica popolare americana ci sono idee ricorrenti: ad esempio, l'individuo solo contro i poteri forti,il governo,le banche. Ecco allora Jesse James che chiede di riavere indietro la pistola per andare a sistemare le cose a Wall Street. Il senso è: lui è un tipo molto ingenuo, non può vincere, i singoli non possono far niente,la soluzione vera è la solidarietà tra lavoratori. Storia dei tempi in cui nacquero i sindacati,che fin dall'inizio il partito repubblicano ha cercato di distruggere. Ora ce l'ha fatta: i sindacati sono morti,il lavoro se ne andato dagli Usa, il processo è compiuto,la finanza comanda il gioco. Oggi è molto peggio di allora.."

"Quando fu eletto Obama,la domanda era: chi l'ha scelto? E' ovvio che l'ha scelto Wall Street e lui ha già ripagato l'appoggio,girando tutti i nostri soldi alle banche. Ora però,siamo alle soglie del secondo mandato,ora tocca davvero a lui dovrebbe far fuori quei cani rognosi dei repubblicani, cacciarli dalla città, o sparargli e occuparsi dei veri problemi della gente. Se lo facesse, l'America lo sosterrebbe al 110%! 
E' una persona buona, onesta, i suoi debiti a Wall Street li ha già pagati, ora tiri fuori i guantoni e combatta!"

Interview - Rolling Stone Mag


Pull up some dust and sit down, 13 canzoni su politica,economia,recessione,un concept album con dentro J.James,J.Lee Hooker..con similitudini tra il nostro tempo e gli anni successivi alla grande crisi del '29..
















Feelin' Bad Blues, dalla colonna sonora di CrossRoads, film sul mito del blues Robert Johnson. Virtuoso della Slide-Guitar,firma altre (legendarie) colonne sonore: The long Riders (I Cavalieri dalle lunghe ombre) di Walter Hill, sulla figura di Jesse James, Paris Texas di Wim Wenders, I Guerrieri della palude silenziosa, sempre di W.Hill..





11/10/11

RaiTunes: la radio ai tempi di Facebook

Intervista al conduttore Alessio Bertallot 
 
Wired.it 
 
È iniziata da poco la seconda stagione di RaiTunes, trasmissione radiofonica in onda dal lunedì al venerdì dalle 22,40 sulle frequenze di Rai Radio 2. Al microfono c'è Alessio Bertallot, storico conduttore che in tanti anni di radio ci ha abituato ad arditi esperimenti di commistione tra linguaggi. Insieme a Fabrizia Brunati, Stefania Garibaldi, Marco Ligabue e FrankyB sta operando una rivoluzione tecnologica di un media. Vediamo come.

Non siete i primi a utilizzare il web come supporto per una trasmissione radio., Cosa c'è di diverso nel vostro approccio?

RaiTunes non considera il web in relazione allo Spazio, come un magazzino dove riporre dei contenuti, ma al Tempo. La radio accade mentre la ascolti. Per cui: come applicare il web alla trasmissione in tempo reale? Ogni giorno tentiamo di inventarci qualcosa di nuovo, utilizzando soprattutto i social network, che ultimamente hanno creato un netto spostamento dell'asse. La cosa più immediata è riprendere e rimandare in webcam qualcosa che succede mentre c'è la musica. Abbiamo illustratori che fanno le copertine dei dischi, artisti che improvvisano esperimenti di calligrafia, fino a momenti di suggestione tra Musica e Arte, in cui riprendiamo quadri famosi - come abbiamo fatto con i murales di Banksy – e li associamo alla musica. È un esperimento di multilinguaggio.

Ma usate il web anche per dialogare con chi vi ascolta.

Sì, passiamo dal multlinguaggio alla crossmedialità. Spesso a RaiTunes decidiamo di non fare la trasmissione con i dischi che porto io, ma con i link a youtube che gli ascoltatori ci postano sulla pagina di facebook. In base a una suggestione che io do loro – banalmente “la città di notte” - loro postano la canzone che gli è venuta in mente ed alcune vengono suonate in onda. L'ascoltatore diventa “ascoltautore”. La cosa interessante è ciò che rimane sulla nostra pagina facebook: una raccolta fatta in crowdsourcing di quello che può essere il rumore di fondo della musica secondo la prospettiva del pubblico. È un qualcosa che racconta tanto della nostra società. Per me il social network è una piazza e Rai Tunes è il locale che ti piace frequentare di più. Stiamo tentando di applicare la crossmedialità ad altri flussi di contenuti, come la fotografia: la settimana scorsa abbiamo avuto ospite Guido Harari, che ha fatto il direttore delle fotografie che mandavano gli ascoltatori. Noi le elaboravamo come copertine di dischi e le mandavamo in video, in concomitanza con i pezzi che suonavamo. Stiamo già cambiando però: l'idea è di non avere più qui fisicamente gli artisti, ma di averli da remoto. Ci piacerebbe soprattutto collaborare in questo senso con artisti legati alla net art. Lo abbiamo già fatto con il greco Angelo Plessas e il tedesco Rafaël Rozendaal che erano a casa loro, ascoltavano la trasmissione e ci mandavano le loro immagini via Skype.
Il linguaggio radiofonico rimane autonomo. Puoi sentire RaiTunes senza guardare cosa rimanda la webcam o consultare la pagina facebook. La radio continua ad essere indipendente. Noi diamo però dei valori aggiunti. Il web ci cambia la vita e se non tentiamo di sfruttare le occasioni che ci offre per migliorare il nostro lavoro, probabilmente la radio morirà. Non dobbiamo però utilizzare la tecnologia che abbiamo a disposizione oggi per imitare cose già esistenti. Dobbiamo tentare di fare altro. Quello che stiamo facendo noi è una cosa nuova, non è più solo radio: non ha ancora un nome, non so cosa sia esattamente ma lo stiamo facendo lo stesso. Stiamo facendo una cosa che per certi versi è talmente avanti che forse stiamo sbagliando. Noi stiamo aprendo delle strade che non sono ancora state battute. Qualcuno dopo di noi forse troverà la direzione giusta. C'è una cosa che non potrà mai mancare: l'apporto umano, anzi umanistico.

08/10/11

Controllo e repressione in Internet e La "Scatola della Libertà" - Interview Eben Moglen

Eben Moglen, 52 anni,professore alla Columbia University,fondatore del Software Freedom Law Center

R.L. : Facebook e Google hanno reso Internet uno strumento facile per tutti. Perchè non dovremmo fidarci?
Perchè sono società votate al profitto e il loro business è vendere,in un modo o nell'altro,le informazioni degli utenti. Se uno potesse prendere una decisione consapevole su chi affidare i propri dati personali,Facebook e Google sarebbero in fondo alla lista,appena dopo soltanto alle agenzie di spionaggio governative (che in effetti ottengono i nostri dati da queste corporation con la stessa facilità con cui mandano una nota ai loro uffici). Funziona così. Più informazioni uno dà a società come Facebook e Google,più dati loro hanno da vendere. Più usiamo i loro servizi,più loro studiano i nostri comportamenti e vendono a terzi il privilegio di provare a condizionare i nostri comportamenti in tempo reale. Queste cose non sono segreti. Per tornare alla sua domanda: non c'è alcuna ragione al mondo per fidarsi di queste organizzazioni.
Internet si è dimostrato un grande strumento di libertà,lei invece enfatizza il fatto che possa essere usato per controllo e repressione. Quale aspetto è prevalente?
Nessuno dei due,dipende da cosa ci facciamo. E' sbagliato definire una tecnologia a priori. I suoi effetti e il suo valore dipendono dal contenuto. Prendiamo la Tv: è stata usata per insegnare ed informare sulla scala più grande mai avuta prima dall'umanità;ma è stata anche usata per conquistare il potere e distruggere i fondamenti intellettuali e morali di una democrazia. Così accade con Internet,che può produrre più libertà o più controllo: dipende da cosa chiedono i cittadini
Alcuni attivisti e sviluppatori della Rete,sostengono che è necessario costruirsi un'altra Internet: è un obiettivo realistico? E chi dovrebbe pagare questo progetto?
Non abbiamo bisogno di un'altra Internet nel senso di mettere nuovi cavi e trovarci un altro spettro elettromagnetico. Dobbiamo piuttosto dotare ciascun navigatore di strumenti che nella Rete attuale ci aiutino a difendere la nostra privacy dall'eccesso di sorveglianza. Questo è un obiettivo realistico e facilmente raggiungibile. Basterà dotarci di piccoli,economici ma potenti  "routers" che facciano questo lavoro. Non è fantascienza: oggetti come questi stanno arrivando sul mercato e nei prossimi dieci anni tutti potranno comprarli al prezzo di un caricatore del telefonino. Dentro ogni "scatola" metteremo un software gratuito e libero,cioè un software che ciascuno può scambiarsi senza vincoli,che rende più sicure le nostre mail,le chat e quello che facciamo sui social network. Questo software è già in corso di sviluppo da parte di migliaia di sviluppatori volontari in tutto il mondo.
A che punto è la sua" Freedom Box"?
Il primo rilascio della piattaforma di sviluppo è avvenuto. Il secondo,con cui dimostreremo come funziona davvero,ci sarà tra un paio di settimane. Ma il primo oggetto utilizzabile anche da una persona non esperta,non arriverà prima di un anno.
Le hanno già detto,immagino,che senza controllo e sorveglianza Internet potrebbe diventare uno strumento per attacchi  terroristici. Come risponde?
Potrebbe. La stessa cosa può capitare con una macchina,con un coltello o con un telefono. Qualunque oggetto un uomo libero voglia usare può essere utilizzato anche da un criminale. ma non è un buon motivo per limitare la libertà..